lunedì 21 novembre 2016

Pila Autumn in Fat

Bel giro ideale per le prime nevi tardo autunnali o magari, indovinando le condizioni, anche invernale. Per estate sicuramente conviene salire di quota e tenere questa discesa come eventuale alternativa al bike park.

La traccia sale da Gressan su asfalto con qualche taglio anche ripido ma volendo si potrebbe fare tutto in off-road (neve permettendo).
Un po' di bigolage sulle piste che ieri erano chiuse e poi dalla chiesetta di San Lorenzo si prende la poderale in direzione di Ozein.
E' una bellissima pista forestale lontana dagli eco mostri di Pila che in leggera discesa (quindi ideale anche con percorso innevato non perfettamente battuto) ci ha portato fino alle porte delle baite Turlin. Dietrofront fino a Brin e zo de le sul 21B.
Sentiero facile ma molto piacevole su fondo lussurioso di moquette Imperiale di larice e muschi regali.
Della serie non si butta via niente di dislivello, finalino omaggio risalendo 5 minuti sulla Costa di Gargantua la cui leggenda narra essere il mignolo del gigante.
E' una zona protetta, vietata alle bici quindi a vostro rischio ma i sentieri sono molto ben marcati e se si passa in punta di piedi e con rispetto non si lasciano segni.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 30 km
Dislivello: 1500 m
Tempo: 5.5 h
Difficoltà tecnica: Facile
Condizione fisica: Medio

Traccia gps: Pila Fat





domenica 13 novembre 2016

Monte Barone

Itinerario di Cicloalpinismo riservato esclusivamente agli amanti del genere e agli irriducibili adepti del Portage Asburgico. Categoria: giro CON bici.

Il Monte Barone è la vetta più panoramica del Biellese e domina la selvaggia Valsessera.
Probabilmente il periodo migliore per questa avventura è la tarda primavera appena dopo le nevi e prima che la vegetazione torni ad essere eccessivamente invasiva.
Start da Coggiola al parcheggio dell'arrivo delle PS Enduro. Salita tranquilla e bitumara fino alle Piane con 500 m scarsi di D+. Praticamente il tratto IN bici in salita finisce qui visto che successivamente i pedali saranno solo brevi o simbolici.Sentiero G1 fino alla Casa Forestale La Ciota quota 1200 m poi G8 fino alla cima. Sentieri sempre ben evidenti e ben tracciati. Normale amministrazione fino al Rifugio Barone 1600 m con solo un tratto attrezzato alla Bocchetta di Scarpia ma i canaponi sono utili solo in caso di ghiaccio-neve. Dal Rifugio si punta verso la Bocchetta di Ponasca per ripidi pratoni e da li lungo la cresta in 40 min alla cima. Vista spettacolare a 360 su tutto lo scibile Alpino e la Cotolettaland. La Discesa purtroppo è per i primi 150 m D- non ciclabile tranne brevissimi tratti poi finalmente terminato il tratto sommitale si può salire in sella anche se il sentiero si mantiene tecnico, fisico e impegnativo. La traccia è molto scavata ed un eventuale freeride molto scivoloso su erba olina. Riguadagnato il Rifugio prendiamo a dx per un bel traverso che dopo qualche su e giù ci scodella nel tratto più bello della gita su ottimo fondo e in ambiente panoramico e selvaggio fino ad un bellissimo fitto bosco di moquette imperiale e alla Cascinetta quotata 1250 m. Come noto la discesa non è mai tutta discesa quindi si risale per 150 m sempre su G1 su sentiero quasi completamente invaso dalle felci che possono arrivare a sommergerci completamente. Una volta scollinato l'ennesimo vallone e guadagnato il bivio con il G3 prendiamo a sx e ci godiamo una discesa facile prima in boschi di betulle poi di faggio e poi ancora camel trophy in un serpentone di felci fino alla Cappela Carecca 1000 m. Da qui in poi fino al Santuario del Cavallero la traccia è spesso sporca e qualche su e giù mette ancora a dura prova la forza di volontà ma comunque non ci sono particolari problemi.

In conclusione una Jaggata di tutto rispetto ma non adatta ai puristi della mtb.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 27 km
Dislivello: 1900 m
Tempo: 8 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro

Traccia gps: Barone

martedì 1 novembre 2016

Aver d'Outon: Becca d'Aver 2469 m

Itinerario di Cicloalpinismo riservato agli amanti del genere con 600 m di portage e discese tecniche, esposte e potenzialmente pericolose.

