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venerdì 30 luglio 2021

M. Tantane 2734 m XS

Itinerario di CicloAlpinismo difficile e riservato agli amanti del genere.

Ormai i sentieri inediti bisogna andare a cercarli con il lanternino e mettere in conto dosi extra di Disagio.

Tutto come descritto qui Tantane ma oggi alla "selletta" proseguiamo in direzione opposta verso le creste NE. A piedi e con passaggi non trascurabili da FBL arriviamo in breve al Colle Tantane 2612 m. Zero metri in sella e rocce prismatiche ovunque. Per proseguire verso il Colle Pillonet 2692 m ci sono ulteriori catene molto impegnative con bici al seguito e oggi non ho imbrago per Phoebe. Scendiamo allora in Val d'Ayas lungo recente sentiero verniciato di fresco. Le chiappe le appoggiamo per pochi secondi poi è Deportage per almeno 200 m. Sentiero o troppo ripido sulla morena o tra massi non ciclabili. Appena spunta l'erbetta finalmente le cose cambiano e ci godiamo un bel sentiero per capre disagiate. Carino ma poco frequentato e con vegetazione alta in alcuni punti. Verso i 2050 m, acqua, con taglio su tracce bovine ci si ricongiunge alla iper battuta salita al Colle Portola 2410 m (sentiero in discrete condizioni per eventuale discesa come già fatto qui Tour Tantane ) in rigoroso Portage o Spintage Avanzato. Dal colle solito rientro come dallo Zerbion, bello e ben noto.

In sintesi: itinerario accademico per completare la mappatura della VdA ma che potrebbe essere comunque interessante per una mezza giornata di vero Ciclodisagio.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 20 km
Dislivello: 1500 m
Tempo: 6 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: Duro

Traccia gps: Tantane XS












venerdì 23 luglio 2021

M. Arp Vieille 2963 m

Itinerario di Cicloalpinismo con Portage e discese tecniche estremamente esposte, leggere descrizione attentamente.

M. Arp Vieille ultraclassico dello scialpinismo in Valgrisenche. Se si puo' sciare si può anche rotolare però prima "andiamo su di là" :-)

Start da bivio per Planaval 1500 m a bordo strada con parcheggio scomodo (conviene salire verso Planaval poche decine di metri per ampio spiazzo con acqua poco sopra). Poco prima della frazione si devia a sinistra dove a breve diventa poderale. Percentuali di salita degne di quelle dei tiri liberi di Antetokounmpo Giannis fino al bel Alpeggio di Orfeuille 2000 m. Proprio dietro il caseggiato parte ottimo ST dimenticato dalle cartine e poco frequentato ma perfettamente percorribile. Si parte bene con tornanti piatti ben godibili nonostante la vegetazione. Le pochissime info davano tratti attrezzati ma l'imbrago di Phoebe è rimasto comodamente nello zaino, giusto qualche gradino di ferro e canapone, easy. Qualche su e giù non sempre in sella e a strapiombo su Prariond raggiungiamo Miollet su traverso poco pendente e iperpanoramico (se avete problemi di esposizione già qui evitate come la peste il finale di questo giro). Da Miollet tecnicismo a 5 stelle come da finale Rifugio Angeli fino ai 1600 m di La Bethaz. Yeah !

Cambio assetto e senza toccare la SR arriviamo al Capoluogo e da lì risaliamo alla diga passando dal Foyer. Da qualche anno la diga Beauregard è stata notevolmente ridotta ed ora tutta la stradina bassa che costeggia il lago è molto piacevole e panoramica. Da Useleres 1800 m noioso e assolato asfalto fino al ricongiungimento con itinerario del Rifugio Angeli. Quest'anno a fine luglio lago S.Grato 2500 m ancora parzialmente ghiacciato e il Poserismo si scatena. Marooo che bel !
Lasciato l'ottimissimo traverso e puntiamo verso il 14B non sempre ben visibile verso il Rifugio Capitano Ricci quasi 2700 m in soft Portage prima e più serio poco sotto. Posizione strategica e bifronte. Peccato questi ruderi del 1800 siano lasciati totalmente abbandonati e disordinati. Da qui i resti della comodissima militare ci innalzano ancora fino a 2800 m. I più disagiati scappati dal Tour de France potrebbero addirittura pedalarne una buona parte. Ultimi 150 m in Portage Asburgico facendo ballare l'occhio per trovare la via più agevole ma qualche passo di arrampicata non l'ho evitato. Cima !
Se d'Inverno è spaziale in estate i contrasti di colore accentuano ancora di più la bellezza di questo luogo. Ancora .... Marooo !

