sabato 6 settembre 2025

Val Cairasca - Forca di Aurona 2685m e Pizzo Valgrande 2529m

Start da Ponte Campo 1320 m e solita salita tostissima ma pedalabile che porta alla conca dell'alpe Veglia 1720 m.
Da qui vista a ovest sul monte Leone 3552 m, a nord sulla punta del Rebbio 3193 m ed a est il pizzo Moro 2943 m. Attraversata la piana si prende a sinistra e si pedala ancora per un breve tratto verso i pascoli di Aurona, si spinge in relax fino a sotto la ex casermetta di finanza 2140 m, si spalla per un breve tratto poi si ricomincia a spingere e si arriva al bivio 2200 m per la prima cima di oggi: il tutto sempre accompagnati dalla magnifica vista della parete nord del monte Leone e del suo ghiacciaio. Verso ovest si intravede il sentiero F28 che attraversa il sentiero glaciologico di quello che tempo fa era il ghiacciaio di Aurona e che portava all'omonima bocchetta : sembra che ormai non sia piu' consigliato percorrerlo. Peccato, gia' pregustavo un altro giro ad anello che prevedeva la salita alla punta di Terrarossa 3246 m. Dal bivio si percorrono in facile spinta/porta i 500m d+ fino alla forca di Aurona 2685m: affaccio lato svizzero altrettanto spettacolare , si scorge una discesa molto interessante verso Rothwald. La nostra discesa lato italiano e' veramente tosta: primi 10 metri li lasciamo agli stambecchi, poi si comincia con una vertigine di tornantismo a gomito, poco spazio per nose-pressare, buona aderenza, discreta verticalita' ed esposizione.
400 metri di discesa di disagio doc, poi si placa un poco ma siamo sempre in modalita' fbl. Assolutamente consigliato anche ai disagiati piu' esigenti. Dal bivio precedente risaliamo brevemente fino ad incrociare il sentiero che ci porta al bucolico lago delle Streghe 1840 m: prima parte soft su ottima e panoramica traccia tra pascoli, seconda parte su stupenda chiocciola verticale boschiva. Dal lago si riprende a salire bici in spalla: inizialmente sempre nel bosco, poi si apre, ci accompagna di nuovo sopra la testa la parete est del monte Leone e all'orizzonte si vede la nostra seconda cima della giornata. La pendenza diminuisce gradatamente, si attraversa una pietraia e si ricomincia a pedalare. Ambiente fantastico, arriviamo al lago d'Avino 2240 m. Si scende di qualche metro su sentiero attrezzato, si attraversa la diga e si riprende a salire in spintage relax con alle spalle un magnifico anfiteatro composto nell'ordine dal pizzo Forato 2666 m, dalla punta Valgrande 2856 m, dal pizzo Fne' 2933 m, dal pizzo d'Avino 2880 m e dall'ancora piu' imponente (visto da qui) monte Leone con il sottostante lago. Topperia. In breve si giunge al pizzo Valgrande 2529 m. Ai suoi piedi la val Cairasca, verso sud il monte Teggiolo 2385 m. Scendiamo da dove siamo saliti, inizialmente breve tratto su morena da affrontare con molta attenzione, si sta in equilibrio a fatica, poi su facile pratone, si risale brevemente dopo la diga e si prende la discesa direzione Cianciavero. Purtoppo si rivela immediatamente una delusione: potenzialmente un bel vertical di tornanti, in realta' sembra un sentiero in stato di semi abbandono, infestato dalla vegetazione. Rododendri, mirtilli e piccoli pini coprono pietre insidiose e impediscono di scendere in modo fluido. Si contano sulle dita di una mano i tornanti portati a casa. Peccato, tocchera' tracciare altro giro per testare la discesa dal passo del Croso 😄 Terminati i tornanti la situazione migliora, si scende su divertente sentiero boschivo a ostacoli misto terra/pietre/radici, sosta obbligatoria alle marmitte dei giganti, si raggiunge Cianciavero e poi giù alla macchina per la gippabile percorsa in salita.

In conclusione: un tour completo con paesaggi veramente stupendi anche se ad altezze relativamente basse.