Classico AM valdotaine, ideale per l'autunno visto le quote non esagerate e l'esposizione in pieno sud. La traccia parte da La Magdeleine ma puo' naturalmente essere accorciata a piacimento con start ideale da Antey presso info point.
Discesa facile su ST e mulattiere fino ad Antey. Salita x tagli e poco traffico fino a Torgnon poi bel sentiero nel bosco fino alla Cappella di S.Pantaleone 1650 m prima e al Col des Bornes 1800 m poi. Ancora qualche colpo di pedale e poi 600 m di facile portage fino alla cima della Becca d'Aver 2469 m. Acqua poco sotto la cima. Panorama strepitoso nonostante la quota modesta su vale centrale, st barthelemy e valtournenche. Bella cresta pedalabile fino alla Cima Longhede 2416 m. 

Discesa ON: facile su ottimo traverso fino al Colle d'Aver poi la faccenda si fa seria con sentiero molto impegnativo tecnicamente con passaggi non trascurabili e su terreno spesso molto secco e poco gripposo. A quota 2150 m prendere verso dx direzione Verrayes per ulteriore sessione Vert e teNNica. Occhio alla penna e calcolate bene gli spazi di arresto vista l'esposizione di alcuni punti critici. Sopravvissuti ai tornanti mortali ci si puo' brevemente rilassare su moquette imperiale prima di arrivare alla poderale che ci riporta al col des Bornes e al Col St Panthaleon. Trasferimento con scorci iper panoramici e un po' di salitella fino all'Eremo di St Evence che merita da solo la giornata. Respiro profondo e zo de lè su sentiero EE spettacolare ma oggettivamente pericoloso con terreno sempre ottimo ma spesso con esposizione totale. Diversi richiamini di salita allungano molto i tempi ma arrivati a Pra de Tard ci si puo' rilassare un pochino senza pero' abbassare la guardia soprattutto in corrispondenza di una cengia da passare in sella solo se sicuri al 100%. Da Berzin in poi è normale amministrazione ma sempre molto piacevole. Atterraggio direttamente sulla regionale dove i sadomasochisti cambieranno assetto e risaliranno alla Magdeleine con altri 650 m D+ passando inaspettatamente da Herin mentre gli altri saranno a pochi passi dalla meritata birra.

Giro di sicuro interesse e soddisfazione ma da affrontare solo con la dovuta preparazione e prudenza.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 44 km
Dislivello: 2400 m
Tempo: 9 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro

Traccia gps: Aver

Alba alla Longhede



domenica 9 ottobre 2016

Punta Palasinaz 2780 m e Lago Perrin 2650 m

Itinerario di cicloalpinismo con lunghi tratti di portage e discese tecniche.

Versione XL del classico giro dei laghi di Palasinaz con lunga ed impegnativa "extension" fino al Lago Perrin e discesa nel vallone di Cuneaz.