Discesa ON: primi metri in disarrampicata ma poi stando sulla cresta W e riempiendo diversi pannoloni si riesce incredibilmente a stare in sella su ripido crinale a tratti esposto fino ai resti militari. Sono poi solo 200 m scarsi ma FBL ! Da qui sentiero tracciato fino alla sterrata dei 2200 m alternando facili tratti di ex militare con altri ben più stretti ed impegnativi con fondo inconsistente (poco) e tornantini stretti e al limite. Nel complesso ottima discesa divertente e varia.
Si risale ora verso Arp Vieille e con altro breve Portage raggiungiamo il colletto senza nome a 2300 m dove parte la mulattiera militare finale. Solo il Genio poteva tracciare un sentiero cosi bello e complesso in ambiente defilato ma stupendo. Si parte easy e senza pendenza tra muri a secco e tracciato perfetto. Si attraversa poi tutta una zona di Clapey veramente ostica senza quest'opera d'ingegneria dove bisogna galleggiare su pietroni (qualche passo a piedi causa piccole frane, che peccato non ripristinate). Passata la pietraia assaggiamo qualche tornante, guadiamo su ponticello tattico, risaliamo leggermente e siamo pronti per il gran finale da massima concentrazione. "1 minuto al lancio, serrare". Letteralmente a piombo su Valgrisenche ci aviolanciamo in una serie notevole di tornanti ricavati non si capisce come in un fazzoletto di bosco tra impressionanti pareti di roccia (proprio in mezzo alla ferrata Bethaz Bovard). Il dislivello non è tanto ma è di quelli da ricordare a lungo. Tecnicamente molto impegnativo ma non impossibile rimanendo concentrati sul tracciato.
Atterrati sudati marci ma Vivi baciamo a lungo lo sterco di vacca per festeggiare.
Il rientro all'auto è tutto su piacevole sterrato in parte in comune all'andata.

In conclusione: itinerario parzialmente noto ma che introduce bellissima cima e nuovi interessantissimi sentieri. Valgrisa mecca del Disagio.

Stay Wild
#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 39 km
Dislivello: 2300 m
Tempo: 10 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro
Traccia gps: M. Arp Vieille















sabato 17 luglio 2021

Testa di Barasson 2729 m

Itinerario di Cicloalpinismo esplorativo leggere descrizione attentamente.

E' tempo di dedicare una giornata di Scouting alla Testa di Barasson 2729 m cima dominante omonimo vallone al confine con la Svizzera troppo a lungo tralasciata dalla mappa del Disagio.

Start da Saint Oyen 1350 m parcheggino dietro la chiesa con alimentari comodo. Per evitare asfalto partiamo direttamente a spinta dalla macchina senza neanche salire in sella (nuovo record). 400 m modello carrello dell' Esselunga e siamo alla poderale di quota 1800 m. Leggera discesina e breve risalita a pedale per andare a prendere fantastica forestale su moquette di erbetta appena tagliata (ma anche gran merda di vacca) che circumnaviga il Paglietta fino al Vallone di Menouve già fatto qui Tor de Menouve . Vista emozionante su Velan e su tutto il Vallone. Figus ! Pedale ancora fino Tracaudette 2130 m poi monta (quasi niente) cala spingi porta fino al colletto del Paglietta. Oggi pero' facciamo la foto social dal cimotto a destra con vista spaziale su Bianco. 350 m di bellissima e nota discesa lato W e siamo al cambio assetto. 650 m D+ di nobile Portage su ottimo sentiero evidente e ben tracciato che ingolosisce per eventuale discesa anche se molto trialistico e tecnico. Dal Colle bella vista bifronte verso la Chocoland. La cima vera e propria è 50 difficili metri più su. Qui il Panorama è ancora più bello e ampio nonostante i tralicci malefici. Zo de lè ? Beh non proprio .... purtroppo tutta la parte W è quasi completamente non ciclabile con traccia di sentiero da capra sensitiva. Si soffre e si fatica in Deportage per 2-300 m di dislivello con fastidiosi traversi e equilibrismi su massi giganti. Allanimadichièmuertoestramuerto ! Vabbeh è un duro lavoro ma qualcuno dovrà pur farlo. Da circa 2400 m il fondo cambia drasticamente e il ST diventa scorrevole, panoramico e molto piacevole fino alle fortificazioni di Plan Puitz (visitabili). Il sentiero successivo fino alla macchina rimane sempre perfetto e scorrevolissimo ma per i miei gusti inutilmente facile.

