sabato 19 settembre 2020

Giro del Monte Ruvic

Itinerario di CicloAlpinismo tosto, con lungo portage e deportage impegnativo. Discese tecniche esposte.
Astenersi Drag Queens.

Asociale, Selvatico, Inospitale, Misantropo ... ci sono tutti i presupposti per un inedito itinerario attorno al M.Ruvic attraverso lo sconosciuto Colle di Varotta 2589 m.

Start da Torin 500 m comodo e ipertattico parcheggio con acqua. Trasferimento tranquillo fino ad Arlier (volendo ci sarebbe appena sopra la strada il Ru Pian e poi un sentiero natura che parte da area sportiva di Mesaney Sentiero Pontey Chambave) dove deviamo verso monte su strada deserta. A 950 m diventa sterrata ma sempre su pendenze comodissime. A 1150 m fine del pedale.
Da qui in poi si entra in tutta un'area particolarmente pregiata per fauna e flora con parecchie specie rare (ho letto il cartello esplicativo ... gnurant !). Pregiato o meno noi takiamo zu subito rudi e volgari su sentiero perfetto di moquette uncinata. Alternando poi Soft Portage, Spintage e qualche nano tratto in sella risaliamo tutto il Vallone sponda orografica destra. Lungo ma nonostante attraversamenti vari di pietraie e frane non particolarmente faticoso. Il sentiero è ottimo. A quota 2150 m in corrispondenza del casotto forestale e bivio per Colle di Bellalana (recentemente esplorato qui testa di pian fret 2715 m) i razzi diventano amari. Blocchi e massi ovunque, un oceano di roccia. Fortunatamente qualche santo del giroparchi https://www.giroparchi.it/it/ ha sistemato encomiabilmente tutto il sentiero fino al colle rendendo il sentiero comodo, ben tracciato e rendendo la pietraia infame livellata e ben cammellabile. Rimane comunque un bel Portage Asburgico in ambiente aspro ed inospitale proprio sotto le pareti del M.Ruvic. TOP ! Colle di Varotta 2589 m. Panino più buono del mondo con affaccio bifronte.

Discesa ON: anche lato Champedraz massi ovunque ma sempre traccia evidente. Tentiamo subito il suicidio ma ben presto passiamo a più miti consigli. Monta-cala in traverso e ci affacciamo sulla morena a precipizio. Rrrripido, esposto e scarligoso con fondo che da fiducia come una donna al volante bendata ubriaca contro mano in autostrada di notte. 200+ m di deportage a parte qualche simbolico tratto in sella e passa la paura. Qualche kamikaze potrebbe portare a casa sicuramente di più.
Espiati tutti i peccati siamo pronti per il godimento. Bellissimo sentiero tecnico, solido e divertente. Tornanti e ostacoli vari ci fanno scendere lentamente con soddisfazione e durata. Che bello ! Ultima parte verso Praz Oursie 1800 m più semplice liSSia ma sempre perfetta. Acqua.

Cambio assetto, il secondo colle di giornata ci aspetta 500 m più sopra. Colle di Valmeriana 2290 m. Portage quasi integrale tranne qualche spintarella e simbolico pedale per qualche dieci metri. Fino a Pian Tsatsé merda di vacca ovunque.
Il colle lo avevamo già visitato qui Wild Barbeston salendo da lato opposto quindi abbiamo già la bava alla bocca per la discesa che ci aspetta. Breve pausa per droghe anabolizzanti e siamo combat ready.
I primi 350 m sono una figata assoluta. ST a chiocciola tecnico, panoramico e divertentissimo festival del noZe press tra cespugli incendiati dall'imminente autunno. Topperia ai massimi livelli della Valle. Più sotto fino a Valmeriana 1750 m più lineare ma sempre interessante, godibilissimo e mai banale. Da Valmeriana la discesa è ben nota. quindi non mi dilungo. Lunghissima e non particolarmente difficile tranne qualche breve passaggio vaginoso. Ultima deviazione a 750 m ci fa atterrare col sentiero direttamente dentro la macchina. Ottimizzazione dislivello perfetta con 1800 m di discesa continua.

