sabato 26 ottobre 2019

I 216 Tornanti della Vecchia

Itinerario di Cicloalpinismo con lunghi portage e discese tecniche ed esposte.
Astenersi Cùalegher.

3 passi e 216 tornanti per un inedito tour cicloalp nell'ostile valle del Lys.

Start da Issime 900 m dal parcheggio del campo sportivo sulla regionale (acqua).
Breve bitume fino allo storico ponte in pietra e poi piacevole salita per caratteristiche mulattiere e strade deserte (evitare le indicazioni per Coumarial). Feroci rampe prima del lago Vargno 1700 m e ancora più diabolici rattoni appena dopo. La cartografia regionale non è aggiornata, i buldozer sono arrivati fino a 2130 dell'Alpe Marmontana dove finisce la strada poderale (a cosa serve ? boh forse per farci pedalare di più). Dall'Alpe al Colle Marmontana 2358 m è una formalità in piacevole Portage su ottimo sentiero. Affaccio bifronte da stretto intaglio verso Monte Mars e il sottostante selvaggio vallone del Pian de l'Om.

Preservativi ON e ci scartavetriamo per 300 m fino al lago su sentiero ottimamente tracciato ma trialistico ed impegnativo (2 passaggi ve li ho lasciati per generosità). Dal lago fino al bivio dell'alpe Manda 2000m ancora leggera discesa discontinua ma passa via veloce.

Preservativi OFF. Ritakiamo zu ripidi in totale Portage Asburgico fino ai 2340 m della Crenna Dou Leui. Intaglio spettacolare e stretto fratello minore del più famoso Colle di Malatra. Sicuramente uno dei luoghi più caratteristici di tutta la Vda con vista sui Giganti da togliere il fiato nonostante la modesta elevazione.

Preservativi ON: i primi tornanti a chiocciola li lasciamo a Semenuk, noi ci accontentiamo di qualche tratto fino a 2100 scarsi dove il sentiero traversa con continui ed estenuanti su e giù fino al Colle della Vecchia 2185 m. Ciclisticamente trascurabile ma di Grande Bellezza (e fatica).

Siamo pronti per il premio di giornata. 216 tornanti per quasi 1200 di D- sulla storica mulattiera del 1877, antica via di collegamento tra la Valle del Cervo e quella del Lys attraverso il Colle della Vecchia. Pendenza costante e modesta e generalmente semplice tecnicamente ma dove l'incuria ha colpito maggiormente la mulattiera diventa più impegnativa e stretta. I tornanti difficili e challenging non mancano cosi come la soddisfazione (soprattutto nella parte bassa). Almeno 1h di discesa che ci atterra a Tzendelabò 1000m.
Relax lungo fiume e torniamo alla macchina.

In sintesi: itinerario come sempre lungo ed impegnativo ma ancora una volta di grande soddisfazione per tutti gli amici ciclodisagiati.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 28 km
Dislivello: 2000 m
Tempo: 10 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro

Traccia gps: I 216 Tornanti della Vecchia







sabato 12 ottobre 2019

Clogstafel 2967 m

Itinerario di Cicloalpinismo con lunghi portage e discese tecniche ed esposte.
Astenersi Caneta de Veder

Clogstafel classica Punta scialpinistica ancora sconosciuta alle mtb, tocca andare a testare il grado di ciclodisagio (tutto io devo fare qui).