Start da solito parcheggio del laghetto di Buisson e identica salita di questo Corno Bussola 3022 m con eccezione di un bel taglio su ripida mulattiera dalla frazione La Croix. Appena dopo aver costeggiato il Lago Battaglia a quota 2480 m deviazione a destra per il Colle Palasinaz con 200 m di portage. Dal Colle il panorama è un po' chiuso quindi conviene salire in 40 min alla Cima Palasinaz prendendo in portage l'evidente sentiero che con facile portage, creste e traversi ci porta alla vetta di giornata. Ottima vista a 360. Discesa quasi tutta ciclabile per tornare al colle e tuffo nel vallone di Mascognaz sempre in comune al sopra citato itinerario.
A quota 2000 m poco prima dell'alpeggio Chavanne prendiamo evidente deviazione a dx su poderale che ci porta con un centino pedalato a Toulassa Inferiore. Da qui in poi si cambia sport e la bici, salvo simbolici tratti, servirà solo ad attirare stima e/o compassione dei pochi escursionisti incontrati. Per gli amanti del genere niente di drammatico ma i 500 m di portage sono a tratti duretti per diventare Asburgici nei pressi del caratteristico monolite in pietra a quota 2500 m. Il lago Perrin, vera gemma incastonata a 2650m tra la Gran Cima e il M. Perrin, ripaga immediatamente ogni sforzo cancellando la fatica necessaria per raggiungerlo. Dall'omonimo colletto si ha anche una deliziosa vista su tutta l'alta val d'Ayas e i ghiacci perenni.
La discesa parte pettinata su facile e distanziati tornanti con fondo perfetto ma poi diventa a causa di erosione e rocce tecnica e altamente trialistica non mollando quasi mai fino a quota 2100 m. Un tripudio di pugnette alpine molto esigenti fisicamente ma divertenti ed appaganti. Giunti al torrente Cuneaz lo si attraversa e si risale brevemente su lato opposto su sentiero che alterna tratti iper flow ad altri più rocciosi. In breve si giunge così al caratteristico villaggio di Cuneaz, uno dei più alti insediamenti d'Europa ad essere in passato abitato per 365 giorni all'anno, e poco dopo a Crest all'arrivo della cabinovia. Qui ho preferito allungare in falso piano su forestali fino ad Sousson per chiudere la giornata in bellezza lungo il mitico nr 10 già sperimentato qui Palon de Resy 2670 m.
Si rientra alla macchina lungo poderali, un po' di bitume e piste di fondo.

In conclusione un altro ottimo itinerario da inserire nella lista degli imperdibili della Valle che puo' essere anche suddiviso in due giorni se considerato troppo duro o al contrario ulteriormente allungato se abbinato al Corno Bussola.

Ndr: la salita molto meglio cosi Colle di Valnera 2675 m

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 45 km
Dislivello: 2500 m
Tempo: 10 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro

Traccia gps: Palasinaz
Pedalage ai laghi di Palasinaz

4 bigoli sono meglio di 1

Ciclabilità verso il Colle di Palazinaz


Ritorno al Colle

Poserage al Colle
Vista dalla Punta 2780 m


Tornantismo
Wild Comba

Lago Perrin 2650 m











lunedì 12 settembre 2016

M.Roisetta 3334 m en Boucle

Itinerario di Cicloalpinismo riservato agli amanti del genere e complicato da un difficile tratto alpinistico (F) che si svolge tra la Valtournenche e la Val d'Ayas.

La meta di oggi è già censita qui M.Roisetta 3334 m ma si sa che i giri ad anello e nuove avventure hanno sempre un fascino superiore.
Solito start da La Magdeleine 1650 m (o da fondovalle da Buisson con salita con Fune per allungare la discesa finale), pedale fino al colle Fontana Fredda 2500, monta-cala-spingi-porta fino al col di Nana 2780 m, bella discesa tecnica in val d'Ayas fino al rifugio Tournalin 2500 m. Da qui in poi la bici in salita è utile come un comodino della nonna tranne che nel tratto finale perchè verrà utile come picca.
Portage facile fino ai laghetti Croce, poi Asburgico e ripido fino al colletto Croce 2800 m.
Vabbeh siamo già qui non la facciamo una capatina anche al M.Croce 2894 m per godere dei suoi panorami ? M.Croce 2894 m

Ritornati al colletto il riscaldamento finisce e i giochi si fanno duri. Ci aspettano 2,5 km lineari per 380 m di D+ di cui una buona parte senza sentiero (frecce gialle su roccioni indicano comunque chiaramente il percorso) ma solo sfasciumi di enormi sassoni sui quali bisogna zampettare allegramente alla guisa dei tanti stambecchi che si possono incontrare da queste parti.
Attenzione: tutti i valloncelli a destra che invogliano discese nella Conca d'Aventine NON hanno vie d'uscita perchè strapiombano verticalmente poco dopo quindi da qui in poi non ci sono vie d'uscita alternative, o si completa l'anello o si deve ritornare sui propri passi, proseguire solo se fortemente motivati e con riserva di energie).

Arrivati a quota 3200 m deviare a sx su ripido canalone (non ci sono indicazioni) abbandonando il sentiero che conduce alla cima nord.
Inizialmente senza problemi su sfasciumi fini ma man mano che si sale diventa sempre più ripido e il fondo sempre più cedevole. Non ci sono appigli solidi, bisogna guadagnarsi il colletto centimetro dopo centimetro usando la bici come picca o comunque appoggiandola a monte e recuperandola poi. Sono solo qualche decine di metri ma delicati e pericolosi.
Sbucati sul lato sud la cima è oramai a un tiro di schioppo e la si raggiunge in pochi minuti su facilissimo sfasciume scistoso con poca pendenza.