In sintesi una grande itinerario a due passi dalla civiltà ma selvaggio e solitario con discese di livello.
Nr umanoidi incontrati uguale a zero. Solo per amanti del genere.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 30 km
Dislivello: 2600 m
Tempo: 10 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro

Traccia gps: Giro Monte Ruvic









sabato 12 settembre 2020

Becca d'Aran 2957 m

Itinerario di CicloAlpinismo tosto, con portage e deportage (100 m) impegnativo e discese tecniche esposte.
Astenersi Elettrificanti.

E' ora di rendere giustizia alla Becca d'Aran ingiustamente dimenticata dalla maggior parte dei Trekkers tutti diretti alla Roisetta o ai Tournalin ma anche da noi Disagiati.

La parete NW è stata palestra di allenamento del mitico Hervé Barmasse dove ha mosso i suoi primi passi da Alpinista (obbligatorio leggere il suo libro "La Montagna Dentro") noi ci accontentiamo della via normale per andare a goderci un panorama Spaziale e una bella discesa inedita.

Sarò breve e "circonciso", tutto esattamente uguale a questo petit-tournalin-3207fino a quota 2600 m in discesa dal Petit Tournalin. Cambiamo assetto e deviamo seguendo il 29 e a 2660 m lo abbandoniamo per il nr 26. Palina indica pessimisticamente 50 min ma in realtà anche in meno tempo si arriva comodamente in soft portage. Ultimi metri con attenzione su roccette esposte scarliga baicher.
Panorama dalla croce al TOP della VdA su tutta la Valtournenche, i vicini bulli Roisetta e Tournalins ma anche i lontani giganti da 4000. Ocio ai selfie dalla croce altrimenti sporcate di sangue la via Carrel.
Primissimi 20 m off limits poi tutto in sella. Sentiero molto single dove le ruotone passano al pelo ma voialtri smilzi sarete avvantaggiati. Sempre bello ripido e a tratti scavato ma con opzioni a lato. In un attimo siamo di nuovo al bivio ma comunque una bella e piacevole discesina in ambiente speciale da aggiungere al CV del giovane Disagiato.


Stay Wild

#JAGTeam

#ciclodisagio

Distanza: 35 km
Dislivello: 2300 m
Tempo: 10 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro

Traccia GPS: Becca d'Aran










sabato 5 settembre 2020

Testa di Pian Fret 2715 m

Itinerario di CicloAlpinismo, con lungo portage e discese anche fuori sentiero.
Astenersi Ciucciatraccia

Giornata di Scouting in Val Clavalitè alla ricerca di nuovi sentieri e asocialità spinta, una bella inedita cima panoramica non puo' mancare.

Start da La Servettaz 1100 m micro località sulla strada comunale Fenis - Val Clavalitè.
Pedale asfaltato fino a poco dopo Marqueron 1450 m dove ci infrattiamo nel bosco su bel ST che con qualche spintarella ci porta a Chez Ramin da dove entriamo nella magnifica piana. Dopo 1-1.5 km deviamo per la selvaggia Val Savoney già fatta in discesa qui: http://www.ciclodisagio.com/2014/08/val-clavalite.html
Il pedale termina a les Bayettes 1650 m e da Orgere takiamo zu subito in Portage Asburgico su ripida monotraccia (questo sentiero è presente solo sul catasto regionale). Non molla un klinz fino al congiungimento col sentiero nr 3 che sale da Maisonasse dove appoggiamo le regali natiche sulla sella per qualche nanosecondo. Ai 2340 m di Gran Bella Lana pausa zen contemplativa sul selvaggio e arido vallone, la Tersiva sbuca da dietro il Rafrey. Ommmm .... Al colletto 2400 m senza nome e senza indicazioni deviamo sulla spalla W e per facili sfasciumi sbuchiamo al pianoro lunare prima e alla cima poi. Testa di Pian Fret 2715 m. Quota non himalayana ma ambiente e panorama al Top. Il vallone di Ponton letteralmente sotto i nostri piedi si conferma alla vista inospitale e repellente ma prima o poi lo tenteremo (accorrete numerosi).