Distanza: 26 km
Dislivello: 2100 m
Tempo: 10 h
Traccia Gps: Aurona Valgrande





























venerdì 5 settembre 2025

M.Giusalet 3313 m + Cime de Bard 3168 m

La città di Susa è dominata non solo dal ben noto Rocciamelone 3500 m ma anche dal M.Giusalet 3300 m dove "stranamente" nessuno ha mai appoggiato le ruote grasse. Nduma vidé, nè !

Start drammaticamente tardo da Novalesa 810 m, parcheggio senza problemi.
Pedale quasi asociale fino a Moncenisio 1430 m, breve asfalto e sentiero dei frati per Bar Cenisio.
Ottimo sterrato / mulattiera con qualche spintarella ogni tanto e si arriva a Grange Marzo 2000 m con panorama già notevole sulla valle. Da qui forse sarebbe meglio seguire le indicazioni per rifugio Avanzà dal vallone della Vecchia con promettente mulattiera ma ero incuriosito dal sentiero balcone sulla Val Clarea. E così, aggirando la Punta Mulatera su ottimo sentiero assolato si perde un filo di quota e si percorre il sentiero militare per il passo Avanzà e subito dopo il rifugio. Pedale solo timido ma gran viste verso Niblè - Ambin (ocio all'esposizione in alcuni brevi tratti). 2570 m ultima acqua.

L'amico Giusalet è lì ad un tiro di schioppo e in 2 ore teoriche dovrebbe essere flaggato. Sentiero inizialmente lissio e facile poi sopra il bellissimo lago della Vecchia troviamo breve e scomoda pietraia. Sui 2800 torna ben semplice e quasi auspicabile per eventuale discesa ma dai 3000 diventa ripidissimo e molto faticoso con frequente uso delle mani per risalire il canale detritico. Ultimo castelletto si aggira sulla sx dopo aver costeggiato la parete rocciosa. Ocio ad un paio di gradoni che da soli e con la biga in groppa e magari ghiaccetto o bagnato non sono proprio simpaticissimi.

3313 m, cima ! Giusalet
Ora tarda, freddo autunnale e ignoto impongono sosta brevissima ma il panorama a 360 è veramente spaziale e meritevole delle 6-7 ore di salita.

Tutto il plateau sommitale è marziano e inizialmente perfettamente ciclabile su sfasciumi fini (non tralasciare il cimotto senza nome di quasi pari quota). Seguendo tacche rosse e ometti ci si arrangia poi tra balze discontinue dove molto conta la linea da azzeccare per rimanere in sella più a lungo (il ghiaccio oggi non aiutava). Timbrata anche la Cime de Bard 3168 m si prosegue facilmente fino ai 3000 m dove compare un signore con falce. E' l'Angelo della Morte, custode della peggior pietraia auspicabile. Quasi 300 m di Deportage tossico e faticosissimo con solo 50 m di perculata ciclabile breve ed illusoria. Disagio ai massimi livelli !

Giunti finalmente al bivacco Piero Vacca (acqua) ci meritiamo l'ultima barretta per affrontare il vero regalo di giornata. Sentiero bellissimo e ottimamente tracciato in un versante complesso e ripido. Opera d'arte tra innumerevoli stambecchi ! Inizialmente si galleggia su rolling stones poi fondo più scorrevole ma sempre d'impegno tecnico con tornanti a gogo. Diversi passaggi puntuali trialistici meriterebbero più riguardo ma il tempo stringe. Tra un nose e l'altro le difficoltà vanno via via riducendosi fino ad un bel finale scorrevole ma sempre guidato fino al lago d'Arpon. Top !
Non rilassatevi troppo perchè il livello di tossicità non è ancora finito. I prossimi 200 metri infatti precipitano su Fondo Bar su sentiero EEA. A parte qualche metro è teoricamente mortalmente ciclabile da qualche alieno, io oggi ho salvato l'onore sui tornantini più stretti e lasciato i gradoni troppo ripidi e rocciosi ai giovani kamikaze che seguiranno a frotte questo itinerario 😇😇

Luci ON nel fitto bosco e finalissimo da Scimmia (easy) e Stressante (bello cazzutello a tratti).

In conclusione: itinerario estremamente faticoso e fuori dagli schemi anche per i normalmente disagiati ma una grande avventura arricchita da ambiente marziano e discesa dal Bivacco di assoluto rilievo.

