domenica 12 luglio 2020

Colle Pinter 2772 m Bettolina Sup 3100 m

Itinerario di Cicloalpinismo con lungo portage e discese tecniche esposte anche fuori sentiero.
Astenersi Puristi.

Epic Tour Transvallivo tra la Val d'Ayas e la Valle del Lys su fantastici sentieri ben poche volte percorsi dalle ruote(one).

Start da Saint Jacques 1650 m (poco prima in realtà perchè in estate c'è limite sosta 3h). Salita ripida fino a Ciarcerio 1950 m e trasferimento fino al Crest via Soussun. Salita ascensoristica sempre su poderale fino a Ostafa 2400 m con alternanza pedale cardiopatico e Spintage. Da Ostafa finalmente prendiamo il sentiero 12 esageratamente classificato EE e tratteggiato sulle mappe regionali. In realtà è un fantastico e ben tenuto sentiero da percorrere in soft portage qualche spintarella ma anche meravigliosi traversi a pedale (FBL a non tornare alla partenza troppo presto). Una bella sorpresa. A quota 2700 m ci si ricongiunge alla AV1 e quindi rapidamente al Colle Pinter 2772 m non prima però di aver fatto merenda ai laghi Pinter. Oggi tralasciamo la Testa Grigia e ci prepariamo subito per la discesa su Gressoney vista la grandinata imminente.

Discesa ON:
La partenza non è delle migliori un pò per il ghiaccetto e un po' per il sentiero un pochino troppo scavato anche se pur sempre ciclabile. Lo spartito cambia pero' rapidamente non appena si perde quota andando via via migliorando. Ambiente bellissimo che merita brevi soste contemplative. Discesa bella ed impegnativa per ostacoli e spesso pendenza poco sostenuta ma divertente e di soddisfazione. Sessioni a chiocciola da candidatura Oscar colonna sonora. Il Lys non delude mai. A Montil 2000 m siamo indecisi se continuare a scendere fino a fondovalle o traversare il più possibile per evitare asfalto della regionale. Quasi inconsapevolmente traversiamo instintivamente con qualche su e giù non sempre pedalabile e breve tratto freeride sopra Alpenzu Piccolo (sentiero improvvisamente scomparso alla vista). Gli ultimi 300 m classicamente Walser con sentiero perfetto ma con alternanza continua di passaggi impegnativi e tecnici. Atterriamo a Lysbalma 1600 m sudati e contenti e già pronti alla birra di fine giro. Peccato però manchino ancora altri 1600 m di salita :-)

Cambio assetto e modalità pedale on. Struscio a lumare le fanciulle locali in paese e relax lungo il torrente. A Stafal facciamo breve tappa per doping pesante perchè ci aspettano 1000 m di salita tossica. Tutta tecnicamente pedalabile ma dopo un po' viene il vomito e cosi si alterna con qualche spintarella. Gli impianti che ronzano sopra la testa fanno perdere la poesia ma è solo un trasferimento obbligato e bisogna spegnere il neurone. Finalmente all'orribile Bettaforca 2670 m abbandoniamo la civiltà ed entriamo in Paradiso godendoci 400 m di Portage e nano tratti a pedale. Vista accecante sul Rosa-Lyscamm-Vincent e sentiero per il Sella assolutamente perfetto. Man mano che si sale la vista si apre di più verso i Breithorn e i ghiacciai di Verra. Topperia Valdostana ! A quota 3100 m al colle Bettolina Superiore siamo pronti per rientrare in Val d'Ayas. Sotto i nostri piedi un dirupo selvaggio e affascinante.

Discesa ON:
Primi 100 m li abbiamo trovati secchi ma solo simbolicamente ciclabili (ripido, stretto e sbrisolone). Da 3000 m a 2800 ancora tutto innevato (11/7/20) fortunatamente quindi in modalità snow bike monopiede e qualche culata ci siamo divertiti ma probabilmente sotto è tutta pietraia.
Tornati su secco il sentiero ricompare e il divertimento pure. Scendere in bici in un ambiente del genere ripaga di tutti gli sforzi non trascurabili spesi in giornata. Tratti verdi e semplici si alternano a roccioni e passaggi tecnici. Veramente emozionante ! In vista oramai dei piani di Verra altro breve traverso non ciclabile ma poca roba tutto sommato. Da qui in poi il percorso è in comune al classico del Rifugio Mezzalama quindi bellissimo ed impegnativo per vari su e giù e passaggi teNNici di tutto rilievo alla fine di una giornata da quasi 3000 m di dislivello. L'ultimissima centrifugata fino a Blanchard prosciuga definitivamente anima e corpo.