Discesa ON: aggirando verso destra si riescono a fare in sella anche i primi 30 m verticali, poi crestone larghissimo facile e panoramicissimo su terreno lunare. Più sotto leggermente più teNNico ma si galleggia bene su sfasciumi amichevoli fino al colletto dove riprendiamo il sentiero. Molto molto bello e piacevolmente impegnativo fino a Piccola Bella Lana 2200 m. Breve ma godurioso. E il colle di Bella Lana ? La palina dice 50 min, Taka Zu ammo'. E' segnato EE ma non c'è motivo, è perfetto e ottimamente tracciato fino ai 2500 m. Tappeti di mirtilli compensano la mancanza assoluta di acqua. Colle bifronte, lato Ponton verticale e attrezzato da numerosi canaponi. Ocio ai selfie !

Ridiscesa ON: stupenda e tortuosa assolutamente ciclabile e divertente. Tornantini da noz prez e ormoni a mille. Topperia di livello. Da alpeggio le cose si semplificano molto, si scende trulli trulli senza impegno fin verso i 2000 m dove il fondo diventa più rude ma mai troppo volgare. Tenendo sempre la destra ai 2 bivi successivi si scende fino ai 1380 m della comunale. Qualche taglio e qualche pratone e siamo velocemente alla macchina toccando poco asfalto.

In sintesi: itinerario di nicchia del disagio ma molto piacevole per qualità dei sentieri e luoghi sconosciuti alla maggior parte degli escursionisti (nr umanoidi incontrati in tutta la giornata uguale a zero).

Note aggiuntive: per aggiungere un po' di peperoncino il giro è consigliato in senso opposto cosi come sembra molto promettente anche il sentiero che scende su Maisonasse da Gran Bella Lana. Da verificare anche la risalita lato opposto a Prapremier (sotto il Croquet) e lo scartavetro a chiocciola sul sentiero Druges-Servettaz.

Stay Wild

#JAGTeam

#ciclodisagio

Distanza: 20 km
Dislivello: 2000 m
Tempo: 7 h
Difficoltà tecnica: Medio
Condizione fisica: Duro

Traccia GPS: Testa di Plan Fret

















venerdì 21 agosto 2020

GT Punta Basei 3338 m

Itinerario di CicloAlpinismo VERO, con portage impegnativo e discese tecniche esposte. 

Astenersi iutubers

Carenza imperdonabile non aver ancora percorso il versante W del colle Entrelor. Poniamo rimedio con un grandioso giro intervallivo: 3 valli 3 colli e una cima di tutto rispetto come ciliegina.

Start da Rhemes 1750 m esattamente come fatto qui: http://www.ciclodisagio.com/2016/08/taou-blanc-3430-m.html Stessa fantastica salita a pedale fino al Benevolo 2287 m e poi alternanza spintarelle - pedale fino al fondo dell'alta valle dove takiamo zu. Da 2 anni il sentiero è stato risistemato egregiamente e meglio tracciato fino al Colle Basei 3160 m. Tripudio di ghiacciai e laghi. TOP assoluto. In 15 min arriviamo poi al deposito bici proprio sotto la Punta Basei 3338 m che si raggiunge con facile ma esposta ferrata.