In sintesi: così com'è il giro non è ottimizzato ma limitandosi al Colle Orientale di Barasson (con puntatina alla cima volendo) in a/r ed eventuale risalita alla Tete de Tchoume tramite evidente stradina oppure semplicemente facendo il finale del Tor de Menouve diventerebbe un ottimo e vario itinerario in luoghi poco frequentati e lontano da divieti e merenderos.

Si accettano pagamenti in birrette rigorosamente IPA.

Stay Wild
#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 21 km
Dislivello: 1900 m
Tempo: 7 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro
Traccia gps: Testa di Barasson 2729 m








lunedì 12 luglio 2021

Gran Sommetta 3166 m

Itinerario di Cicloalpinismo con parziale ma difficile Portage, discese tecniche potenzialmente pericolose  ed esposte.

Sfruttando una mattinata di meteo pessimo ci dedichiamo ad un po' di Scouting del Disagio verso una cima panoramicissima e dimenticata dalle Mtb. Peccato oggi non aver visto una beata cippa lippa.

Start da poco sopra Perreres-Valtournenche 1900 m. Bel pedale fino ai 2350 m di Manda Damon.
Scorciatoia bucaiola a spinta su sentiero scomparso e poi ricongiungimento sul 21-63 che ci rigala scorci inaspettati in piccola valletta. Sbuchiamo nell'orrore degli impianti della seggiovia del Bec Carrè (motivo per il quale non vengo mai da queste parti). Vabbuoh almeno si sale a pedale anche se molto ripido. Ultimo tratto al Colle Superiore delle Cime Bianche 2900 m a spinta. Bon, fine pedale o pseudo tale.
Taka Zü !
Primissimi m subito difficili ma probabilmente basta salire da dietro l'arrivo della seggiovia poi facili sfasciumi fini. Il sentiero non è ufficiale e non è marcato giallo regionale nè è presente nel catasto ma ben segnato da ometti. Il problema è che oggi con la nebbia non si vedono, cosi mi infratto su una cengia un po' difficilotta ma credo che imbroccando la traccia giusta sia molto più semplice. 3166 m Cima !
Preghierina alla Madonna dei Disagiati, che è unica cosa che vedo, e Zo de Lè verso le creste.
Anche qui per venirne fuori mi affido al GPS quindi la traccia potrebbe non essere ideale. Su sfasciumi traversiamo sotto la Motta di Pletè orientale 3018 m e a naso andiamo verso la Centrale e Occidentale. Le parti su sfasciumi sono ottimamente ciclabili ed immagino nelle belle giornate spettacolari anche se brevi. I traversi su erba invece assolutamente no. L'altipiano tra le "Motte" è lunare e rotolare qui veramente bello, ci sarebbe da bighellonare a lungo tra una e l'altra. Oggi meglio scendere asap e cosi appena vedo una freccia gialla mi fiondo verso l'Occidentale anche se in realtà volevo provare verso il Pio Merlo originariamente. Vabbuoh torneremo. Finito il falso piano il sentiero precipita in diagonale e per almeno 200 m si poggiano le chiappe sulla sella per nanosecondi a dir tanto (sentiero ben marcato ma pessimo).
Verso i 2550 si riprende e diventa molto molto bello fino alla poderale a 2300 m. Marooo !
Trasferimento fino all'Alpe Champlong e finalone convenzionale su bellissimo ST nr 107 che non facevo da una vita. Poca pendenza ma Zuper ! Poco dopo il Belvedere ci smutandiamo sul Bike Park Trail Alpage (credo). Attraversiamo la SR e torniamo all'auto su ciclabile bordo fiume dove c'è la Pesca Sportiva.