In sintesi: itinerario esigente e lungo ma imperdibile per tutti i "numerosissimi" disadattati e irrecuperabilmente Ciclodisagiati.

NB: se prendete gli impianti vi taglio le gomme.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 38 km
Dislivello: 2800 m
Tempo:12 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro

Traccia gps: Pinter Bettolina











venerdì 3 luglio 2020

Monte Creya 3015 e Colle Garin 2815 m

Itinerario di Cicloalpinismo con lungo portage e discese tecniche esposte.
Astenersi Pelapatate.

Cogne il Paradiso dei muntain baikers ciclodisagiati. Andiamo a vedere la faccia N del noto M. Creya 3015 m e del dimenticato Colle Garin 2815 m.

Start da solito parcheggio poco prima del paese, ampio e con servizi.
Salita classica da smutandati diretti all'inflazionato Invergneux o peggio alla polenta del Rifugio Sogno. Oramai salgono anche i più accaniti merenderos elettricisti in ciabatte e flip flop con vari Garelli e Ciao mimetizzati da bici.
A quota 2250 m deviamo dal traffico a pile e finalmente siamo soli. Tranquilla e panoramica poderale fino a Taveronaz e poi fantastico ST fino alle miniere di Colonna 2400 m. Il sentiero rispetto a qualche anno fa è stato migliorato ed ora è 100% pedale. Yeah. Dalle miniere takiamo zu in soft portage, spintarelle e persino del pedale su micro terrazze alpine mega panoramiche. Gli ultimi centelli un poco più impegnativi. Il sentiero è spesso banalmente verticale e non promette eventuale discesa di livello. La cima dai suoi 3015 m invece offre un Panorama grandioso su tutta la valle di Cogne, Granpa e il vallone Grauson.

Discesa ON:
Anche sulla bibbia regionale il sentiero faccia N che scende nel Grauson non è segnato ma sappiamo esserci ed anche recentemente sistemato, gli ultimi nevai non sembrano impensierire quindi .... Zo de Lè !
Pronti via e perdiamo subito diottrie sul traverso verso il colletto su sfasciumi affidabili. Dal colletto senza nome ci affacciamo sul baratro verso il lago di Money 500 m più sotto. Calma e Gesso. Sentiero ripido e a chiocciola con infiniti tornanti stretti, strettissimi, persino in salita e comunque tutti teNNici ed impegnativi. Uno facile non c'è. Gli amanti del genere godranno come i ricci mentre gli altri malediranno questa relazione. Noi ci siamo divertiti un sacco, con calma e provando anche più volte i passaggi più hard core. Una Palestra da dottorato di ricerca in Tornantologia. Wow ! Dal Lago l'affare si semplifica ma il sentiero rimane sempre perfetto bellissimo e panoramico. Qualche passaggio più teNNico tiene comunque il testosterone alto. L'ho già detto che è una figata ?
A 2300 ci si congiunge con l'Invergneux e ne si percorre la parte più bella e tecnica fino a Cretetta dove deviamo a destra su meravigliosa Moquette Imperiale direzione Pian di Teppe. Tutto pedalabile con qualche velenoso strappetto per riattivare il metabolismo. Sul traversino ho raggiunto l'estasi Zen assoluta.

