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sabato 30 luglio 2022

Disagio in Paradiso: Gran Collet 2832 m - Vittorio Emanuele 2700 m - Chabod 2700 m

Itinerario di Cicloalpinismo con discese trialistiche molto difficili solo per appassionati del genere.

Festeggiamo il 100mo anniversario del PNGP  con un itinerario paradisiaco tra panorami accecanti, discese tecnicissime e Disagio in abbondanza. Welcome to VdA, welcome to PNGP.

Start da Pravieux 1820 m Valsavarenche. Ampio parcheggio con acqua nascosta dopo il ponticello lato opposto del torrente. Pedale sciallo fino a Pont e poi sullo scempio incompiuto della strada per il Nivolet fino a 2200 m. Assaggio di giornata spinta-porta fino a Meyes Superiore 2450 m. Si torna in sella ora su fantastiche praterie e traversone (solo breve franetta da superare) che vale la giornata. Sentiero perfetto e vista spaziale, già noto qui Basei ma al contrario. Si potrebbe continuare trulli trulli fino alla piana del Nivolet ma galeotta fu la palina e poco prima di Pian Borgnoz ci scartavetriamo giù per il 3A antipasto del delirio tecnico che ci aspetterà nel primo pomeriggio. Sono poi solo 300 m ma molto impegnativi e lenti (soprattutto una volta attraversata la pista). Potete farvi un'idea con questo video dell'amico Pascal 3A calcolando che PJ è un alieno della mtb. Attenzione all'attraversamento della Dora perché il ponte è crollato e bisogna arrangiarsi. Cominciamo bene :-)
Riguadagnato il sentiero principale si torna in sella quasi indefinitamente prima in leggera salita poi in piano nella steppa impressionante del Nivolet. Beddissimo ! 3 km a pedale possono bastare. Taka zü. Altri 400 m di spingi porta su bel sentiero ma anche di clamoroso pedalino su altipiano ci portano al Gran Collet 2832 m. Apoteosi himalayana. Un balcone indescrivibile su quel che resta dei ghiacciai di tutto il Gran Paradiso solo leggermente rovinato da qualche escursionista rumoroso di troppo.

Discesa ON: ma da dove scendete ? e dove andate ? ma siete sicuri ? Yes, zö de lè !
Sul primo muro facciamo un figurone pennellando i tornantini su sfasciumi ma appena più sotto c'è poco da fare i brillantoni. 800 m di acido lattico quasi sempre al limite dell'umano e in vari punti anche oltre. Velocità irrisoria, ostacoli a non finire, tornantini carpiati ... non 1 metro facile. Una palestra di disagio discesistico tra i migliori peggiori della VdA. Non molla mai anche scendendo di quota anzi a tratti anche la vegetazione alza ulteriormente il livello nascondendo parzialmente il "sentiero". Si atterra tra i merenderos del rifugio Tetras Lyre brasati e increduli di essere ancora vivi. Marooo !

Fortunatamente si risale e ci si riposa per altri 700 m tutti contromano rispetto agli alpinisti / merenderos / ciaparatt che scendono dal Vittorio Emanuele. Alla vista delle bici gli sguardi e le domande vanno dall'incredulo allo schifato ma si sapeva, è forse il sentiero più frequentato della VdA. Per pudore ci fermiamo pochi metri prima della botte del Rifugio e siamo pronti a traversare verso lo Chabot. Palina ottimistica segna 1.45 h ma l'avrà scritta Kilian perché noi anche tenendo conto del cazzeggio fotografico e di un 360 senza conseguenze impiegheremo di più. E' infatti un traversone con tanti su e giù e pietraie quindi occorre tempo e disagio. Ciclabilità 50% ottimistica come la palina :-) ma con belle discesine e ambiente spaziale. Zero umanoidi. Arriviamo per cena allo Chabod ma anziché il minestrone ci aspetta ulteriore salitina dietro il Rifugio per andare a prendere la discesa di servizio verso Montandaynè (mi pareva brutto fare il sentiero principale). Ottima scelta ! Vallone incontaminato alla Golden Hour con ottimo sentiero prima leggermente sbrisoloso poi luxury fino all'enorme alpeggio abbandonato. Neanche il tempo di dire "fortuna che non è difficile visto il grado di abrasione" che da 2400 fino a Lavassey ricomincia la parte tecnica. Antico sentiero ottimamente tracciato ma tecnicizzato dai pochi passaggi e dal tempo. Alè ! Ricongiunti con il normale dallo Chabod si semplifica ma non così l'impegno fisico perché la poca pendenza e i mille mila tornanti non aiutano a rilassarsi fino in fondo, fino all'ultimo metro. All'alba delle 21 atterriamo direttamente alla macchina e baciamo a lungo la regionale. Che scarlingata !