Start da Canza 1400 m, comodo parcheggio con acqua.
Ready-Set-Go e rattoniamo subito pallidi e assorti su pendenze forestali assurde fino alla Sagersboden 1750 m. Qualche tornante off limits ed entriamo a pedale nel vallone del Vannino. Ancora rampe ammazzagarretti ma sempre in sella ed arriviamo al view point sul lago e al Rifugio Margaroli 2150 m. Costeggiamo in monta-cala-spingi-porta tutta la sponda destra sempre seguendo il sentiero Italia e takiamo zu in faticoso portage su sfasciumi il primo colle di giornata: Scatta Minoja 2599 m. Proprio al passo il Bivacco è stato recentemente restaurato e offre un buon punto di appoggio (no gas). Preservativi indossati e scendiamo su buon sentiero tecnico, con qualche passetto discontinuo, fino al classico Grande Est dell' Alpe Forno 2200 m (occhio a non volare a valle nel primo traverso ndr). Breve deviazione per controllare il Codelago e all'Alpe Satta pertichiamo con buon pedale fuori sentiero abbandonando la traccia per il Passo di Poiala. Praticamente risaliamo per pratoni senza attraversare il profondo canyon cercando di sfruttare al massimo la conformazione del terreno.
A quota 2540 m dopo non poco sudore in portage ci si ricongiunge col sentiero principale e in breve giungiamo al secondo passo di giornata: Bocchetta della Valle 2574 m. Ottimo affaccio bifronte con la Clogstafel lontanissima e a vista irraggiungibile.
Breve discesina ai laghi Busin Superiore 2450 m (ancora qualche breve passetto a piedi) e ci trasferiamo quasi sempre a pedale verso l'inferiore dove il sentiero si fa molto stretto e quindi poco ciclabile fino al bivio per il passo Busin.
Abbandoniamo ora la via maestra e ci inerpichiamo in rude portage verso la cirumnavigazione del montarozzo che domina il lago artificiale. No sentiero, no indicazioni, no certezze. Per ripidi pratoni in modalità PSP ci portiamo proprio sotto la cima che da qui sembra inespugnabile. A quota 2700 m cominciano sfasciumi e la pseudo traccia molto difficile da individuare (seguite quella di discesa anche in salita ed astenetevi in caso di scarsa visibilità). Pendio molto ripido, friabile e apparentemente zero ciclabile in discesa. Mancano solo 300 m ma sono belli tosti e il sabato all'Outlet non sembra più cosi improponibile :-)
Sbucati sulla cresta, come sempre, tutto passa e oramai è fatta. Cima !
Panorama hyper su tutto lo scibile della Furmazza e oltre (è dialetto locale cucu).
Veramente esagerata la parete Nord del vicino M.Giove (a sto punto mettiamolo in lista anche lui) !

Discesa ON.
Tutta la cresta è orgasmotronica e completamente ciclabile scegliendo le giuste traiettorie studiate in salita. In corrispondenza di ometto stitico ci aviolanciamo a sx sul pendio SW.
A dispetto dei timori iniziali e della pendenza sostenuta la ciclabilità è praticamente totale surfando su sfasciumi di terra e pietre. Topperia Alpina !
Sempre in freeride e sempre con estremo diletto ma con sano FBL scendiamo belli barzotti fino a ricongiungerci a quota 2440 m al sentiero ufficiale proveniente dal passo busin. Normale amministrazione su bel ST vista lago (trascurate l'invitante bivio a 2250) e il gioco è fatto.
Un bellissimo sentiero assolutamente ciclabile e panoramico ci riporta alla diga. Mia mal !
Relax (pure troppo a dire il vero) su pista ancora fino alla Sagersboden e siamo pronti al Gran Finale da ricordare. Sulla destra della seggiovia si stacca infatti un "ST" da antologia (2 piante noiose a terra ci fanno ancora soffrire). La S sta per ssssstrettttoo e la T per teNNNNico. Una bella scarlingata impegnativa e divertente dove la concentrazione deve essere al massimo.
Atterriamo così direttamente alla macchina con il solito sorriso ebete stampato sui denti (ammesso che ci siano ancora).

In sintesi: itinerario lungo ed impegnativo ma che può soddisfare pienamente gli orfani del Corno Cieco

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 35 km
Dislivello: 2300 m
Tempo: 10,5 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: Molto Duro

Traccia gps: Clogstafel






sabato 5 ottobre 2019

Punta de la Crosatie 2926 m

Itinerario di Cicloalpinismo con lunghi portage, discese tecniche ed esposte e passaggi attrezzati.
Astenersi Cagadubi.

Festeggiamo il Centesimo Itinerario della VdA con un grandioso Tour della Crosatie andando ad esplorare ancora una volta territori ben poco noti alle mtb.

