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mercoledì 27 ottobre 2021

Pointe de la Pierre 2653 m integrale

Itinerario escursionistico ma praticamente senza Portage e con 2200 m di divertentissime discese.

Pointe de la Pierre 2653 m, super classica dello scialpinismo ma anche abbastanza frequentata dalle mtb salendo dagli ecomostri di Pila. Questa traccia la propone in veste integrale da Aymavilles. Marca giù !

Start da Aymavilles frazione Moulin 650 m pochi posti auto e acqua 150 m più in alto. Off road immediato tra vigneti e chiese medievali, vd saint-leger. Attraversata la regionale schifiamo il bitume per Ozein e dopo sollazzo in piano a Noveilloz ci lanciamo su rampe missilistiche fino a Turlin 1500 m. Diversi tratti sono veramente impossibili a meno di avere litio a volontà. Passato il paesello la musica non cambia con ancora rattoni mortali fino a 1750 m dove finalmente le pendenze diventano umane e il bosco si dirada man mano. Si pedala così trulli trulli fino a Champchenile 2200 m dove mi aspettavo gli ultimi 400 m di Spintage / Portage. In realtà il fondo è sorprendentemente liscio (fine ottobre quindi erba rasa) e con ampie pertichette invernali fuori sentiero si arriva a pedale fino a 2500 m. Sciambula che lusso ! 2 spintarelle e siamo alla croce. Easy. Panorama di prim'ordine a 360 con tutti i giganti in vista. Bello.

Discesa ON: in sostanza ho concatenato le migliori discese possibili anche se note ottenendo una compilation da Academy Award. Pure la cresta N-W non sarebbe niente male ... casomai. Si parte per una cresta iper panoramica e molto simpa per proseguire dal colle lato Cogne con tornantismo perfetto e giusto un paio di svolte più impegnative fino allo sciallo bucolico dei primi alpeggi. Sentiero pettinatissimo e perfetto vista Grivola prima e M.Bianco dopo. Maroo ! Oggi vinciamo facile. Le 2 sezioni a toboga naturale sono irrealmente belle e divertenti. Attraversato Ozein ci portiamo verso Serignan per pratoni ma anche con breve sezione tecnica (ocio all'esposizione puntuale). Dalla frazione scende poi una bellissima antica mulattiera molto molto carina e tortuosa. 1 min scarso di regionale e scendiamo a Pondel 800 m fino al famoso ponte romano. Chiudiamo il giro con il fantastico finale del Petit Poignon atterrando a fondovalle quasi all'auto.

In conclusione: ottimo itinerario dal buon dislivello, per una volta a disagio limitato ma con discese e panorami immancabili.

Vd anche: Tsa Setsé 2815 m XL e Petit M.Blanc e Petit Poignon

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 32 km
Dislivello: 2200 m
Tempo: 7 h
Difficoltà tecnica: Medio
Condizione fisica: Medio
Traccia Gps: Pointe de la Pierre








sabato 23 ottobre 2021

M. Fourchon 2902 m

Itinerario di Cicloalpinismo con discese tecniche ed esposizione. Fedeli al motto "se si puo' sciare si può anche rotolare" andiamo a vedere l'inedito M. Fourchon 2902 m una iperclassica dello scialpinismo ma stranamente mai ciclato :-). Approfittando del passo del GS Bernardo chiuso cogliamo occasione per attaccarci un contemplativo tour in terra suiSSera.

Start da Saint Rhemy 1650 m, parcheggio oltre il torrente con acqua nel bel borgo. Salita militare 5 stelle su forestale orografica sx oramai quasi ridotta a ST con pendenze amichevoli e viste autunnali notevoli su moquette in via di allestimento. Passo chiuso, pace assoluta e giornata irreale. Prima e dopo La Cantine qualche rattone più impegnativo ma poi sciallo salitomane su asfalto deserto per ultimo pezzetto fino a Baou 2370 m. Taka Zu. Lasciamo la civiltà ed entriamo nel valloncello defilato tra la Testa de Fenetre e l'estetica Tour des Fous. La meta è ben presto in vista e come previsto imbiancata dalla poca neve di ottobre. Si sale bene senza particolare sforzo tra spintarelle, soft portage e qualche pedalino simbolico. Sentiero marcato. Nel canalino quota 2700 sono stato più a destra in modo da rimanere al sole ed evitare scarligate. Easy fino alla cresta dove ghiaccio e neve aumentano. Unico escursionista incontrato abbandona vista la poca igienicità dell'ultimissima parte. Io traverso sotto la cima a chiappe strette e mi porto sulla parte più soleggiata dove con qualche equilibrismo in arrampicata arrivo in vetta con Phoebe. Marooo che panorama ! Forse il più bello della zona con M. Bianco e Velan a dominare il palco.