Tralasciando la deviazione per Tsaplana e l'eventuale Punta Arpisson (troppo glabra) atterriamo al Pian con breve discesina tecnica. Palina indica Colle Garin a 3h. La ciurma si ammutolisce e il malumore serpeggia. Ammutinamento vicino. Con false promesse di vichinghe nordiche nude e disponibili tra un pedale e una spintarella arriviamo a Arpisson 2300 m su sentiero già percorso qui tsa setse Qui si compie l'insurrezione e la Ciurma abbandona la nave circuita dal pensiero delle mogli all'Ikea. Il comandante però è ultimo a lasciare la nave e lemme lemme fa rotta verso il Colle Garin 2815 m 500 metri direzione Nord. Passato il pratone ripido sopra l'alpeggio il vallone si apre e si mostra in tutta la sua bellezza. In alternanza PSP con inaspettato magnifico pedale su altipiani verdissimi  l'ultimo tratto ascensoristico ci scodella al Colle. Panorama bifronte sul vallone di salita e la valle Centrale verso il rifugio Arbolle. Eventuale discesa da questo lato non ciclabile per diversi cento metri apparentemente.

Discea ON:
Primi tornanti hard core e rischiosissimi poi pornografia alpina a chiocciola. Dal bivio per piccolissimo bivacco Nebbia e lago Garin si va via belli come il sole su sentiero tecnico e qualche rolling stones. Brevissima pietraia NR e poi ancora lussuria spinta. Tornati all'alpeggio Arpisson meglio mantenere la destra rispetto alla traccia per prendere subito il sentiero anzichè andar per fiori in freeride bucolico. Passato il ponticello la lussuria cresce esponenzialmente. Ancora Moquette d'antologia ma con alternanza di passaggi più rocciosi e tecnici farciti da tornanti e qualche radicetta. Le ultime diottrie sono definitivamente perse. Man mano che si scende il ST si semplifica e si velocizza. Valutare anche deviazioni su Epinel per aumentare il coito finale altrimenti si attera ebeti e ciechi a Cretaz dove in pochi minuti rientriamo alla base vita.

In sintesi: Epic Tour tecnico e di grande soddisfazione come solo la Valle di Cogne sa regalare.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 41 km
Dislivello: 2700 m
Tempo:11 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro

Traccia gps: Creya Garin









sabato 27 giugno 2020

Becca di Nona 3142 m Integrale

Itinerario di Cicloalpinismo con lungo portage e discese tecniche esposte.
Astenersi Matricole.

Becca di Nona ovvero l’Università del Cicloalpinismo assolutamente immancabile nel Cursus Honorum e già
Per il bacio accademico però mancava la versione Integrale senza aiuti meccanici di sorCa.

Start dal fondovalle della Plaine da piccolo e comodo parcheggio di Moulin 600 m, frazione di Pollein.
Tramite piccola scalinata lasciamo subito asfalto e accediamo alla forestale appena sopra. Causa demenza senile e alzheimer avanzato anzichè scender in leggera discesa ed andare a prendere la preventivata ex pista di slittino a Chenaux per poi salire a pedale a Gorrelaz, ci infrattiamo su poderale ripida e non mappata con pendenze ascensoristiche. A 900 m lavori in corso probabilmente per ennesima centralina acqua
proprio sotto infida balza rocciosa. Triboliamo parecchio e spendiamo energie preziose prima di trovare finalmente un passaggio d’arrampicata potabile che ci possa ricongiungere almeno con il sentiero nr 4-5 che con Breve Spintage ci porta a Terre Blanche 1050 m. Partiamo bbbene :-)
Pedale sciallo sciallo fino al ponte sul torrente Comboè poi altro Breve Spintage per arrivare alla poderale per Reverier.
3 km di regionale inevitabile e torniamo off road a Saint Salò 1350 m per accedere alpeggio dopo alpeggio, les Gorres - Vacoz - Le Pousse, finalmente al Vallone di Comboè.
A Ponteill 1700 m le pendenze diventano missilistiche e non mollano un belino fin quasi i 2050 m di Comboè Inferiore. Accendiamo il motorino della ebike e taacc la pedaliamo quasi tutta a velocità imbarazzanti di un bradipo zoppo. Da Comboè Superiore il percorso è praticamente uguale al 2015 con la differenza che saliamo diretti senza passare dal Colle Carrel. Cambia poco, i quasi 1100 m di PSP (Portage Spintage Porconage) sono sempre quelli. La statua della Madonna Incoronata di Foggia protettrice dei Cilodisagiati è sempre al suo posto. Il panorama sempre al Top e anzi in questo fine giugno, nonostante la giornata incerta, ancora più coreografico grazie alla molta neve nei versanti più in ombra e i laghetti effimeri color smeraldo. Pausa con pasta più buona del mondo e siamo pronti per i 2500 m di discesa !