La discesa è la stessa di questa M.Roisetta fino a Cheneil dove risaliamo al colletto omonimo a pedale ma con tratti di spintage e scendiamo su bel sentiero fino al lago di Lod dove prendiamo per Valtournenche all'area pic nic del lago. Chi ha la fortuna di aver parcheggiato a Buisson godrà come un riccio lungo il sentiero 34 mentre gli altri rientrano presto su Chamois e da li al punto di partenza.

Una grande avventura di vera montagna non certo il classico giro in mtb ma solo per appassionati e forse un po' folli.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 38 km
Dislivello: 2200 m
Tempo: 10 h
Difficoltà tecnica: Difficilissimo
Condizione fisica: Duro

Traccia gps: Rosetta Boucle

Discesa da M.Croce

PdM

Ciclabilità sempre discreta

Zo del lè

Tutto ciò che non ammazza fortifica

Panorama dalla Cima

lunedì 29 agosto 2016

Tour des Tournalins XL

Itinerario simile a questo Tour des Tournalins ma esteso e rivisto per ridurre il Portage ai soli 250 m del colle di Nana, il resto è tutto pedalabile.

La Magdeleine, Chamois, r'n'r sul 34 fino a Valtournenche, salita orografica destra poi sinistra, Tracciolino della VdA, rattoni sul Ventina fino al Colle Nord delle Cime Bianche. Il resto è uguale ma con aggiunta del classico discesone del colle des Fontaines.

Occhio agli orari, facilmente si finisce al buio. Ogni riferimento è puramente casuale.

Edit 2019: dopo alpe ventina quota 2100 m meglio prendere il sentiero Frascati e scendere fin sotto Fiery 1760 m su sentiero molto tecnico per poi risalire a pedale.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 71 km
Dislivello: 3200 m
Tempo: 13 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro

Traccia gps: Tournalin XL

Il Tracciolino della Valtournenche

Pronti per il Paradiso

Notare la maglia in tinta con il Gran Lago 

L'ultimo Vallone selvaggio

Sentiero perfettamente ciclabile

Meraviglia

Vallone infinito

Si arriva facilmente con il buio

sabato 27 agosto 2016

M. Meabè 2616 m

Itinerario di "avvicinamento" al Cicloalpinismo con 600 m di portage ma comunque con discese tecniche, esposte e potenzialmente pericolose.

Start da comodo parcheggio di Antey come già per altri itinerari mappati.
Salita a tratti faticosa cercando di scongiurare il più possibile la noiosa regionale.
A Chantornè takiamo zu in Spingi-Porta praticamente fino alla bella cime: 2616 m
Panorama bellissimo su tutta la Valtournenche, la Valle Centrale e la Valle di St. Barthelmy.

Discesa ON:
Subito impegnativa e difficoltosa in mezzo ai paravalanghe poi più potabile ma con fondo abbastanza scarligabiker fino al bosco poi più semplice.
Trasferimento in falsopiano e andiamo a prendere il sentiero per Eremo di St. Evence 1650 m come già riportato in altre relazioni. Ottimi e semplici tornanti iniziali dopo la chiesetta, a parte primissimo passaggio più impegnativo, ma poi FBL costante e totale con tratti a fortissima esposizione a piombo sulla valle (sentiero EE).
Dopo Berzin 1150 m sciallo con solo breve risalitina.

In conclusione bel giro con ottimi panorami e discese tecniche senza troppo dislivello per una bella giornata in Valtournenche oppure da attaccare ad altri itinerari per Jaggate transvallive da fullday.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 28 km
Dislivello: 1700 m
Tempo: 6 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Medio

Traccia gps: Meabè





domenica 21 agosto 2016

Tour Valtournenche-Ayas

Inedito Tour tra Valtournenche e Val Ayas alla scoperta dei poco noti sentieri della bassa Valtournenche e dell'appena restaurato Ru Cortod. Il Classico discesone dal Colle di Nana completa l'itinerario accontentando tutti.