Discesa ON: primissimi metri in disarrampicata FBL ma poi nonostante la neve iniziale si va via bene su sfasciumi e improvvisazioni. Tutto ciclabile tranne 20 m lineari al canalino. Esclusi i tornantini iniziali poi difficoltà modeste ma ambiente e panorama a fondo scala. In 2 min siamo al bivio verso il noto col Fenetre che raggiungiamo facilmente. Si scende trulli trulli con anche qualche bel roccione a scaglie dove divertirsi prima dei laghi. Sbamm ! Altro panorama assurdo e commovente. Dire da cartolina è veramente dire poco. A 2470 m risaliamo di nuovo verso il secondo colle di giornata sempre tra spintarelle, soft portage e pedalino ino ino. Il sentiero per il Col du Bastillon 2750 m rimane mimetizzato fino all'ultimo con arrivo spettacolare e da premio Nobel della sentieristica. Altra vista togli fiato, altri laghi e emozione a mille. Il prossimo Colle des Chevaux 2700 m sembra lontano e impestato ma la palina di cioccolato dice 1h e 10 min. Boh, zo de lè verso la Comba de Drone. Primi tornantini divertenti poi semplice ma piacevole oggi in assenza quasi totale di umanoidi fino a 2450 m dove si risale per ultima volta. Altra genialità sentieristica con solo un paio di punti franati. Colle ampio e comodo. Vale la pena, per godersi il panino più buono del mondo, salire anche alla Pointe des Lacerandes 2775 m per ultimo sole contemplativo. Discesa simpa fino al colle e poco sotto poi è un susseguirsi di brevi su e giù piuttosto faticosi con alternanza di semplicità e difficoltà a fondo scala con in generale poca pendenza e scogli minacciosi. Arriviamo al GSB giusti per la golden hour. Anche il laghetto dei merenderos in queste condizioni diventa quasi epico. Dal Passo non ci sono discese leggendarie ma si ritorna comunque alla partenza in scioltezza ammirando i magnifici colori autunnali. Da segnalare il sentiero appena sotto il colle che attraversa la pietraia oramai abbandonato e disagevole con boccioni come arance ad invadere la traccia.

In conclusione: itinerario del Disagio contemplativo, cima inedita, laghi a strafottere e pace dei sensi. Marca giù.

NB: loop svizzero molto interessante anche nel verso opposto oppure in combo con il Barasson ma meglio in estate allora.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 30 km
Dislivello: 2100 m
Tempo: 8 h
Difficoltà tecnica: Medio
Condizione fisica: Medio
Traccia Gps: Fourchon 2902 m

 















domenica 17 ottobre 2021

Stura Ubaye Gesso 3 giorni

Weekendone del disagio lontano dalla Madrepatria ma sempre ad alto tasso di Disagio: Valle Stura con M. Bersaio 2386 m, Ubaye con La Mortice 3187 m e Valle Gesso con Ghiacciai del Gelas 2800 m.