Discesa ON:
I primi 1100 m sono veramente da Tesi di Laurea del Cicloalpinismo discesistico. Un po’ di discontinuità nella primissima parte, che a parte pochissimi passaggi il Maestro è riuscito comunque a ridurre veramente al minimo (don’t try this at home) ma dove anche noi umani abbiamo portato a casa qualcosa di soddisfazione migliorando l’edizione 2015, Lussuria Alpina nella parte centrale e R’n’R fisico fino all’inizio del bosco dove l’affare si semplifica un pochino ma l’occhio deve sempre ballare (FBL) soprattutto in giornate come queste da 7 ore di salita. Che Scarlingata !
Il Relax nell’altopiano di Comboè e il bellissimo taglio su ST a fianco della cascata fanno dimenticare facilmente i 2-3 centelli sprecati banalmente sulla forestale dell’andata (ma che in una lunga giornata come questa tutto sommato non danno fastidio).
A Ponteille tagliamo in diagonale su pratone fino al ponticello sulla sx ed entriamo sul 14D. 1 km in fantastico falso piano tecnico ed esposto a tratti a bordo Ru su alternanza di moquette, radici e prioni. Ocio Ambrogio a non finire a mollo nel Ru o peggio a sporcare di sangue il bosco sottostante :-)
Risbucati sulla poderale torniamo sui nostri passi dell’andata in discesina verso dx e ci infrattiamo poco dopo il ponte a sx sul nr 8. Rustichello e poco frequentato ma perfettamente ciclabile e pugnettabile a suon di tornantini. Fico !
A 1430 m il torrente Moriond ha spazzato via il sentiero ma l’occhio pallato dall’acido lattico puo’ facilmente intravedere sull’altra sponda il proseguo (no frecce a terra) leggermente più alto. 50 m di salitina e la ciurma si ammutolisce. Ai successivi 150 m di Portage l’ammutinamento e il linciaggio è vicino ma una provvida spettacolare cengia salva il capogita dando accesso al proseguimento della discesa. Ancora lussuria valdostana, leggermente sporca ma sempre roba di pignette e pugnette. Il morale torna alto.
Sopra la Barma il segnavia diventa 1A-1, il sentiero più veloce ma sempre piacevole. Ripassiamo da Terreblanche e con altro finale, un po’ da smanettoni, torniamo esattamente alla macchina (volendo si puo’ seguire integralmente l’1 e rientrare in leggera salita) belli freschi e barzotti.

In sintesi: Epic Ride riservato agli integralisti, fondamentalisti radicalmente ed irrecuperabilmente Ciclodisagiati ma di grandissima soddisfazione ed appagamento neuro sensoriale.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 32 km
Dislivello: 2700 m
Tempo: 11 h
Difficoltà tecnica: Molto difficile
Condizione fisica: duriZZimo

Traccia gps: BeccaNona Integrale











domenica 21 giugno 2020

Becca Conge spalla Ovest 2700 m

Itinerario di Cicloalpinismo con lungo portage e discese tecniche ed esposte.
Astenersi elettricisti.

Anello selvatico nei valloni più belli della media Valpelline: Arpisson, Verdignolaz e Verdonaz.