Start da La Magdeleine ma potrebbe essere da qualsiasi altro punto purchè si mantenga il giro antiorario. Trasferimento relax fino a Promiod, poi al col Serena e poi ancora per poderali fin verso agli Alpeggi Nuarsaz dove ben prima comincia il primo assaggio di ST a tratti leggermente discontinuo. Profumi e panorami notevoli. Di nuovo poderale ma poi passato Nuarsaz inferiore e attraversati pratoni incolti comincia una bellissima sezione di tornanti goduriosi su fondo di moquette imperiale. Attenzione ai tratti esposti e all'attraversamento delle frane dello Zerbion. Ancora pugnette fino a quota 1340 m dove cambiamo assetto e risaliamo a spinta per andare a guadagnare 200 m più su la poderale lunga e idilliaca che ci porterà fino al Col di Joux senza segno di civiltà ed evitando anche i merenderos del colle.Dal colle ma senza toccare asfalto parte il percorso appena restaurato del Ru Cortod, spettacolare e lunghissimo che ci permette di risalire completamente tutta la Val d'Ayas fino al vallone di Nana dove andiamo a congiungerci a quest'altro itinerario Tor des Nana

Itinerario molto lungo ma vario e completo.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 60 km
Dislivello: 3000 m
Tempo: 9 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro

Traccia gps: Tour_Val_Ayas

giovedì 18 agosto 2016

Tete Blanche de By 3413 m

Itinerario di Cicloalpinismo.
Grandioso itinerario di vero Cicloalpinismo Alpino, 1 passaggio di ferrata non banale, quasi 2000 m di discesa Top e panorami accecanti.

Start da Glassier 1580 m, ultima frazione dopo Ollomont in Valpelline.
Pronti via con riscaldamento nullo guadagniamo quasi 400 m di D+ su strada sterrata dalle pendenze demenziali. Appena dopo il bel Alpeggio di Chevriere prendiamo a sx in salita su Ippovia-strada sterrata. A 2120 m a dx seguiamo il Tour du Combin TDC che ci permette di goderci in falso piano tutta la conca di By da posizione privilegiata. Attenzione ad alcuni facili tratti esposti protetti da corde fisse ma soprattutto ad un passaggio strettissimo nella roccia dove potrebbe essere necessario smontare la ruota anteriore o girare il manubrio (io con una 29 e 780 mm sono passato al pelo con qualche acrobazia). Alla fine del Ru una simpatica discesina ci riporta alla polverosa strada sottostante dove diamo gli ultimi colpi di pedale fino a 2200 m scarsi (all'altezza di By prendiamo a sx). Da qui in poi è solo Portage Asburgico (cit.) in ambiente maestoso di alta montagna.Il sentiero è ben tracciato senza problemi fino sotto il Rifugio Chiarella dove una ferrata da non sottovalutare protegge i tesori nascosti delle altissime quote. Sono pochi metri con scalini e corde fisse ma con bici sul groppone non facili. "Calma e gesso" e alla peggio smontate le ruote e fate 2/3 viaggi su e giù. Pagata la gabella in un attimo si raggiunge il Rifugio Chiarella in ottima posizione e senza più difficoltà si conquista l'ampia cima su traccia evidente di sfasciumi fini e scistosi in 1h circa.
La discesa è interamente ciclabile salvo brevi tratti appena dopo la partenza, in vista del rifugio a quota 3100 m e ovviamente alla ferrata. Facile su scivolo scistoso in alto (tipo Taou Blanc), infiniti tornanti a chiocciola fino a 2500 m (occhio alle arnelle), lussuriosamente Alpino fino a By. Un breve tratto su poderale permette di raschiare il fondo per raccimolare le energie residue per il gran finale tecnico e fisico ma sempre di soddisfazione.

Atterrati a due passi dalla macchina si festeggia a birra e fontina (ma assaggiate anche il Blue d'Aoste).

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NB: una valida alternativa per evitare la ripidissima prima salita è questa M.Avril anche se si allunga di molto

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 24 km
Dislivello: 2100 m
Tempo: 8 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro

Traccia gps: Tete Blanche By

Peccato per le ruotine

Aria sottile

Zo de le

venerdì 12 agosto 2016

Taou Blanc 3430 m

Itinerario di Cicloalpinismo.