In conclusione: itinerario per addetti ai lavori dai contenuti escursionistici e tecnici al TOP della VdA.
Che il Ciclodisagio sia sempre con voi anche in Paradiso !

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 32 km
Dislivello: 2500 m
Tempo: 12 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile+
Condizione fisica: Molto Duro
Traccia Gps: Disagio in Paradiso



























435105-6819

sabato 23 luglio 2022

Rifugio degli Angeli 2916 m XL

Itinerario di Cicloalpinismo con tratti delicati fuori sentiero verso la Forclaz du Bre.

E' ora di tornare nel nido d'aquila del Rifugio Angeli e già che ci siamo smarchiamo finalmente anche il Col du Mont 2636 m e soprattutto la Forclaz du Bre 2829 m.

Start da La Bethaz Valgrisenche 1630 m. Parcheggino tattico con acqua (altrimenti ampio poco prima della galleria). Stesso sciallo pedale come anno scorso M.Arp Vieille 2963m fino al bivio per il Lago di S.Grato dove deviamo per lo storico colle du Mont che mette in comunicazione Sainte Foy Tarentaise e Valgrisenche. 500 m di spingismo d'ordinanza fin poco sopra il passo dove rimangono i resti del Ricovero Cap. Mathieu (forse si potrebbe salire ancora verso il cimotto sotto il Bec de l'Ane). Ottimo panorama internazionale e frëcc inaspettato.

Discesa ON: mini loop evitando la militare della salita e bel sentiero tecnico il giusto (solo qualche metro un po' troppo scavato). Al ponticello si cambia assetto e con mix pedale-spinta-porta facciamo tappa al bellissimo lago di S.Grato 2460 m. Quest'anno assolutamente senza un mm di ghiaccio. Ottimo traversone e ripercorriamo ancora la traccia M.Arp Vieille 2963m. A sto giro mi faccio furbo e intercetto bene il sentiero seminascosto per raggiungere il colletto quotato 2668 m senza ravanare nella pietraia. Ancora spintarelle e pedalino sui resti della militare e siamo a 2870 m dove finisce definitivamente. Bisogna ora traversare isoipse per meno di 1km ma su pendio ostile e instabile. Aguzzando la vista qualche nano rimasuglio si intravede e anche micro ometti aiutano ma basta un niente per trovarsi nell'autentico ravanage oltretutto il vento patagonico tenta di strappare la bici dalla groppa. Disagio e Sofferenza. Bene !
I ruderi del Ricovero Fiorio della Forclaz du Bre 2829 m sono una liberazione e la vista sul lago di S.Grato sotto i piedi ancora più apprezzata (si, volendo si potrebbe provare a salire direttamente dal lago sempre in modalità morte certa). 2 min di galleria del vento e seconda discesa. Anche questa molto carina (primo traversino messo male) con una bella serie di tornanti di per sé semplici ma resi più impegnativi dal tempo e incuria. Si scende fino a 2550 m e si traversa bene sul nr 15 ma senza percorrerlo tutto. Meglio tagliare sul pianoro per rimettersi in assetto salita verso ultimo disagio di giornata. Sono infatti altri 500 m diversamente pedalabili ma su sentiero ottimo e ben tracciato che passano via "agevolmente".
Al Rifugio ottima accoglienza e the caldo offerto. Commovente come la vista su tutta la Valgrisenche.
Ultima discesa è con la D maiuscola. Ben nota ma ecceZZZiunale veramente. Compendio totale di tutti i migliori ingredienti. Panorama, tecnica, fondo, lunghezza ... tutto e ancora di più ! Da segnalare solo una piccola frana attorno ai 2500 ma ininfluente. Gli ultimi passaggi tecnici sotto la falesia ci atterrano letteralmente dentro la macchina con zero trasferimento.

In conclusione: girone come sempre impegnativo ma molto vario e appagante. La discesa dal Rifugio dovrebbe essere Patrimonio dell'Umanità e protetta come la Molfetta (cit.).

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 34 km
Dislivello: 2600 m
Tempo: 11 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro
Traccia Gps: Angeli++






432605-6787

sabato 16 luglio 2022

Doppietta Petit Tournalin 3207 m + Roisetta 3334 m

Itinerario di Cicloalpinismo ad alta quota con tratti esposti.

