sabato 28 settembre 2019

GT Rutor 3001 m

Itinerario di Cicloalpinismo con lunghi portage, discese tecniche ed esposte e passaggi attrezzati.
Astenersi Milanesi Imbruttiti.

Grandioso Tour al cospetto del M.Bianco al mattino e del ghiacciaio del Rutor nel pomeriggio in una delle poche zone, per me, ancora non esplorate.

Start da Villaret (La Thuile) 1500 m comodo parcheggio.
Bella forestale fino a Folliex 1950 m su pendenze morbide. Al termine della poderale 2 spintarelle e imbocchiamo subito prima discesina da educande su sentiero che neanche la sig.a Luisa (quella che comincia presto e finisce presto) riuscirebbe a pulire meglio. liSSio e assolutamente perfetto. Troppo facile.
Arrivati in vista della regionale la schifiamo sdegnati e ci infrattiamo su traccia selvatica alla ricerca di un po' di Ravanage Furioso. Riconquistato il sentiero dopo non poca fatica (ovviamente questa parte la potete evitare semplicemente seguendo la SR per pochi cento metri) pedaliamo trulli trulli sempre su sentiero hyper pettinato fino all'autostrada dei merenderos del lago d'Arpy (ad agosto inferno di ciabatte flip flop) che abbandoniamo subito per la mulattiera militare che ci pedala agilmente fino in coppa alla Punta della Croce 2485 m. Panorama Totale.
Molto interessante la storia delle fortificazioni http://tapazovaldoten.altervista.org/zla-thuile/colle_della_croce.html (studiate che domani interrogo capre !).
Breve pausa e zodele fino a quota 2120 m su sentiero scavato e sgarruppato.
Evidente palina indica in 2.5h il Rifugio Deffeyes prossima meta a 2490 m.
E' un traversone lunghissimo e panoramico con diversi su e giù ma inaspettatamente pedalabile (40-50%).
Ocio a qualche tratto attrezzato esposto ma semplice.
Se siete già brasati vi conviene sostare al Rifugio (anche locale invernale) perché poi si entrerà nel paranormale. Se invece siete ancora barzotti allora altra palina questa volta EE indica 2.5h per il Colle di Planaval 3001 m meta di giornata. Lunghissima salita glaciale in ambiente inarrivabile.
Laghi a strafottere ma soprattutto una vista dalle morene sul ghiacciaio del Rutor da strapparsi i peli del pube. Assoluto !
Qualche bel colpetto di pedale ci scappa pure ma la prevalenza è ovviamente Spintage/Portage anche se su pendenze abbastanza dolci. 2 tratti attrezzati con catene sono belli tosti (io al ritorno li ho bypassati per aiutare Phoebe ma voi non fatelo perché è pure peggio).
A quota 2830 m deviamo per la comba del colle di giornata su quella che era una volta la AV2.
Visto da sotto il raggiungimento del Passo invoglia come una visita urologica transrettale. Sentiero scomparso e massi mobili ovunque. E' il momento del rosario:
S. Teodolfo …. porta pro nobis
S. Godefrido …. porta pro nobis
Santa Trofimena … porta pro nobis
…..
terminato il rosario arriviamo ai 3001 m del Passo di Planaval 3001 m già valico del nuovo Tor des Glacier: https://www.tordesgeants.it/it/content/tor-des-glaciers
Affaccio spettacolare bifronte sulla Valgrisenche e sul ghiacciaio Rutor. TOP.

Discesa ON:
A dispetto della salita il primo tratto è discretamente ciclabile grazie alla traccia meglio visibile dall'alto (assolutamente NC rimangono poche decine di metri) e cosi ciclabile rimane fino al Rifugio tranne ovviamente le catene e qualche passetto sulla morena.
Relativamente semplice al cospetto del ghiacciaio, parco giochi su roccioni levigati, tornantini da graziella pieghevole e praterie lacustri iper panoramiche dopo e durante. Topperia di livello !
Non pensiate di rilassarvi pero' non solo la discesa è spesso esigente ma anche diversi richiamini in salita prosciugano ulteriormente le energie residue.
Si arriva cosi di nuovo al Rifugio limati come acciughine. Bene, calatevi tutte le sostanza dopanti che vi rimangono nello zaino perché rimangono 1000 m di sentiero hard core estremamente faticoso e provante. I primi 3-400 m ancora ancora si digeriscono (arnelle maledette) ma dai 2100 m del Plan de la Liere parte il Festival dello scoglio fisso abbandonato. Non molla mai, FBL totale e teNNicismo a fondo scala. Si suda acido lattico e giocoforza occorre fare spesso brevi pause per riprendere conoscenza. I riflessi lasciano spazio al delirium tremens, i nose press ad attacchi epilettici. Bellissimo ed appagante nonostante tutto. Se non schiattate prima la ciclabilità è praticamente 100% fino in fondo.
Bacio con la lingua al bitume di La Joux e finalmente arriviamo, col buio pesto, alla macchina (ultima salitella potrebbe causare ammutinamenti dell'ultimo sec) scartavetrati come non mai.