Discesa ON: facile (non facilissima in un punto) e scenografico crestone a cavallo tra VdA e Piemonte e ... zo de lè a picco sul Nivolet. Ancora nevai al 20-8 e discesa faticosa e lentissima sempre come per il giro del Taou Blanc con la differenza che qui andiamo a sfidare la minaccia peggiore: i merenderos automuniti d'alta quota 2530 m ! Trasferimento lungo tutta la piana e in breve siamo ancora di nuovo completamente soli. Il traversone dal Pian Borgnoz 2630 m è da lacrime. Tutto pedalabile con vista sulla Valsaverenche e il G.Paradiso unica. Entrati nel selvaggio vallone di Meyes pedaliamo ancora egregiamente fin sotto il secondo colle di giornata: Colle Manteau 2790 m che raggiungiamo a spinta sulla mulattiera reale.
Discesa ON again: dobbiamo scendere ora ai 2500 del lago Damon. Si parte su ottimi tornanti puliti ma difficili, alcuni di quelli destrorsi addirittura off limits anche per il Maestro. Verso i 2600 m il sentiero è definitivamente franato e occorre zompettare come stambecchi. Atterriamo dunque al lago limati e brasati. Bene mancano solo 500 m di salita ma fortunatamente è tutta su mulattiera reale quindi con pendenze da educande e finanche pedalabili su su ancora ai 3000 m del ben noto Colle Entrelor. Pausa e droghe pesanti sono d'obbligo perchè il rientro lato Val di Rhemes sarà luuungo ed estremamente impegnativo. Si parte su tornanti stile life or death esposti e rischiosi. Si disarrampica su ferrata ripida e si soffre ancora per qualche decina di metri indecisi se morire con onore ma in sella o appiedarsi. Sentiero AV2 ben marcato ed evidente che non molla mai. Molto esigente tecnicamente e fisicamente fino al Plan de Feyes 2400 m. Nonostante la fatica della lunga giornata è veramente uno scapicollo da antologia da ricordare a lungo. Veloce sezione iperflow nei pressi del Rifugio Marmotte e ci rituffiamo a valle nel bosco sopra Rhemes. Veloce e tortuoso ma sempre da FBL. A 1950 deviamo da AV2 e andiamo a prendere bellissimo Ru da cartolina per poi scartavetrarci definitivamente letteralmente fino all'agognata birra.

In sintesi: Tour da annale del Disagio. Faticoso e lungo ma in grado di regalare soddisfazioni uniche in ambiente al Top mondiale.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 40 km
Dislivello: 2600 m
Tempo: 11 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro

Traccia gps: GT Basei



mercoledì 19 agosto 2020

Punta Tzaboc 3214 m

Itinerario di CicloAlpinismo VERO, con portage impegnativo, pareti strapiombanti e discese tecniche esposte. 
Astenersi influenZers

Semisconosciuta Cima della Valgrisenche in grado di regalare asocialità, emozioni e discesa strappamutande per gli amanti del genere.
Facilmente nessuna ruota grassa ha mai cavalcato questi luoghi solitari.

Start da Chez Carral 1610 m ampio parcheggio e baretto simpatico.
Pedale quasi integrale fino ai 2350 m di Maison Forte passando da Verconey su bella poderale a tratti ripidi ma molto panoramica appena fuori dal bosco.
TakaZu. Sentiero ben poco calpestato e frequentato ma ciònonostante in ottime condizioni. Innumerevoli svolte e brevi terrazzini panoramici
aggirano sapientemente una balza rocciosa e ci depositano a 2800 m su di un fantastico plateau glaciale liscissimo e compatto. Wow !
Ovviamente tutto in Portage ma solo a tratti Asburgico.
Dal pianoro teniamo la sx su piccolo canalino e studiamo attentamente il percorso migliore per la salita ma soprattutto per la discesa essendo tutto sfasciumi liberati
da antichi ghiacciai (rimane solo il piccolissimo Luetta). Traversiamo verso W portandoci proprio sotto il colle tra la Tzaboc e la Feluma su bei roccioni grippanti. Ultime decine di metri su sfasciumi caraibici.
Al Colle emozione strapiombante verso la Val di Rhemes. Dal colletto alla cima le cose si complicano notevolmente per rocce inconsistenti, esposizione assoluta e attrezzatura fuori luogo. Ultimi 10 m li lasciamo agli eroi che seguiranno questa traccia :-)