Impossibile inventarsi mete nuove in Valtournenche dopo tanti anni di scorribande.
Ci accontentiamo allora di una inedita doppietta su due delle più belle cime della valle:
Petit Tournalin e Roisetta.

Tutte le info delle passate edizioni qui:

Roisetta
Roisetta en Boucle
Roisetta Freeride
Petit Tournalin

Da segnalare la bella salita "scialpinistica" fuori sentiero da quota 2670 m per risalire alla Roisetta sotto le imponenti pareti del Grand Tournalin e il nuovo sentiero di rientro da Cheneil al colletto omonimo verso Chamois che permette 100% pedale (rampette).

Marca giù !

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 37 km
Dislivello: 2600 m
Tempo: 11 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: Molto Duro
Traccia Gps: Petit Tournalin Rosetta





430005-6753

sabato 9 luglio 2022

Pta Rossa della Grivola 3630 m Testa del Gavio 3046 m Pta Pousset 3046 m

Itinerario di Cicloalpinismo ad alta quota con sezioni estremamente esposte e potenzialmente pericolose.

Punta Rossa della Grivola 3630 m. Come migliorare un itinerario già epico ? Attaccandoci altri due 3000 inediti di cui uno veramente insospettabile: Testa del Gavio 3046 m e Pta Pousset 3046 m.

Start da consueto parcheggio di Cogne 1520 m, acqua poco più avanti. Iper collaudata salita per il Rifugio Vittorio Sella 2588 m - Colle della Rossa 3193 m. Quest'anno le droghe sintetiche hanno fatto passi da gigante e la pedalabilità raggiunge livelli imbarazzanti. Prima pausa a 2850 m dove troviamo ultima acqua prima del tratto asburgico. Passiamo anche il Colle come fosse il Telepass di Casalpusterlengo e attacchiamo la pinna terminale. A 3400 m due colpi di pedale assolutamente simbolici e per "facili roccette" senza neve siamo in Cima. Marooo che bel !

Discesa ON: stessa esaltante traccia di salita fin poco prima del Colle della Rossa dove teniamo il sentiero basso e ci infrattiamo nel vallone di Vermiana ma che abbandoniamo quasi subito per traversare facilmente fino alla Testa del Gavio 3046 m. Panettone bonaccione e facile, da questo lato, dove si arriva con qualche spintarella e pedalino. Marca giù che fa sempre curriculum. In realtà più che il cimotto in sè è interessante perchè permette di collegare agevolmente con il Vallone di Pousset senza scartavetrarsi passando dal Bivacco Gratton. Il sentiero è una traccia quasi invisibile ma comunque si scende senza problemi tra valloncelli meravigliosi e totalmente selvaggi. Rimaniamo più alti possibile in modo da intercettare il 26 senza scendere fino alla piana e attacchiamo l'ultimo 3000 di giornata. 300 m di dislivello su sentiero EE perfetto. Al colletto senza nome ci affacciamo nel Vallone del Tradzo e depositiamo le bici. Ultimi 50 m su roccette F sempre facili ma stavolta non facilissime (vietato ai tacchettari spd). Panorama bello aereo su Cogne e sulle cime appena salite. Beddu assai !
Ritornati alle bighe dal colletto l'FBL è obbligatorio e le chiappe blindate. Il sentiero infattì è si molto ben fatto e tenuto ma mooolto stretto ed esposto. Un minimo incaglio di un pedale o inciampo potrebbe essere veramente pericoloso. Massima prudenza ! Già dopo qualche decina di metri di dislivello le cose migliorano e ci si puo' ora "rilassare" anche su qualche bel tornantino estetico. Dal bivio 2800 m per il Bivacco è storia nota fatta di pugnette totali ed esaltanti fino a 2170 m dove lasciamo il solito sentiero verso Les Ors (fantastico) e proviamo la discesa su Epinel. Ancora Lussuria di Moquette Imperiale su sentiero imbarazzante e perfetto. Scendendo si velocizza ma rimane sempre divertente e da parco giochi per adulti. Ottima alternativa. Atterrati ad Epinel 1450 m rientriamo alla meritata birra di Cogne su sterrato dai prati di S.Orso.

In conclusione: leggendario itinerario degno del miglior Disagio valdostano che permette spunti creativi anche ai meno audaci collegando i due valloni Vermiana e Pousset. Disagio e Sofferenza.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 32 km
Dislivello: 2600 m
Tempo: 11 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: Molto Duro
Traccia Gps: Grivola Gavio Pousset