Epico Tour riservato agli amanti del genere che sarebbe riduttivo descrivere solo come la conquista della Cima ciclabile più alta della VdA raggiungibile tramite sentiero (dopo la Punta Rossa della Grivola). Il Taou Blanc è infatti sola la ciliegina sulla torta di un giro fantastico che regala emozioni e panorami unici.Tutta l'alta Val di Rhemes, i ghiacciai di Lavassey, du Fond, Basei, Aouille, la vista inusuale sul Nivolet, il Granpa, la Valsaverenche e Orco, rimarranno tatuati a lungo nella memoria Cicloalpinistica.

Start da Rhemes 1750 slm (la traccia è un po' sporca perchè ho dovuto tornare indietro alla macchina per una dimenticanza), comodo pedale fino al Benevolo 2287 slm dove se non volete guadare la Dora poco dopo conviene prendere subito il 13B tenendo rigorosamente la destra orografica (importante). Segnaletica assente. Tratti a spinta si alternano a goduriosi pedali in falso piano.La Granta Parey controlla. Primo "rullino"di foto andato. Arrivati alla morena che costeggia il Lavassey si entra in estasi cicloalpinistica e il rude portage solo un piccolo dettaglio. Ancora un centino su pietraia e sbuchiamo al primo colle di giornata, Nivoletta 3156 m (i pù gagliardi possono fare breve extension fino ai piedi della Punta Basey 3338 m). Spettacolo ! Protezioni e via verso dx in breve traverso fino ai primi ometti senza scendere sul ghiacciaio. Il sentiero appena visibile è comunque ciclabile e divertente per chi ama roccioni e non teme troppo l'esposto. Naturalmente visto l'ambiente di alta montagna non continuo ma solo per pochi passi alla volta.Terminato il traverso eccitati come adolescenti al primo film zozzo alla vista dello smeraldo dei laghi Leità e Rosset ci bagniamo a lungo. Appena dopo una breve "ferrata" da passare con attenzione ci scodella su una bella sezione di tornantini a chiocciola. Pochi metri a piedi e torniamo in assetto da salita. Prima scapicollata andata. Seguiamo indicazioni per lago Rosset, lo costeggiamo e risaliamo a pedale su ingegnosa mulattiera quasi fino al colle Leynir 3084 slm (meglio tenere la sinistra al bivio a 2850 slm). Non date retta agli escursionisti che cercheranno di dissuadervi e andate oltre.L'accesso allo scivolo sommitale è protetto da un breve tratto di arrampicata dove serve appoggiare saldamente le mani a terra libere, non facilissimo con la bici sul groppone ma con la dovuta cautela non drammatico. Occhio comunque alla penna ! Non rimane ora che l'ultimo titanico sforzo a passso Himalayano detto anche della Vacca Stracca e in 30 min ci siamo. Dalla cima il panorama è fantasmagorico, inebriante e unico, Per la discesa ci sono varie tracce ma la migliore sembra essere quella che parte in diagonale verso sinistra, Il terreno su sfasciumi finissimi offre poco grip ma è comunque semplice fino al passaggio di disarrampicata. Ognuno ha la sua tecnica, chi striscia modello lombrico e chi invece scende in portage. Tornati al Leynir ci si ricongiunge a questo itinerario http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/16279 con la differenza che abbiamo provato il sentiero e non scesi in freeride questa volta.Mi è piaciuto di più il freeride seguendo gli ometti scialpinistici con navigazione a vista perchè il sentiero non è immediatamente raggiungibile (probabilmente originariamente si scendeva dal colle stando più a monte) e comunque non continuo in discesa. Da alpe Vaudelaz in poi è solo divertimento fino ai mille mila tornanti finali. La "ciclabile" lungo Dora ci riporta alla macchina con un sorriso ebete destinato a durare per giorni.

ATTENZIONE set 2019 : il sentiero che scende dal Leynir in val di Rhemes sembrerebbe ulteriormente peggiorato con anche cartelli che ne segnalano l'interruzione.

NB: chi fosse interessato alla sola vetta puo' chiaramente partire comodamente dal Nivolet in a/r o da Pont in Valsaverenche (semi anello possibile) ma verrà messo alla pubblica gogna e bullizzato.


Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 40 km
Dislivello: 2300 m
Tempo: 11 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro

Traccia gps: Taou Blanc