Distanza: 34 km
Dislivello: 2700 m
Tempo: 11 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Durissimo+
Traccia Gps: M.Giusalet 3300 m












sabato 23 agosto 2025

Punta Tersiva 3513 m da Cogne

Punta Tersiva 3513 m, merita itinerario classico da Cogne e non solo da Druges come fatto qualche anno fa qui con Phoebe: Tersiva da Druges.

Start merenderos da Gimillan 1750 m, pochi parcheggi.
La logica e la noia direbbero di salire dal vallone Urtier ma se provate dal Grauson non vi pentirete.
Praticamente tutto contromano rispetto all'iper noto Invergneux fino ai ruderi Ervelleires 2520 m, pedale e spintarelle fino al cimento finale da poco dopo il Bivacco Murgia 2850 m.
Fortunatamente il sentiero è stato sistemato dopo i disastri alluvionali e non ci sono problemi fino in cima.
Solo fatica e forza di volontà. "Ecco tua Madre" la Madonna saluta i disagiati ai 3513 m della vetta.

Discesa ON: fino al dente prima e poco dopo il colle è "umano" anche se a chiappe strettissime. Le penalità zero sono possibili ma aliene e registrate in carta bollata al comune di Cogne ufficio hyper tecnico. Dal Bivacco in poi tutto liSSio.
Non vorrete già tornare a valle vero ? Taka zü verso il Rifugio e andiamo a vedere i laghi di Lussert dove ci fermiamo al secondo di quota 2800 m e lasciamo l'Alieno andare a certificare pure il Colle des Laures 3050 m (mappato qui punta-di-leppe-3305-m-dai-laghi-laures)
Rientro noto ma molto tecnico inizialmente poi normale amministrazione ma sempre divertente.
Bon, siamo praticamente a Gimillan sani e salvi. Può bastare ? Stiamo scherzando ? Manca ancora la bonus track alla Golden Hour.
Risalitina, tornantini dell'aMMore che valgono la giornata, ancora spintarelle e super finale su Epinel per il sentiero diretto. Moquette Imperiale e pugnette a volontà ma attenzione a 2 tornantini della morte e al sentiero strettissimo ed esposto in vari punti da passare millimetricamente e con prudenza.

Degno finale per l'ancella della Vda, la Regina la rifacciamo domani.


Distanza: 40 km
Dislivello: 2400 m
Tempo: 11 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Durissimo
Traccia Gps: Tersiva 3500 da Cogne








venerdì 22 agosto 2025

Aiguille d'Artanavaz 3069 m da Crevacol

Panoramicissimo 3000 già smarcato in loop da Planaval, oggi gli facciamo visita da Crevacol.

Start comodo da Crevacol 1650 m presso parcheggi enormi impianti invernali.
Poderale da 400 giusto per dire che abbiamo i pedali e spingi/porta fino al Col Serena 2550 m. Beddu.
Discesina stitica da 200 e ancora pedalino di trasferimento come fatto qui: Aiguille d'Artanavaz 3069 m GT
Disagio avanzato alla fine del pianoro dopo Bonalex e siamo ancora sulla luna. Ultimo estetico Portage e l'Aiguille ci regala una vista mozzafiato su tutto lo scibile Bianco oggi in gran forma con cielo cobalto.

Baci e abbracci e zö de lè !

Tutto certificato 100% ciclabile compreso il tratto a fianco del torrente, se non siete capaci o siete nati sulla terra state a casa.

Stessa cosa per lo scapicollo da Bonalex al pianoro di Planaval 1750 m.
Ripido, stretto ed esposto con scalini della morte. 1 solo tornante è rimasto irrisolto anche dal Camoscio a Rotelle. Si attendono aggiornamenti da oltralpe.

Morti ? Si. Bene, acqua in abbondanza e si risale "comodamente" al col Serena. Meglio rapportino da frullatore altrimenti le gambe si rifiuteranno di spingere il 30-52 e i tratti più ripidi saranno a spinta. Vabbuoh. Golden hour e veloce rientro a Crevacol tra scogli fissi, merda di vacca e torelli sul sentiero.

Inutile dire che anche il tratto roccioso e franato è tutto "easy".

Brasati ma contenti si giunge alla macchina un filo preoccupati per la Tersiva di domani.