In sintesi: Jaggata totale che entra di prepotenza nella top ten della VdA ma assolutamente dedicato, nella sua versione integrale, solo ai più disperati ciclodisagiati del NW.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 39 km
Dislivello: 2500 m
Tempo: 12 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: Durissimo

Traccia gps: GT Rutor


Wow !
Astenersi Milanesi Imbruttiti

Passo di Planaval 3001 m
Sopravvissuti ai tratti attrezzati





sabato 21 settembre 2019

Lys Sesia XXXX

Itinerario di Cicloalpinismo hard core con lunghi portage (2000 m) e discese tecniche ed esposte.
Astenersi Monogami.

Epica sfida a due delle valli più ostili del NW attraverso valloni selvaggi e sentieri in buona parte inediti per le mtb.

Start da campo sportivo di Gressoney con ampio parcheggio.
Archiviamo subito la parte ciclistica di 2 km lineari fino a Lomatto e takiamo zu come già ben descritto dal Vescovo @yura https://itinerari.mtb-mag.com/tours/view/19909
Niente da aggiungere se non sottolineare la bellezza del Vallone e l'ottimo agriturismo Bleckene dove è d'obbligo una tappa cafferino e torta casalinga.
Puntatina al Colle Lazoney 2387 m per affaccio verso Niel e per andare a giocare un po' sui roccioni liSSSi ma grippanti.
Tornati al quadrivio risaliamo verticali in Portage Asburgico Imperiale al Colle di Maccagno 2495 m per un secondo balcone emozionante su Rosa, Cervino e alta valle Vogna.
Fino a poco sopra il lago Nero andiamo ancora alla ricerca di scivoli rocciosi per bambini cresciutelli ma con successo limitato causa pannolone dalla capienza insufficiente. Fino all'Alpe Maccagno 2190 m si scende bene in contesto super Wild. Da Alpe Maccagno all'Alpe Camino 2030 m disagio in deportage (forse sarebbe meglio seguire fedelmente il GTA a sx). Dall'Alpe Camino alla Pioda 1850 m è discontinuo ma visti gli standard recenti direi ciclable anche se ogni metro in sella è una fatica ciclopica per i molti ostacoli e la poca pendenza. Fino all'Alpe Buzzo 1750 m ancora fatica, discontinuità e disagio. Da li in poi finalmente ottimo ST con sezione rock'n'roll e finale guidato di livello.
Atterrati al Ponte Napoleonico 1540 m siamo belli brasati e limati. Bene, ottimo … mancano solo altri 1000 m di PSP (Portage Spintage Porconage) a pedale nullo o trascurabile ! Si narra che durante la salita i partecipanti abbiano avuto visioni mistiche e profetiche con fenomeni sovrannaturali inspiegabili. Alcuni hanno cambiato sesso e hanno promesso eterna fedeltà alla Santa Ikea per pellegrinaggi catartici e per espiare tutti i peccati commessi come portatori tibetani. La parte più dura è nel bosco poi l'ultimo traversone con Ospizio Sottile in vista tra le nebbie più "abbordabile". 2491 m Colle !
Temperatura quasi a zero, nebbia, vento e buio incipiente. Siamo pronti per lo scapicollo finale rientrando in valle del Lys in perfetta forma.

Discesa ON:
dopo tanta fatica ci meritiamo una bella discesa no ? Taaaccc.
Discesone stracciamutande dall'inizio alla fine con ciclabilità totale. 1100m di lussuria pornografica. Serpentone su rolling stones fin verso i 2100 poi terreno compatto e amichevole anche se sempre ricco di ostacoli con cui giocare fino agli Alpeggi di Cialfrezzo 2000 m. Breve traverso flow e a quota 1900 m ci affacciamo sull'ultimo magnifico dirupo verticale. Contate e segnatevi le ossa prima dei 500 m di delirio valdostano a chiocciola. FBL ! Sentiero ottimo e ben tenuto. TeNNicismo e divertimento assicurati e, se non lo fate quasi al buio senza faretti, capace che lo apprezziate ancora di più :-)
Bacio di rito alla regionale e in 1 min siamo alla macchina tutti ancora ben assemblati.

In sintesi: itinerario solo ed esclusivamente per adepti del genere Cicloalp hard core o almeno sadomaso-bondage (non si accettano monogami e missionari) ma di una soddisfazione unica con ultima discesa da raccontare nei lunghi inverni di carestia.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 28 km
Dislivello: 2200 m
Tempo: 11 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Durissimo

Traccia gps: Lys Sesia XXXX
























































sabato 14 settembre 2019

Doppietta Diei 2905-Cistella 2880 m

Itinerario di Cicloalpinismo con lunghi portage impegnativi e discese tecniche.
Astenersi giandaloni ciuccianebbia.