Start dal bellissimo borgo di Rochefort 840 m con isolato e comodo parcheggio (acqua).
Pronti via e schifiamo immediatamente la Regionale (i bitumari possono annoiarsi a pedale fino ai 1700 di La Clusaz) su improbabili tagli fino a La Ravoire. Bel pedale off road fino a Lolair (riserva naturale per 200 m lineari vietati alle bici quindi qui non dovete farla appoggiare a terra, capite ammè) poi cicli metabolici di monta cala spingi porta repeat …. su bellissimo traversone vera e propria porta d'ingresso della Valgrisenche fino a Milliery e Baulin. 100 m buttati e al tornante 1650 m takiamo zu. Palina sadica informa 3.5 h per il Colle di Crosatie 2838 m da fare quasi interamente in Portage-Spintage ma anche con brevi tratti a variometro nullo su pedale spettacolarmente panoramico. 1300 m di sentiero magistrale che mina fortemente la volontà del giro ad anello per tornare sui nostri passi godendo come ricci . Il Lago di Fond a 2450 m con sfondo del ghiacciaio Château Blanc appena spruzzato di neve della notte vale la gita da solo.
Dal Colle ma soprattutto dalla piatta Cima panorama spaziale a 360 (curiose steli di roccia verticali rendono immediatamente riconoscibile il loco) con Doravidi e Bianco a fare gli onori di casa. Panino più buono del mondo, preservativi ben allacciati e … zo de le !

Discesa ON.
50 m non ciclabili su pietraia e poi con qualche acrobazia in sella torniamo velocemente al colle.
Ignoto a sinistra e discesa strappamutande a destra. Dovrò pur guadagnarmi lo stipendio che la regione VdA mi elargisce profumatamente no ? Prevale quindi l'esplorazione e ci aviolanciamo verso Promoud. Corde fisse, neve e ghiaccio su scalinata ripidissima ci tengono compagnia per 150-200 m in quasi totale deportage. Pacco ? Nienteaffatto ! Dal colletto appena sotto parte la sagra del tornantino valdostano doc. AV2 ai massimi livelli di manutenzione. Nose press da far eslodere le forcelle degli unti (e non è uno scherzo !). ST perfettamente tecnico che se solo date un occhio alla cartina vi sale la glicemia a 200 ! Kulo o fiuto non lo so ma di sicuro anche questa discesa scala la classifica delle migliori della valle. Sotto i 2200 il cavatappi finisce ma non il divertimento. ST sempre impegnativo il giusto su fondo vario e totalmente ciclabile.
A La Haut 1650 m cambiamo assetto e ci trasferiamo su forestale in leggera discesa fino a Lazey 1500 m. Risaliamo un centello fino a Nialet - Dailley e siamo pronti alla seconda tranche di discesismo. Primo pezzetto improvvisato alla ricerca di una fantomatica traccia (trovata ma sporca) ma poi da Plan Champ si fa sul serio. Altra specialità regionale: Moquette Imperiale.
6-700 di sentiero veloce con tornati ampi e perfetti su 2 spanne di moquette di larice ! Lusso.
A Derby 830 m potete scegliere ancora tra fondovalle gheipraid o rampe missilistiche al 30% per tornare a quota 1150 m. Una fatica immonda ma ancora una volta ricompensati da un ST cosmico ed eroticamente attorcigliato su Runaz 850 m (ultimo tratto strada). A questo punto come disse Forrest Gump "sono un po' stanchino" ma abbiamo ancora un ultimissimo colletto da concquistare. L'ultimo meraviglioso ed esposto ST ci atterra direttamente al punto di partenza.

In sintesi: Jaggata bifronte che può essere percorsa in entrambi i sensi di marcia (con opportune modifiche ovviamente) ma che in ogni caso regalerà soddisfazioni da Centenario a tutti i ciclodisagiati vicini e lontani. I sani di mente si accomodino sul lungo Dora pliz, denghiu.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 31 km
Dislivello: 2800 m
Tempo: 10,5 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: Durissimo

Traccia gps: Punta de la Crosatie