Start da Area Feste di Valpelline 950 m ampio parcheggio e acqua (fontana e baretto).
1100 m di ripido ma completo pedale salendo gran parte del Vallone di Arpisson su su fino all'ultimo alpeggio di Fouillou 2100 m. Già questa salita vale la giornata. Ignoriamo le sirene della Becca di Viou e con 300 m di soft Portage siamo al primo colle di giornata: Colle Fouillou 2430 m. Quota non eccelsa ma grande Bellezza bifronte. Diottrie a perdere su Bianco in lontananza, Viou N, Tete Arpisson e ormoni a mille verso il prossimo vallone di Verdignolaz.
Discesa on: 
nella miglior tradizione valdotaine si parte con tornantini da pannolone, traverso esposto e sbrioloso da chiappe strette poi via di tornantini fun e finalino in scioltezza. Fico !
Gheipride a sx lungo la già mappata discesa di Verdignolaz e cambio assetto per ciclodisagiati asociali a dx. Soft portage passando da Arpeyssau 2160 m e magnifico bivacco la Liée 2420 m (18 posti, coperte, gas e acqua). I nevai sovrastanti ci attraggono come delle calamite e in rude Portage Asburgico arriviamo alla spalla Ovest quota 2700 m della Becca Conge dove possiamo affacciarci sul vallone di Verdonaz e godere come criceti su tutto lo scibile Valpellinenz. Non si può chiedere di meglio per il panino più buono del mondo.
Discesa on:
Cresta hard core, qualche passetto in Deportage, sci nautico con bici come spinnaker sui nevai e in breve siamo di nuovo sulla retta via del 105. Colle Arpeyssaou 2494 m. Ci aspetta ora una infinita discesa fino al fondovalle. Tornantini e sentiero perfetto fino alla bella Chaz de Verdonaz poi un po' di praterie e qualche prione e siamo pronti per l'opera d'arte (fare attenzione al poco visibile ponticello su torrente da attraversare). Sentiero magistrale, panoramico, antico e generalmente ben tenuto. Incredibilmente non segnato sulle mappe ma solo sulla Bibbia regionale. Tutto orografico destro. Semplice e divertente ma con anche qualche bel tratto hard. Quando si entra nel bosco ..... che te lo dico "affare" .... moquette imperiale, tornanti, pigne e pugnette :-) Infinito e bellissimo ! Non è finita, rimane ancora l'ultimo balzo ripidissimo ma che il sentiero genialmente trasforma in divertimento. Da fare assolutamente.
Atterrati sulla strada prendiamo in salita la solita forestale per Verdignolettaz che dai suoi 1400 m ottimizza l'ultima discesa fin poco prima dell'auto su ottimo ST boschivo.

NB: ATTENZIONE in data 18-6-20 la strada del vallone di Arpisson dalla località Les Plans 1550 m è  stata chiusa per ordinanza comunale a seguito frana e smottamenti proprio sotto la Tete de Valfreide 2600. Al 20-6-20 si passa senza problemi (un solo masso sulla strada) ma un po' di movimento in alto c'era ancora. FBL.

In conclusione: immancabile Tour Cicloalp per disagiati della Vallée.


Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 27 km
Dislivello: 2200 m
Tempo: 9 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro

Traccia gps: Becca Conge W













domenica 14 giugno 2020

Mont Grand Pays 2723 m

Itinerario di Cicloalpinismo con lungo portage a tratti molto “tecnico”.
Astenersi Gaina.

Elegante Tour tardo primaverile in una delle più belle combe della Valle Centrale, quella di Dèche, con la giusta dose di disagio per l’inizio stagione.

Start già in quota dai 1420 m di Fonteil. Parcheggio ampio e acqua.
Stessa bellissima salita a zero asfalto della Becca di Viou XL http://www.ciclodisagio.com/2017/09/becca-di-viou-xl-tour.html
Ai 2400 m di Valchourda 2 min di spinta e siamo sul campo da Golf Alpino appena sotto il severo M. Faroma. Un’esplosione di colori primaverili tra fiori, erba verdissima, laghetti e residui innocui nevai.
Zero merda di vacca non essendo ancora salite ai pascoli alti. Topperia bucolica assoluta da fare in punta di piedi !
Tra un pedale e qualche spintarella raggiungiamo velocemente la cima di giornata, a torto tralasciata e poco conosciuta: Mont Grand Pays 2723 m.
Panorama totale su qualsiasi cosa: Rosa, Tsan, Cervino, Velan, Combin, Gelè … più tutte le vette a sud.