Pizzo Diei 2905 ma Monte Cistella 2880 m soprattutto simboli dell'Ossola e della giovinezza che si fugge tuttavia. Impossibile non notarli dai fondovalle e resistere alla loro ciclo-esplorazione.

Start da Dreuza 980 m sopra Varzo, buon parcheggio ma strada di accesso molto stretta.
Pedale asfaltato ma deserto fino all'Alpe Solcio e al rifugio Crosta già noto in veste invernale qui:
Rifugio Crosta Fat Bike
Dal rifugio ottima e panoramica forestale con qualche saliscendi. Questa volta anziché scendere a sando proseguiamo verso l'Alpe Ciamporino 1931 m su bel sentiero quasi tutto ancora pedalabile.
Attraversiamo in sella tutta la conca seguendo le strade di servizio e spingiamo fino al colle 2283 m e poi oltre fino a circa 2450 m senza arrivare all'arrivo della seggiovia. 2 colpetti ancora di pedale in bella valletta e siamo pronti per il Portage Imperale. Molto bello e selvaggio. A 2760 m tralasciamo la deviazione evidente per il Cistella e takiamo zu su ripido canalino per poi sbucare …. sulla Luna ! Non c'è paragone migliore. Un panettone ampio e pedalabile di sfasciumi leggeri e piatti perfetti per le ruotone. Spetta-kulo ! Vista e panorama totale.
Dalla cima in direzione Cistella si intravede una labile traccia che ci conduce sull'altopiano sottostante. Circa 200 m di D- quasi interamente ciclabili prima ancora su sfasciumi e poi su roccioni levigati. 2 passaggi di disarrampicata ma semplici (un po' meno per Phoebe). Se il Diei è la Luna qui siamo su Marte. Topperia ciclabile orgasmica fino al Bivacco Leoni 2800 m da dove in 10 min siamo in vetta al Cistella per la foto da poser. Ocio solo al passaggio con catene appena prima della cima.

Discesa ON: disarrampicata dalla cima e poi galleggiamento fino al Bivacco. Ancora un po' di plateau trullo trullo e poi deportage quasi totale fino alla bocchetta di Valle 2600 m dove inizia il Vallone di Solcio. Selvaggio e Bellissimo ma estremamente ostile alle mtb. Il sentiero è sempre evidente ma ciclabile solo in parte, direi max 40-50% con nutrita mazzetta di Jolly.
Ritornanti all'Alpe Solcio il sentiero F6 ci ridà morale. Ottimo e divertente e per niente banale con diversi passaggi tecnici impegnativi. Un bel millino che ci scodella esattamente all'auto. Dopo il bacio di rito alla strada troviamo già pronta l'ambulanza per la neurodeliri per ricovero d'urgenza.

In sintesi: itinerario esplorativo solo per ciclodisagiati allo stadio terminale anche se, per me, bello ed appagante nonostante il deportage. Rivedendolo con magari discesa su s.domenico potrebbe anche interessare a qualche sano di mente.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 30 km
Dislivello: 2200 m
Tempo: 9 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro

Traccia gps: Doppietta Diei 2905-Cistella


sabato 7 settembre 2019

Punta Maurin 3227 m

Itinerario di Cicloalpinismo con lunghi portage impegnativi e discese tecniche.
Astenersi smutandati.

Punta Maurin 3227 m semi sconosciuta Cima della Valgrisenche, zero info disponibili. Già che ci siamo attacchiamo anche un breve tour Savoiardo.