Discesa ON:
Pochissimi metri in sella dalla nostra cima per la foto di rito poi disarrampicata molto difficile fino al colletto 3130 m. Surfata fighissima sulla sabbia caraibica e poi comincia la sezione "flow". Un oceano di massi amichevoli e roccioni dove affidandosi alle gommazze e intuendo la traiettoria giusta si fanno solo pochissimi passi a piedi ma facendo ballare l'occhio campionando ad alta frequenza. Puntiamo così la costa erbiva lumata in salita tenendo la destra e verso i 2950 m sempre in freeride andiamo via belli come il sole fino al pianoro dove riprendiamo il sentiero. 700 m D- di lussuria varia ed impegnativa. Prima ampie svolte su terreno erbivo poi man mano più difficile ma sempre lento e trialistico. 1 solo tornante non è stato messo a referto neanche dal Maestro ma c'è comunque divertimento per "tutti". Atterrati vivi e barzotti sulla poderale a 2350 m cambiamo assetto e proseguiamo verso il Bivacco Testafochi 2700 m. 350 m di passione spingistica ma molto semplice per andare a guadagnare la seconda infinita discesa.
5 min di relax al malconcio bivacco e .... Zo de Lè !
Più di 1000 m di luna park che sembrano 2000 m su sentiero sempre perfetto. I primi 150 m si perdono rapidamente su ampia S leggermente esposta poi tutto lento, guidato e giocoso fino a Catin 2350 m. Qualche su e giù per prolungare il piacere e poi ancora pioggia di tornanti di ogni genere e forma traversando lentamente verso lo start.
E' un sentiero noto da tanti anni ma sempre in perfetta forma. Lunghissimo ed esaltante come solo la VdA sa offire :-)

In conclusione: esclusivo itinerario per Ciclodisagiati. Non fatevi ingannare dal chilometraggio ridicolo, c'è veramente tanta carne al fuoco in grado di soddisfare i palati più fini.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 22 km
Dislivello: 2000 m
Tempo: 8 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro

Traccia gps: Punta Tzaboc



martedì 11 agosto 2020

Luxury in Valtournenche sent. 34-39

Itinerario di classico AM, con pochissimo portage ma belle discese tecniche e/o divertenti.

Astenersi Giacalustra

Capitalizziamo lo scouting con un bel giro classico AM con obiettivo godersi il nuovo sentiero nr 39 tornato alla luce.

Start dalla Capitale 1650 m ma sarebbe più logico da Antey per chi viene da fuori.
Chamois, Rif. Ermitage e via di lussuria discesistica sul ben noto nr 34 già parte di innumerevoli itinerari in zona. Bellissimo e tecnico a tratti tossico e pericoloso come esposizione ma sempre un bel andare con anche lunghi tratti veloci e semplici su moquette imperiale. Da Valtournenche 1500 m risalita anche questa ultra nota sempre a pedale fino a Promoron 1800 m.
Da qui breve Portage fino all'Alpe Cortinaz Superiore 2100 (al ponticello si risale il nr 2 anzichè scendere come di solito si fa). Breve trasferimento fino all'incrocio con AV per ottimizzare ma volendo si puo' prendere anche direttamente da alpe Cortinaz Inferiore. Eccolo. Il sentiero è sempre esistito ma è stato ora ripulito e riaperto fino a fondovalle anche nelle sue diramazioni A e B (o almeno io mi sono accorto solo la settimana scorsa scendendo da Cignana e vedendo una rasatura sospetta al Mont Mené). Discesa molto molto bella, abbastanza semplice (tranne un paio di punti difficili che ho comunque sistemato al meglio) ma sempre divertente e piacevole con innumerevoli svolte su ottimo fondo moquettato erbivo o imperiale. Un'ottima alternativa al nr 2 che può tornare utile su molti giri più impegnativi come il Perucca o la Finestra Tzan o semplicemente la Balconata.
Atterrati a Maen si evita la regionale quasi integralmente fino ad Antey.