Tutte le info sulla Bibbia del SW www.cicloalpinismo.com

Day 1: nonostante la partenza da ladri di galline il trasferimento dalla Cotolettaland è lungo quindi come primo giorno il programma prevede un giro Plaisir di riscaldamento.
Base a Sambuco 1190 m, sistemazione da Bauscia milanëss 5 stelle presso la straconsigliata Osteria della Pace, nessunissimo in giro, silenzio tombale.
Acqua e si parte. GPS scarico ma al grido di “la so io tanto è facile” ci imbuchiamo nel vallone della Madonna e al primo bivio è subito disagio. Cicchiamo infatti clamorosamente il sentiero e con del buon Ravanage 2.0 risaliamo greto calcareo del torrente senza nome e continuiamo per funghi prima del ricongiungimento su autostrada a balcone del Sentiero delle 9 Borgate che ci sembrava brutto prendere subito. E vabbuoh !
Trovata la retta via non resta che ciclare pallidi e assorti nella pace più assoluta fino al Pilone 1900 m con la meta di giornata a piombo sopra la testa. Beddu !
Dal Pilone zo de lè su sentiero commovente come dicono da queste parti. Lussuria di Folletto pettinatissimo, panoramico e perfetto fino a risalire il Rio sottostante. Marooo !
Dal Rio due colpetti di pedale e takiamo già zü verso la cima. Da questo lato il sig. Bersaio è un bravo bagaj fatto di pratoni, merda di pecora e cani da pastore inkazzati. Fatte le presentazioni i cani capiscono subito che siamo i soliti ciclopirla innocui e non ci hhahano di pezza. 2 spintarelle 2 pedali e ci siamo. Easy. Quota modesta ma panorama spaziale con lato sud letteralmente sulla verticale di Sambuco e cime “ciclabili” a perdita d’occhio in ogni altra direzione.

Discesa ON: poserismo social su ottimi lastroni e scendiamo nel vallone senza ripassare dal colle Piconiera. Sentiero ottimamente tenuto ma molto single dove ci scappa anche un jollino. Molto valido, guidato ed impegnativo il giusto. Dai 2100 m saliamo di difficoltà con passaggi e tornanti degni di nota infilandoci sempre più nel vallone. Raggiunto il torrente non ci sono più difficoltà grosse se non il fondo un po’ scarligabikermilaness ma l’ambiente è spaziale e le soste contemplative sono d’obbligo. Tricco tracco ti imbaracco e siamo alla birra Artigianale, doccia calda e cena come se non ci fosse un domani con bis tris di ogni pietanza. Taaacc … pago pretendo altro che bivacchi e noodles.

Day 2: colazione del campione e trasferimento nella terra senza bidé alla conquista della Mortice subito nominata Mortazza. Saint Paul sur Ubaye 1450 m. Pedale e rattoni mortali che lasciamo volentieri a Lodi Machine (d’altra parte con biciclettone da Endurone da 16 kg che sfoggia oggi son capaci tutti), noi ci accontentiamo di una più salutare alternanza monta-cala ma comunque facciamo la nostra porca figura fino a 2400 m. Taka Zü. 400 m di Nobile Spintage e siamo alla Tete de Paneyron 2785 m.
La Mortazza sembra lontanissima ma "lo spettacolo è già ai massimi livelli” (suona familiare ?). 4 km di cresta magnifica lungo la Crete des Couniers e tra ripidoni da pannolone, risalite funifort, laghetti delle Stelle e meraviglioso spartiacque atterriamo al Catering servito al passo de la Serenne 2674 m per il panino più buono del mondo. #boiafauss che bel ! Rimangono 500 m in PSP da sogno in ambiente al top del Disagio. A 3000 m il capogita impegnato nel record di VAM cicca la traccia e ravana nella neve fino alla Mortazza di mezzo senza nome. Il Vecchio invece taglia su sentiero da educande e sbeffeggia i malcapitati proprio al colletto sotto la N. 5 min e … Cima ! Topperia assoluta in un oceano di Montagne a 360 dove io riconosco solo lo Chambeyron (brutta l’ignoranza !) e forse la Pointe d’Aval.