Marooo !

Distanza: 30 km
Dislivello: 2500 m
Tempo: 9 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro
Traccia Gps: Aig Artanavaz 3000

















martedì 19 agosto 2025

Becca di Viou 2856 m N - Mont Mary 2814 m S

Grandissima giornata di trail super tecnici sulle montagne che sovrastano la città di Aosta.

Start comodo da Blavy 1480 m ma la strada di accesso in auto è piuttosto infame.

Solito pedale fino all'immerdato alpeggio di Viou 2100 m e "comodo" spingi/porta fino in cima alla Becca passando dal Col de ... Viou ovviamente. Meteo un pò loffio ma gran panorama !

Si torna al colle giocando sui roccioni dove finalmente esploriamo il lato N che manca da troppo tempo nella Bibbia ma le indiscrezioni dell'amico Pascal lo danno come ottimo. E così è. 600 m di altissima qualità con sentiero in ordine e panorami follia passando dal lago d'Arpisson 2490 m ancora parzialmente innevato. La discesa è certificata 100% dall'alieno PJ inclusa breve pietraia instabile ma anche i normodotati al più fanno solo qualche passetto a piedi e godono. Oggi terreno secco e poco grip alzano le difficoltà e l'attenzione richiesta ma il tracciato è meraviglioso e ingegnoso, probabilmente recentement ristrutturato. Finale sulla piana dell'Alpe Nuova tutta guidata a chiocciola. Se ne avete basta potete chiudere l'anello circumnavigando la Becca oppure resettare e risalire da dove si è scesi ! Una bella mazzata da 700 di Portage ripido e faticoso ma dolcissimo tra i mirtilli. Dal Colle -> cresta (anche questo tratto di sentiero mi sembra di recente restauro) e Mont Mary 2814 m.

Da qui è tutto ben noto e certificato 100% ciclabile ma sempre molto molto difficile nella parte alta con pietraie trabocchetto che mi costano mezza costola. Si rientra a Blavy più umanamente (gran pulizia di alberi a terra è stata fatta, bravi) giusto in tempo per evitare il diluvio (3bmeteo, voto 10).

In conclusione: girone tecnico e di grande soddisfazione in ambienti inaspettati a due passi dalla città. Si ma ... ocio !


Distanza: 22 km
Dislivello: 2100 m
Tempo: 8 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile +
Condizione fisica: Difficile
Traccia Gps: Viou N - Mary


















sabato 16 agosto 2025

Valle di Viu' - Col Sulè 3072 m

Valle di Viu' - Col Sule' 3072m

Start da Usseglio 1260m, si imbocca la lunga strada comunale castello che , con pendenza regolare , dopo circa 11 km ci porta al Lago dietro la Torre (2360m) . Si pedala ancora per circa 1 km e si prende a sinistra il 122a . Facile e panoramico spintage fino al Lago della Rossa (2720m) , acqua alla fine della diga verso il bivacco San Camillo. Prendiamo a sinistra , costeggiamo il lago e iniziamo a salire su ottima traccia in mezzo a rocce e sfasciumi fino al Colle Altare (2908m) . La discesa parte bene , inizialmente ciclabile , poi peggiora costringendoci ad alcuni tratti a piedi , per poi precipitare in una clamorosa frana . Arrivati nei pressi del lago Perciaval sup. (2760m) la situazione migliora in ciclabilita' ma il sentiero rimane molto impegnativo . Il colpo d'occhio sulla valle sottostante e' notevole , man mano che si scende la ciclabilita' migliora e si arriva indenni al rifugio Cibrario (2616m , acqua) . Pausa pranzo , scambiamo volentieri quattro chiacchiere con i simpatici gestori del rifugio e ripartiamo verso la nostra meta . Si attraversa il Pian Sabiunin , si taglia su un piccolo nevaio residuo ed e' subito portage duro. Il sentiero e' ben marcato , in parecchi punti molto verticale e abbasta franoso ma non esagaratamente esposto . Salendo migliora progressivamente , fino a trasformarsi in un falsopiano attorno ai 2900m . Da qui lungo e piacevole spintage fino all'anonimo col Sule' (3072m) . Vista un po risicata sulle cime circostanti causa annuvolamento , giriamo i tacchi e riscendiamo da dove siamo saliti . Ottima ciclabilit‡ tra rocce e sfasciumi fino ai 2900 , poi precipita , inizialmente con godurioso tornantismo , da meta' in poi difficilizzimo stare in sella a parte qualche sporadico tratto . Nel complesso comunque una discesa esaltante . Si ritorna al rifugio e si prende lo stupendo sentiero 118 gi‡ descritto dal titolare nel tour della Punta Croce Rossa. Arrivati alle fontane della Lera (2000m) pero' tagliamo in direzione alpe Barnas per ispezionare il 120 che si rivela una piacevole sorpresa : prosegue come in precedenza , poi si attraversa una parte della vecchia decauville e infine diventa boschivo ma sempre impegnativo. Arrivati all'alpe
Barnas (1540m) si riprende il bitume in discesa fino al termine.