Discesa ON.
Facile e piacevole crestone da dronata perenne e in un attimo siamo al Colle de Leche 2580 m. Zo de lè nella Valle di St Barthelemy fin sotto gli alpeggi di Leche a 2293 m su bel sentiero prativo e multitraccia.
Il ST diventa poi facilissima mulattiera che costeggia la monorotaia. Encomiabile come fattura ma discesisticamente non significativa. Il contesto è però sempre e comunque bellissimo.
Atterrati su forestale a 1944 m cambiamo assetto. Breve pedale fino a poco oltre Fontin 2000 m e ci inoltriamo in altro vallone senza nome ancora più solitario.
Fanno 500 m di PSP (Portage-Spintage-Porconage) tra branchi di stambecchi e pace assoluta per arrivare al Col Collet 2508 m dove rivediamo tutta la traccia di salita e la prossima meta il Colle Cornet 2270 m dall’altra parte del Vallone. Prima però ce la scialliamo alla grande su ottimo sentiero non difficile ma divertente e iper panoramico fino di nuovo a Seyvaz 2170 m. 350 m di qualità.
Non rimane che andare a prendere la rampa di lancio del Falcon 9 degna di Cape Canaveral. 150 m missilistici ma poi “spiana” e diventa magnificamente valdostano fino al Colle tra larici, pugnette e viste brucia cornee.
Al colle conviene scendere su lato opposto su ST tecnico e risalire facilmente fino alla Croce di Fana 2210 m come fatto qui http://www.ciclodisagio.com/2017/05/croce-di-fana-e-mmary-vertical-trail.html ma cosi vi perdereste tutta la cresta
disagiata e pericolosa, sarebbe un peccato :-) NB: arrivati nel punto più alto della cresta conviene aggirare a sx con cautela, molto ripido ma senza necessità di calare le bici. FBL
Alla croce di Fana godiamo dell’ultimo meraviglioso panorama su tutta la Plaine e siamo pronti per la banana discesistica di giornata.
Sentiero noto ma sempre bello e remunerativo. Quest’anno poi troviamo anche la parte finale ben manutenuta nei pratoni riuscendo ad arrivare alla macchina tutto su sentiero. Yeah !

In sintesi: straconsigliato itinerario Cicloalp alla ricerca di mete nuove e poche conosciute.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 27 km
Dislivello: 2100 m
Tempo: 8 h
Difficoltà tecnica: Medio
Condizione fisica: Duro

Traccia gps: M. Grand Pays








sabato 30 maggio 2020

Monte Bregagno 2107 m

Itinerario di Cicloalpinismo con portage e discese tecniche.
Astenersi Tarlucchi.

Monte Bregagno uno dei balconi più spettacolari sul Lago di Como. La salita da S.Amate è nota e semplice, andiamo a provare una variante più disagiata :-)

Start da Musso 200 m piccolo parcheggio vista lago. Subito 5stelle su ciclabile raso acqua fino a Pianello del Lario.
15 km di lunghissima salita lungo inaspettatamente belli sentieri, forestali, strade secondarie e rattoni micidiali dalle pendenze imbarazzanti. Si passa da Cremia, Gallio, Noledo, Monti Zanatta. A 1100 m asfalto finisce definitivamente e comincia bellissimo sterrato, sempre impegnativo e smosso, con viste ammazzacornee sul Lago. Alla Bocchetta di S.Amate 1650 m schifiamo il Bregagnino (che darebbe facile accesso alla meta di giornata), breve pausa e zo de lè dall'Alpe Nesdale. 300 m negativi di bel sentiero nella pineta su alternanza di moquette, rolling stones e teNNicismo. Perdiamo ancora un po' di gravità su forestale comunque piacevole fino a 1100 dove cambiamo assetto (all'Alpe Erba in teoria ci sarebbe un falso traverso su sentiero ma ci sembrava ben poco frequentato). Rattoni da Space X fino a poco prima dell'Alpe Logone, un faggio monumentale impressionante e a Pianca 1200 m ricomincia la forestale per tornare in quota. Molto bella questa parte ma sempre impegnativa. Dall'Alpe di Rozzo addirittura selvaggia e aspra ma sempre ricca di acqua e molto interessante paesaggisticamente. Si pedala fino al Pizzone 1750 m dove finalmente torniamo a vedere la meta di giornata. O forse era meglio non vederla perchè sembra inarrivabile essendo protetta da una cresta frastagliata e chiaramente disagiata. Prima tappa Sasso del Cavallo 2062 m dove ci aggangiamo all'AV del Lario. Bocchetta di Rozzo 2020 m Panorama Spaziale ed Alpino. Sassi di Bellarona 2087 m FBL su canalino deportante e rrripido. Falso traversino quasi in sella ma sempre in FBL perchè la traccia è molto stretta ed è un attimo fiondarsi giù per il ripido crinale agganciando un pedale. Ultimo strappo e ci siamo. M. Bregagno 2107 m taaacc. Lago sotto i piedi e bellezze in ogni dove (a parte due bimbominkya saliti dal Bregantino in moto).