In sintesi: ottimo itinerario solo parzialmente nuovo ma utile per nuove varianti o per giornate meteo incerte.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 38 km
Dislivello: 1500 m
Tempo: 5 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Medio

Traccia gps: 34-39








domenica 9 agosto 2020

Petit Tournalin 3207 m

Itinerario di CicloAlpinismo tosto, con portage impegnativo e discese tecniche esposte.
Astenersi Meccanizzati.

Anche il Tabù Petit Tournalin è caduto, regalandoci una gita di vero Ciclodisagio Valdostano. Facilmente una prima CON la bici. Da non perdere !

Start dalla Capitale 1650 m ma chiaramente come tutte le gite in zona già recensite potete partire anche da Chamois o meglio ancora da fondovalle per avere discesa infinita alla fine. Classicissima salita a pedale fino al Colle Fontanafredda 2500 m e alternanza pedale, spintarelle e soft portage per il Colle di Nana 2773 m. Poco dopo il colle lato Ayas si stacca sulla sx il sentiero EE per la cima di giornata (enorme ometto segnavia poco più avanti).
Passata la noiosa pietraia un muro del pianto ci spara su di 400 m in poco meno di 1000 m lineari. Tutto rigorosamente in Portage Asburgico con vista spaziale sulla val ayas e il Rosa. Il sentiero è ben tracciato a svolte ravvicinate. Parte finale un po' a vista. Cima !
La croce lignea è modesta ma il Panorama è unico, 360 con solo il fratello maggiore Grand Tournalin a coprire parzialmente in direzione N. Il rifugio Tournalin è letteralmente sotto i nostri piedi.


Discesa ON:
Torniamo brevemente sui nostri passi per poche decine di metri per poi traversare verso dx abbandonando la traccia di sentiero e tuffandoci nella comba delimitata dai due Tournalin (che non vi venga in mente di provare la cresta diretta dalla cima al colle). Si rimane in sella decentemente galleggiando su sfasciumi nella prima parte per poi deportare su pietroni instabili seguendo timidi ometti. Il sentiero che sale da Cheneil è comunque subito evidente ed in vista a meno di 100 m di quota dalla cima. Nevaio presente e potenzialmente difficoltoso ad inizio stagione. FBL !
Guadagnato il sentiero, anche questo EE, torniamo in sella in ambiente da favola di altissima montagna.
Qualche monta e cala sul traverso ma poca roba. Attenzione ai tratti ben esposti da passare in sella solo se ben sicuri e chirurgici. Aggirato lo sperone della spalla W arriva il pezzo forte di giornata. Almeno una trentina di tornanti uno più bello dell'altro su sentiero ciclisticamente perfetto. Una gioia infinita raidare in un contesto simile e con una qualità eccezionale. Ultra TOP !
Atterrati nel pianoro sottostante una pausa è d'obbligo. Zero umanoidi, torrente glaciale a disposizione e pace assoluta. Peace & Love :-)
Ancora qualche tornantello e a quota 2600 m ci si congiunge con la discesa classica dalla Roisetta. Che cosa ? non avete mai fatto la Roisetta ? Shame on you !
Quest'anno il sentiero mi è sembrato in migliori condizioni e molto più scorrevole e continuo, bene.
Da Cheneil avete varie possibilità tutte già recensite. La traccia torna comodamente nella Capitale dal colletto Cheneil.

In sintesi: itinerario meravigliosamente disagiato in luoghi da favola e discese all'altezza nonostante la zona sia particolarmente impervia e totalmente dimenticata dalle mtb.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 32 km
Dislivello: 2000 m
Tempo: 9 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro

Traccia gps: Petit Tournalin












domenica 2 agosto 2020

20 Hours

Itinerario di CicloAlpinismo estremo, molto difficile e riservato ai Pazzi da ricovero.
Astenersi disincantati.
"L'Ultimo Problema della Valtournenche" è stato risolto, finalmente ho portato a termine questo vecchio progetto.