Discesa ON: easy vert fino al colletto, risalita smutanda e ritroviamo i 2 ciaparatt in pennichella al sole modello spritz delle 19. Sveglia! Giù dalle Brande ! Crestone da Drone fin dove la neve permette di pedalare e a circa metà ci scartavetriamo sulla via di salita chiudendo nano anello estetico ed appagante. Misto neve e roccioni ma praticamente tutto in sella. Ripreso il sentiero comincia il r’n’r o meglio l’holiday on ice. Grip nullo, la Mignon SS al posteriore è utile come una visita alla prostata dal dentista. Discesa modello io speriamo me la cavo ma a parte una breve sezione di pochi metri comunque tutto ciclabile. Gli scogli fissi di casa sono un lontano ricordo. Ripassato il colle de la Serenne ci imbuchiamo diretti nel vallone omonimo per un bel tratto sciallo mode. Praterie e qualche sassetto tattico ci rilassano tra bastioni di roccia ed idillio. A quota 2100 la musica cambia piombando in un baratro fatto non solo di sbrisolona ( https://it.wikipedia.org/wiki/Sbrisolona ) ma anche di pendenze non trascurabili e del tornantismo a chiocciola. Il problema vero è che ci piace pure ! Atterrati non so come ancora vivi sulla strada il bacio all’asfalto è di rito. Marooo che scarlingata ! Golden hour, su versante opposto larici e colori autunnali infiammati e si ripedala su fino ai 1900 di Fouilleuse questa volta in codizioni igieniche potabili (questa estate http://www.ciclodisagio.com/2021/08/valvaraita-ubaye-maira-tour-3gg.html ero un filo più stanchino e cotto dal sole). Passato il ponticello e acceso un cero alla chiesetta di san giuan si percorre una breve forestale e poi gran finale quasi valdostano. Accenno di moquette, curvette e pugnette. Anche oggi “bello bello bello” cit. 2 ultime pedalate e siamo all’auto per il terzo tempo da guerrieri dell’Osteria della Pace.

Day 3: colazione del super eroe e trasferimento per la Valle Gesso insieme agli amici di Cicloalpinismo. 7 bigoli sono meglio di 4. Indecisi tra la ciclabile cuneo - fossano finiamo a san giacomo di Entracque (un po’ prima a dire il vero, quota 1000 m) per attaccare il ghiacciaio più a sud delle Alpi (cosi dicono i locals). Pedalino fino ai 1450 m di Gias sottano del vej del bouc (in antico provenzano il büs del cü ghiacciato del vecchio ma … inferiore e senza scappellamento) dove l’ora delle ardue sentenze giunge inesorabile. Gheipraid su M14 a pseudopedale a sx o Camallo sö de lè bello vertical a dx. Ovviamente
si prende la via più semplice :-) mettendo il vecchio al comando delle operazioni in modo da fare da tappo per tutta la salita mentre nelle retrovie i giovini spingono modello Rocco e le casalingue disperate di Voghera. Si parte soft ma ben presto il Portage diventa Asburgico e Ammazzacristiani. Si suda acido lattico ma in neanche 3 ore siamo al Lago Bianco. Pausa caffè e ultimo cimento proprio sotto i resti del ghiacciaio fino al Bivacco Moncalieri 2700 e al Passo del Gelas subito dopo quota cristiana 2800 m. Cresta da orgasmo cicloalpinistico, esposta lato E ma veramente spettacolare e ardita. All’intaglio ricchi premi e cotechini ma con moderazione perchè in realtà rimane ancora un breve tratto di deportage e FBL. Ci siamo, finalmente il sentiero ricompare tra l’oceano di roccia e diventa un serpentone infinito di tornanti fino al fondovalle. Mai troppo difficile ma lungo e da travelgum. Festival della bagna cauda a chiocciola con fondo fetentello, quasi mai compatto e che dalla regia classificano come T3.
Tra poserismo e battute da suore Orsoline il tempo vola ed atterriamo al rifugio Soria Elena un po’ troppo tardi per la risalita al colle Fenestrelle vista la stagione. Non rimane che del gravellismo e un paio di tagli cinghiale prima del terzo tempo a suon di birrette e risate.

In sintesi: 3 giorni di evasione da tutto in ottima compagnia e tra oceani di montagne da esplorare.

Grazie ancora a www.cicloalpinismo.com per la condivisione, le info ma soprattutto per le … BIRRE !

Che il Ciclodisagio sia con tutti voi.

Video del Lazza ma non adatto ad un pubblico sensibile: VIDEO XXX