2250 metri D+

10 ore

Traccia gpx: Col Sulè































mercoledì 13 agosto 2025

Gran Cima 3025 m

Gran Cima, un nome un programma.
E' ora di smarcarla e testare il livello di disagio con traversata inedita dal Corno Vitello.

Start difficilissimo da Brusson 1380 m, tutto a pagamento, ho trovato poco prima di Extrepieraz.
Salita da maldiculo principalmente su bitume oggi, tanto per cambiare e velocizzare, fino a Estoul 1880 m.
Poi soliti rattoni fino al rifugio Arp 2420 m dove i merenderos stremati dai motorini elettrici si abbandonano alla meritata polenta. Da qui in poi asocialità quasi completa.
Elegantissimo Portage fino al colletto 2768 m passando dai laghi di Valfredda e a seguire crestone per il Corno Vitello. Meteo butta malino con quegli invidiosi della Valsesia che soffiano nuvoloni dalla Lys.
Passato il bivio per la cima gli ometti quasi spariscono ma la direzione è chiara. Di là -> !
Dopo l'assaggio di disagio su pietraia infame i boccioni finiscono e si pedala irrealmente sulla luna fatta di lastroni di pietra perfettamente levigati. Ho perso leggermente quota e poi risalito comodamente a pedale fino al colletto senza nome targato 2895 m. Molto bello assai ++.
La Gran Cima è solo un centello più sopra. Ben segnalata da timidissima traccia e nanometti.
3025 m ! L'ultimo sole mi regala un panorama spaziale a 360 con l'amica Testa Grigia a fare l'occhiolino.
Foto social e comincia a gocciolare, vabbuoh. Zö de lè !
A parte due passetti a piedi e un paio di pannoloni si torna al colletto e si scende oltre senza penalità. Il vicino Monte Perrin 2974 m era in programma ma le secchiate d'acqua vanno aumentando, dovrà aspettare. Come previsto ci si infila in un canale del Disagio di sfasciumi enormi e instabili e per 150 m bisogna fare attenzione ai piedini. Fortuna comincia a grandinare :-)
Passata la pietraia si bacia il ricomparso sentiero e in un attimo siamo al lago Perrin 2650 m.
Il sentiero verso Cuneaz lo avevo già percorso molti anni fa e me lo ricordavo difficile ma oggi è proprio incazzato. Più scavato, gradonato e vaginoso: livello a fondo scala. Una fatica notevole e giocoforza qualche penalità per sopravvivere va giocata. Marooo !
Relax zona Cuneaz, trasferimento di qualità a Mascognaz e gran finale della morte su Champoluc.
Sentiero anche lui molto molto difficile e quest'anno ancora più impestato da più radici affioranti.
Atterrati in paese si contano i denti rimasti.
Ultimissimo spostamento con richiamino a Reoulaz 1750 m e torniamo all'auto su moquettina e pignette assassine.

In conclusione: Gran Cima, Gran Tour. Solo per operatori del settore.

Distanza: 42 km
Dislivello: 2300 m
Tempo: 8 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile +
Condizione fisica: Difficile
Traccia Gps: Gran Cima




Vista sui laghi di Valfredda

Facile crestone x il Vitello

Perrin e Gran Cima


Prima o poi ...

Lunare traversata

Laghi Pinter e Testa Grigia


Vale la pena arrivare fino alla estremità della ampia cima

Rimandato

Disagio in vista

Comodo

Poser 1

Poser 2