In sintesi: itinerario interlocutorio e anticonvenzionale facilmente estendibile per tirar fuori una bella scarlingata epocale.


Stay Wild
#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 18 km
Dislivello: 1350 m
Tempo: 5 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: Dür
Traccia gps: Gran Sommetta 3100 m





sabato 10 luglio 2021

Lago di Tzere 2900 m

Itinerario di Cicloalpinismo con forte e difficile Portage, discese tecniche potenzialmente pericolose.

Ancora una prima assoluta, il Lago di Tzere è un vero gioiello della VdA e come tutti i tesori rimane nascosto e protetto da bastionate e sfasciumi rocciosi in grado di intimorire anche i più disagiati Cicloalpinisti. Andiamo a vedere, ovviamente con itinerario intervallivo ad anello.

Start da poco sopra Valtournenche 1790 m al tornante poco dopo Residence Cervino. Parcheggio comodo ma no acqua. Subito doppia cifra fino a Salette e ulteriori rattoni mortali fino ai 2560 m (breve divagazione floreale per evitare i più mattinieri merenderos che sbarcano trulli trulli dagli ovetti). Pendenze assassine ma pedale integrale. Finalmente abbandoniamo la civiltà e su bel sentiero scaldiamo le spalle fino al Colle della Roisette 2830 m. Già questo colle vale la giornata con vista magnifica sulle torri calcaree delle Cime Bianche, i ghiacciai eterni e il minacciato Vallone omonimo (prima del colle una stupenda valletta rallenta la marcia su sfasciumi a blocchi). Seguendo esile traccia e improvvisando un pochino ci si riconduce al TMR ben visibile ed intuitivo (attenzione potreste bagnarvi i piedini in guado impetuoso di 30 cm). Lo seguiamo in discesa con noto diletto per un paio di cento e ci infrattiamo a sx nella Comba di Rollin dove pedaliamo a naso in su verso i ghiacciai del Ventina. Riscaldamento e pedale finito, da qui in poi solo lacrime e sangue. Traccia quasi invisibile, ometti presenti ma di difficile reperimento. Portage più che Asburgico direi Imperiale con passaggi non banalissimi e fatica immonda (probabilmente imbroccando meglio gli ometti le cose si semplificano leggermente). In pratica bisogna infilarsi tra 2 barriere rocciose e risalirne gli scogli montonati. La botte gialla del Bivacco Mariano (ben attrezzato) appare finalmente come un'oasi nel deserto. Breve pausa contemplativa e via di Disagio. Un oceano di massi enormi e disordinati richiede occhio svelto e passo da stambecco (numerosi ometti). Scalato non senza ulteriore fatica l'ultimo poggio il Lago ancora semi ghiacciato si mostra dall'alto in tutta la sua bellezza. Una vera gemma incastonata tra ripide pareti di Verra e seracchi maestosi. Le sponde si raggiungono in a/r interamente in sella su passaggi levigati da milioni di anni. Emozionante ed unico.
Il ritorno verso il Bivacco è più semplice, si fa x dire, con simbolici passaggi trialistici che continueranno ancora per altri 200 m di Deportage fino al Palon de Tzere. Quota 2600 circa. Ginocchia a perdere. Passata l'ultima pietraia il sentiero finalmente diventa interamente ciclabile ed appagante. Bellissimo ST scorrevole ma mai banale con ostacoli a ripetizione ingaggianti e da fare con attenzione. Il contesto è da fuori di testa, speriamo veramente che il progetto scellerato di devastazione non vada in porto. Ripreso ancora il TMR la goduria discesista continua fino a Pian di Tzere per breve pausa idilliaca. E giù ancora per roccioni e passaggi belli tosti. tutto ciclabile tranne pochissimi m lineari di collegamento e breve scalinata artificiale. Quando l'acido lattico comincia ad uscire dagli occhi ecco che arriva il finale del giro del Mezzalama. Fisico e ammazzacristiani. Un paio di chicken line ci scappano. Atterriamo a Blanchard 1750 m brasati fronte e retro come salamelle a Ferragosto. Birretta ? Branda ? No, ci aspettano 1000 m di salita ben nota e sfiancante fino al Rifugio Tournalin e al Colle di Nana 2780 m (riuscirò mai a farla in condizioni igieniche ?). 2,5 h di training autogeno e ci siamo, salutati dai soliti amici stambecchi di casa qui. Un ultimo premio da 1000 m di discesa, già molte volte descritto in questa Bibbia, ci gratifica per l'ultima scarlingata di giornata passando per il col des Fontaines, Cheneil, Promindoz. A Champleve volendo c'è un ultimissimo facile taglio per togliere anche i 2 min di strada. Marooo !