Start da Surier 1780 m ma volendo potete anche partire dalla diga usando la nuova poderale che costeggia il lago oramai semi svuotato dopo la riduzione del Barrage.
Normale amministrazione fino al Rifugio Bezzi 2270 m prima su poderale poi ST e qualche spintarella. Al Rifugio breve giretto verso le pendici del Ghiacciaio della Gilaretta, optional.
Attraversata la Dora takiamo zu sul 12 fino al colle Vaudet 2830 m (unico bivio quota 2640 m tenere la sx sul D). Vallone magnifico ed isolato che ci regala non solo fatica a due zampe ma anche inaspettato pedale. Affaccio bifronte sulla Baguette's Land. Ottimo.
Zo de le senza bidè fino a quota 2350 m di Les Balmes. Bella discesina con vista ghiacciaio des Balmes e caratteristiche rocce bianche (volendo ho visto sentierini che permetterebbero di tagliare senza scendere fino agli alpeggi). Cambio assetto e risalita a tratti faticosa fino al lago Nero 2620 m. Zero pedale o quasi. Riscaldamento finito. Mo' so' Razzi Amari ! Il sentiero finisce e non ci sono indicazioni di sorCa. Ad intuito prendiamo la sponda dx del lago (unica via apparentemente possibile) e ci infrattiamo in una pietraia infernale. Fortunatamente qualche anima pia ha messo pseudo ometti da seguire ma spesso si perdono o non sembrano molto logici. Fino al Colle del Lago Nero 2870 m sono lacrime e sangue. Al colle branchi di stambecchi e un Gipeto rasoterra salutano i ciclobigoli. Che copada !
Trulli trulli senza sentiero risaliamo ora verso la cima di giornata cercando di sfruttare l'ottimo terreno finanche pedalabile a tratti. Tutto bene fino a circa 3000 m. Ambiente TOP !
Gli ultimi 200 m sono un'altra mazzata negli zebedei. Ripido, instabile e franoso. La famosa ciclo-piccozza torna sempre utile. La pietraia del lago Nero una passeggiata a confronto (seguite la traccia di discesa anche in salita perché oggi la visibilità era scarsa e non vedevo un klinz).
Cima ! Panorama Ultra a 360 (cosi deduco perché io ho visto solo un muro bianco di nebbia).

Discesa e mutande di ghisa ON.
Per i primi 200 m dovete avere un amico veloce a scattare foto perché gli attimi in sella sono veramente pochi (ma magari senza nebbia qualcosa in più si puo' portare a casa).
Dai 3000 in poi si torna stabilmente in sella fino alla macchina (tranne qualche passetto qua e là). Fino al Passo (poco sotto in realtà) sfasciumi perfetti e ottimamente rullabili tutto freeride poi riguadagnato il sentiero 12E diletto Alpino con vista 5 stelle. A quota 2620 ci si ricongiunge sulla via dell'andata. Brevi e piacevoli praterie con qualche passaggino ad allietare e finale su gran Traversone. Qui ocio, non particolarmente difficile ma molto esposto (qualche torrentello da attraversare a piedi potrebbe essere molto delicato ad inizio stagione). Dal Bezzi tiriamo il fiato ma il breve tratto hard ci fa raschiare veramente il fondo delle energie mono-neurone.
Bacio di rito alla poderale e siamo alla macchina.

In sintesi, itinerario di Cicloalp inedito e affascinante ma ancora una volta SOLO per appassionati e disagiati del degenere.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 30 km
Dislivello: 2000 m
Tempo: 9,5 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro

Traccia gps: Punta Maurin



domenica 1 settembre 2019

Becca di Nana3 3010 m La Vendemmia

Itinerario di Cicloalpinismo con lunghi tratti di portage e discese tecniche.
Astenersi motorini, anche Euro 6.

Prima puntata Nana1 qui: Becca di Nana
Seconda puntata Nana2 qui: Becca di Nana XXX

Oramai una Classica da fare ogni anno.
Quest'anno la propongo in versione scialpinistica: Nana3 La Vendemmia.

Start dalla Capitale 1650 m
Iper collaudata salita Chamois-Clavalite-AV1.
A 2700 m lasciamo il sentiero e seguiamo in pratica quello che è l'itinerario invernale scialpinistico (non c'è ovviamente nè sentiero nè indicazioni). Si sale bene belli ripidi senza particolari problemi e se seguite fedelmente la traccia si evitano anche le disagevoli pietraie. A 2800 magnifico plateau dove diamo addirittura dei bei colpetti di pedale (ocio a non fare base jumping dove finisce il pratone). Poi tratto di sfasciumi fini e in un attimo siamo al colletto senza nome proprio sotto la cima quota 2900 m. Qui potete traversare con attenzione il canale esposto e congiungersi subito al sentiero che sale da Ayas oppure seguire la cresta rimanendo appena sotto la linea. Spetta-kulo !

Discesa ON:
qui non ci sono alternative (anche se un a/r non sarebbe poi cosi disdicevole), è una sola. Segnalo solo un peggioramento del sentiero divenendo di anno in anno sempre più eroso e cosi i passetti a piedi aumentano (sempre pochissimi metri). Vabbuoh.
A quota 2420 m in corrispondenza della fonte prendiamo a dx una bella traccia pedalabile (fate ballare un po' l'occhio che la trovate anche se non segnata su nessuna mappa) che ci traghetta sul calvario per il colle Pillonet 2700 m.
Da qui in poi potete seguire la traccia allegata, più rapida con un pezzetto di poderale, oppure ottimizzare ulteriormente con questa:
Tour du Tantane

In sintesi: ottimo itinerario sui generis per disadattati alla ricerca del Ciclodisagio catartico.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 28 km
Dislivello: 1600 m
Tempo: 8 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Durello

Traccia gps: Becca di Nana3