Discesa ON:
Scegliamo ancora l'anticonvenzionale e prendiamo la lunghissima cresta N. Una delle più lunghe del Lago con oltre 4 km dove sembra costantemente di tuffarsi nel Lago. Veramente spettacolare, il Venini a confronto è roba da vista tangenziale. Il sentiero si mantiene sempre interessante ed impegnativo, spesso molto ripido e su rolling stones. Molto dritto ma comunque ciclabile e divertente (tranne un brevissimo tratto di pochi metri). Sopra la Chiesetta di S.Bernardo 1100 m ci si rilassa un pochino per pratoni perchè la parte finale è ancora molto provante. Risalita al Sasso di Musso e ultimi 900 m di tratti spettacolari misti a metri di deportage, terreno inconsistente, gole, radici pietroni e disagio discesistico vario. Molto frammentato e da affrontare con calma avendo oramai i riflessi da bradipo leggermente annebbiati da quasi 3000 m di gita. Bacio di rito all'asfalto e siamo ancora una volta integri alla macchina dopo breve tragitto.

In sintesi: lunghissimo e anticonvenzionale approccio ad un classico del Lago di Como per del sano Ciclodisagio lumbard

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 40km
Dislivello: 2700 m
Tempo: 10 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Molto Duro
Traccia gps: M.Bregagno











domenica 24 maggio 2020

Cima Mezzeno Orientale 2230 m

Itinerario di Cicloalpinismo con lungo portage e discese tecniche.
Astenersi Culibiotti.
Orobie scuola di Ciclodisagio rustico e volgare. Oggi andiamo alla scoperta della Valcanale e della Valsanguigno con immancabile croce di vetta.

Start da Ardesio comodo e ampio P, 550 m.
Per evitare l'asfaltata Valcanale proviamo ad entrare dalla porta di servizio.
Subito rattoni per le frazioni Stalette, Cerete dove comincia una bella poderale che con qualche su e giu e qualche tratto di bel sentiero ci porta fino al torrente Acqualina 810 m. Ottimo inizio ! Sempre costeggiando il torrente quasi tutto in ST riusciamo, tranne qualche breve passaggio, a pedalare addirittura fino a Valcanale 1000 m ! Figus. Da Valcanale classica salita tostissima fino all'Alpe Corte 1420 m prima e al Passo Branchino 1821 m poi proprio sotto il maestoso Pizzo Arera e Corna Piana le Dolomiti Pota Pota. La salita ciclabile è veramente dura e in più bisogna investire qualche centello anche in Spintage / Portage. Al Passo assembramenti di merenderos ma panorami mozzafiato specie ora ad inizio stagione quando la neve ancora lambisce il lago e copre tutti valloni del Pizzo.
Dal Passo bella discesa da 300 m fino alle Baite di Mezzeno 1580 m con qualche passaggino teNNico. Acqua.
Cambio assetto. Prima tappa Passo della Marogella 1870 m dove lumiamo ma schifiamo la discesa ancora all'Alpe Corte (che sembra bella). Ancora Portage lungo la cresta con qualche nanometro in sella per le foto e siamo alle pendici del Monte delle Galline 2131 m. La bella croce bianca di cima è ormai in vista. Ci siamo: 2230 m. Panorama a 360 su tutto lo scibile orobico ma soprattutto sui laghi Gemelli sottostanti per ispirazioni future.