Start dalla Capitale 1650 m ore 2330 in una calda notte di estate. Discesa su Antey 1000 m e risalita a Torgnon cercando accuratamente di scansare le fattorie per evitare incontri ravvicinati non desiderati. La luna quasi piena tramonta presto e lascia tutta la valle nel buio assoluto. Salita mistica alla Finestra di Tsan 2736 m sotto un tappeto di stelle da panico. Sosta al bivacco per colazione e arrivo matematico alla finestra per gustarsi alba solitaria e selvaggia.
Nota discesa nella Valle di St. Barthelemy tramite burrone a chiocciola fino a 2550 m, FBL. Traversino in buone condizioni e risalita al Colle di Livourneia 2841 m con timidissimo pedale, spintarelle ed elegante portage. Ottimo panorama bifronte sulle alte cime della Valpelline e l'alta St Barthelemy.


Discesa ON:
Primi cento metri assolutamente non ciclabili poi qualche bel roccione in sella per la foto social ci fa ben sperare ma invano. Altri 200 m di Deportage delicato fino alla morena dove torniamo in sella. Ripido su brecciolino e rolling stones, FBL poi praterie di alta quota fino a 2450 m. Poco prima di Tza di Livournea altro tratto non ciclabile. Il morale si abbassa nonostante l'idilliaca vista del Lago di Livournea. Evidentemente dobbiamo redimerci ulteriormente dei peccati con altro centello di portage per svoltare. E così appena usciti dal vallone finalmente la musica cambia. Vista strepitosa sul turchese del lago di Place Moulin, le nevi eterne dell'alta Valpelline e ..... sentiero da sballo ! Un perfetto balcone a strapiombo sul lago perfettamente tenuto e pedalabile. Qualche su e giù per prolungare l'emozione e tuffo a scapicollo sul / nel lago. Finale ben tecnico, esaltante e brevi tratti hard core. Che scarlingata !


Siamo a Plan dell'Arp 2000 m scarsi. Dobbiamo risalire ai 3100 m del Colle di Valcournera. Primi 200 m di soft portage nel bosco su bel sentiero a tornanti. Entrati nel vallone omonimo spiana completamente regalandoci del bel pedale con vista sul ghiacciaio del Dome de Tzan. Non si riesce ad immaginare come si possa trovare la via del passo essendo tutte cime altissime e scoscese. Dopo 2 km di falsopiano Takiamo Zu, ma di brutto brutto da rimanere offesi peggio di Gervasoni. Salita mortale e ripidissima. 800 m di dislivello in 2 km. Tratti attrezzati non trascurabili di cui uno molto stretto dove se si è da soli occorre smontare la bici (o almeno io così ho fatto), FBL. Passate le due balze rocciose la situazione peggiora notevolmente. La traccia scompare quasi completamente sommersa da un oceano di massi erratici ed instabili farciti da nevai residui. Una fatica immonda che con 3000+ m nelle gambe e una notte insonne diventa un'impresa titanica. Il segnavia a Plan dell'Arp dava 3.5h ma difficilmente possono bastare.
Al colle altro Panorama maiuscolo sui laghi e le selvagge cime dell'alto vallone di Cignana fonte di ispirazione di ulteriori delirii psicopatici. Prima di scartavetrarci con oltre 2000 m di discesa abbiamo ancora tratti attrezzati da passare con estrema attenzione. Da diversi anni infatti non si può più scendere direttamente dal colle ma occorre fare tutta una variante sulla sx esposta e potenzialmente pericolosa. FBL !


Discesa ON-again:
Riguadagnata la morena, apparentemente semplice ma anche questa molto rolling, come premio di giornata abbiamo una discesa tecnica ed impegnativa: http://www.ciclodisagio.com/2013/08/rifugio-perucca-vuillermoz.html. Nota e fatta molte volte ma sempre bella, appagante e faticosa. Teoricamente tutta ciclabile ma nel giro di oggi conviene non rischiare troppo per portare quello che rimane della carcassa a casa per una sepoltura dignitosa.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 62 km
Dislivello: 3400+ 4100- m
Tempo: 20 h
Difficoltà tecnica: Estremo
Condizione fisica: Estremo


Traccia gps: 20hours