In sintesi: itinerario dedicato ai soli integralisti del disagio che intendono il Cicloalpinismo come disciplina autentica e senza confini convenzionali. Paura di nessuno, schifo di niente.

Stay Wild
#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 37 km
Dislivello: 2600 m
Tempo: 12 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: bel Dür
Traccia gps: Lago di Tzere 2900


















sabato 3 luglio 2021

Punta Valletta 2803 m

Itinerario di Cicloalpinismo con portage e discese teNNiche ed esposte anche fuori sentiero.

Ancora una Punta inedita e dimenticata dai ciclodisagiati abbinata ad un bel loop da ricordare a lungo.

Start da solito parcheggio Camping Pineta 1330 m poco dopo Saint Oyen.
Stessa salita a doppio malto del Flassin fino a Tza de Flassin 2250 m nell'omonimo stupendo Vallone.
7 km da tutina attillata. Incamminandoci verso il Colle ci facciamo irretire dalla Testa Cordellaz 2662 m. Taka Zü, tanto è lì. 400 m di soft Portage tra laghetti effimeri e nevai e sbuchiamo sulla cresta scenica per 2 pedalate da foto social. Bel cimotto strategico e panoramico.
E la cresta Est ? Sembra bella proviamo. Zo de lè. Freeride a tratti vertical ma bello e tutto in sella scegliendo le linee giuste fin quasi al Colletto sottostante dove ci congiungiamo al sentiero poco frequentato (la traccia va brevemente per mughi). La goduria del 7A ci riporta alla Tza de Flassin senza passare dal Via. Altro giro altra corsa ma stavolta puntiamo facilmente al colle du Flassin 2607 m. Bello e bi fronte, ideale per un minuto di raccoglimento prima di immolarsi giù per lo scapicollo verso Vertosan. Si parte bene, tesi e ripidi su traccia esposta ma fattibile con tornanti fetenti verso destra in contropendenza. Attorno ai 2400 si fa più discontinuo ma comunque con ancora passaggi esaltanti. Arrivati alla gola il sentiero quasi scompare tra piccole frane e vegetazione. Disagio e Ravanage per un bel 200 m prima di tornare in sella ma senza particolare gusto fino alla poderale del fondovalle.
Marooo che scarlingata !
Siamo a 2050 m e dopo breve pedale torniamo al cammellaggio fino al Colle Citrin 2484 m. Scappiamo subito dai piloni dell'alta tensione e in un attimo siamo ancora in Paradiso su nevai tardo primaverili e mini pozze glaciali. Da qui la Punta è invitante per le bikes come una esplorazione rettale della prostata ma i valloncelli e la cresta sono piacevolmente spallabili. 300 m e in breve siamo in Cima. Ampia comoda e spazialmente panoramica a 360. Bellissima !

Discesa ON: mutande di ghisa, ruota posteriore grattacü ma contro ogni pronostico si scende verticalmente bene tutta in sella (tenere tendenzialmente la destra rispetto alla traccia di sentiero).  Fico ! Dal Colletto più semplice e senza rischio alcuno. Sotto il laghetto Citrin ci si riconduce al classico sentiero del TMF. Lunghissimo ed interessante. Facile per praterie in alto ma poi dal bosco in poi giustamente tecnico e divertente. Guidato e tortuoso ma mai esagerato. Bel finalone che accontenta tutti i gusti.

In sintesi: itinerario impegnativo ed inedito da inserire obbligatoriamente nel CV del disagio.

Stay Wild
#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 26 km
Dislivello: 2500 m
Tempo: 10 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: duro
Traccia gps: Punta Valletta