Discesa ON:
Subito cattiva fino al Passo dei Laghi Gemelli 2139 m dove ci infrattiamo a destra nel Vallone Acqualina (si chiama cosi ?). Trattasi di discesa ammazzacristiani, lenta, spesso con poca pendenza e prioni in ogni dove. Fragmentata e faticosa ma in contesto 5 stelle. Dove le rocce fanno spazio ai pratoni si tira un filo il fiato ma dietro l'angolo c'è subito la sezione hard core. Brasatura fronte e retro e siamo al ponticello di quota 1490 m.
Qui anzichè andare a prendere il classico giro dello Zulino ci facciamo irretire dalle isoipse e andiamo a prendere il 265A alto. In teoria un centello di salita e poi un bel traversone. In pratica una serie infinita ed estenuante di su e giu scarsamente ciclabile fino alle baite Campagano e a pedale tendente a zero fino al congiungimento del sentiero che sale da valle. Ovviamente farcito da Pini mughi, alberi e radici vari. #limortaccitua ! AllaBaita di mezzo inserisco il power save e lemme lemme arriviamo alla Forcella di Zulino 1750 m. Fine del disagio a meno che non ... cominci a piovere. Yeah ! Zulino bagnato zulino emozionato. Bellissima e tecnica discesa lungo tutta la Valasanguigno. Al Rifugio Gianpace 1330 m prendiamo sulla destra del torrente la meno nota discesa lungo il Sentiero della Valsanguigno. Bello bello anche vaginoso tranne una sezione a chiocciala modello saponetta. Sopra Novazza il ST diventa forestale ma comunque sempre piacevole con un ultimo richiamino wild di ST. Non rimane che il noioso trasferimento all'auto.

In sintesi: itinerario di disagio orobico per veri intenditori.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 40km
Dislivello: 2500 m
Tempo: 12 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Molto Duro
Traccia gps: Cima Mezzeno Orientale








sabato 16 maggio 2020

Punta della Croce 1975 m

Itinerario di Cicloalpinismo con portage e discese tecniche.
Astenersi Pettinabambole
Torniamo nel massicio dell'Alben, già teatro di scorribande qui Alben, con altra ottima gita dalla Valserina cuore delle Prealpi Orobiche.

Start da piccolo parcheggio della frazione Rosolo di Valserina 600 m.
Pochissimi m di asfalto e siamo subito su sterrato fino a Passoni.
Qualche bel rattone ci porta alla via Mercatorum per andare a prendere il sentiero Cornalba - Serina. Ottimo e quasi tutto pedalabile, tranne pochi metri alla volta. Da Serina forestali fino al Pian della Mussa 1300 m per il primo spuntino di giornata (chi schifa totalmente il pedale può tagliare sul 502). Da qui in poi solo sentieri fino al rifugio Casina Bianca 1407 m e Passo del Sappli 1490 m con un buon mix di monta-cala-spingi-porta (ultimi 150 m ripidi e timidamente Asburgici).
Dal Passo l'ambiente cambia e si entra finalmente in montagna vera. Praterie, pascoli e bellissime ed aspre montagne a coronare tutta la piana. Il pedale è sempre buono ma alternato a qualche spintarella fino a sfiorare i 1600 m.
Rimangono 400 m di buon Portage su sentiero ben marcato ma un poco sgarruppato dai passaggi. Al passo della Forca 1848 m lumiamo il lato Zambla e il sentiero 501 oltre alla bella cresta verso l'Alben. Oggi pero' puntiamo alla Croce. 150 m di bigolismo ripido ciclisticamente trascurabile e siamo pronti al Selfone di giornata da mandare ai ciucciamanuber in tutina.
Bellissima cima, panoramica e orgogliosamente Pota Pota.

Discesa ON
Solo micropassaggi fino al colle della Forca ma poi 100% ciclabile.
Discesa didattica tipicamente Orobica. Rustica fino alle Casere con un po' di rolling stones poi teNNicismo totale fino a Cornalba. La traccia riporta breve deviazione sbagliata causa diluvio, basta seguire la teleferica come direzione. Entrati nel bosco il sentiero costeggia il torrente Ola attraversandolo più volte, si mantiene sempre perfettamente tracciato ma roccioso e generalmente lento pur non avendo mai pendenze importanti. Molto impegnativo e lungo. Si arriva a Cornalba sul brasato andante ma con una tacca di esperienza in più.
Facili forestali, secondarie e qualche breve ST ci riportano alla macchina.

In sintesi: itinerario consigliato, a due passi dalla Cotolettaland ma con tutti i crismi per una bella giornata in montagna.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 26 km
Dislivello: 1700 m
Tempo: 8 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Medio
Traccia gps: Punta della Croce