domenica 7 giugno 2026

M. Palon 2965 m

Se dici Susa ad un Ciclodisagiato dici Rocciamelone, ma il Palon ? E' lì in bella vista sin dall'autostrada. Tocca andare a vedere.

Start da Susa daun taun 500 m.

Pedale infinito e spaccaculo con un paio di tagli forestali fino al Trucco 1700 m e poi ancora con qualche discesina fino all'Alpe Arcella 2000 m (dove poco prima ritroviamo il buon Fabio già di ritorno dal Rocciamelone !).
Bon, fine. Si taka zu su evidente sentiero fino al bivio dei 2170 m per la Capanna Ravetto dove parte la lunghissima cresta che ci conduce in cima. Non ci sono passaggi difficili ma solo sudore e panorami (per il momento). Ultimi 100 m sempre semplici ma ripidiZZimi.

Croce, 2965 m !
Panorama teorico Top con il lago Malciaussia sotto i piedi ma oggi limitato dalle nebbie incombenti anche se nuvole scenografiche valorizzano quel poco che si vede.
La cosa più logica sarebbe, vista la bella cresta ben ciclabile appena collaudata, tornare dalla via di salita ma invece senza troppo pensarci ci lanciamo verso il Colle Croce di Ferro 2558 m su versante opposto. Si parte molto bene ma purtroppo le nebbie ci avvolgono ora completamente rendendo la visibilità modello novembre padano e quindi difficile prenderere confidenza con solo 2-3 m di sentiero appena visibile. Comunque sia a parte 2 o 3 puntualissimi passaggi fattibili solo dagli alieni si viaggia bene con navigazione strumentale IFR. Peccato.

Qualche innocuo nevaio sotto la Capanna e poi traverso a tratti esposto e quasi completamente NC-NR (circa 1000 m lineari). Verso i 2300 m finalmente si punta decisamente a valle con una notevole serie di tornanti fino a Balma Balmafol 1940 m. Non troppo difficili di per sè ma su fondo "bagnacauda" con rolling stones e pietroni vari. Molto fisico con continue correzioni di traiettoria. A Balmafol il fondo peggiora ulteriormente con solo più ortiche e merda di capra inizialmente e poi sempre fondo sporco ma su sentiero comunque interessante. Al tornante dei 1350 m deviamo su veloce forestale per poi risalire a spinta ad un colletto senza nome. Qui si entra in Vietnam dove il potenzialmente bel sentiero è completamente invaso dalla vegetazione. L'avete voluto il Disagio ? Eh mo' dovete soffrire. Si scende leggermente, si risale a colpi di machete e siamo pronti per la discesa. I prossimi 400 m sono interessanti e sanguinosi ma al limite della percorrenza. Atterrati a Campobenello improvvisamente il bellissimo e a tratti tecnico sentiero ci sembra una ciclabile del Villoresi: visibilità e niente coltellate negli stinchi, maroo! Bello e divertente.

Si rientra al solito in città per Foresto e la sua provvidenziale fontanella.

In conclusione: giudizio parzialmente sospeso a causa delle condizioni al limite ma rivedendolo anche solo con a/r potrebbe diventare appetibile per i non estremisti del disagio.

Distanza: 50 km
Dislivello: 2900 m
Tempo: 10 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: Molto Duro
Traccia gps: M. Palon 2965 m



























lunedì 1 giugno 2026

Val Vigezzo - Monte Loccia di Peve (2127m)

Oggi riprendiamo e allunghiamo il tour abortito lo scorso anno .

Start da Masera (300m), salita su asfalto a zero traffico e medie pendenze fino alla stupenda alpe Pescia (1420m) . Tonificante spintage , prima boschivo , poi su pratone e infine vertical per arrivare alla Croce di Rovareccio (1760m) . Breve pedale poi di nuovo in spinta su cresta e si arriva al monte Alom (2011m) . Perdiamo un po' di quota e con un ultimo sforzo (breve tratto di cresta piu' complicato ma aggirato su ottima traccia) siamo al monte Loccia di Peve (2127m).
Panorama a 360 gradi spettacolare , si raggiungono tutte le cime dell'Ossola , posizione privilegiata sul Pizzo La Scheggia (2466m) . Pranzo e si scende : si parte con un suggestivo vertical e si arriva al passo della Margina (1979m) . Si scarta a destra e si raggiunge l'alpe Buriale (1890m) . Da qui fino all'ingresso del bosco (ai 1550m circa) parte un sentiero incredibilmente bello e tecnico , da chiappe strette , si viaggia su sentiero largo una spanna in ottimo stato . Passiamo di continuo da tratti relativamente semplici a tratti molto esposti . Gli attraversamenti dei torrentini sono piu' problematici perche' in pessimo stato e obbligano all'appiedamento , ma sono tratti brevissimi . Fin qua una discesa top . Poi inizia una fase boschiva piu' soft , sentiero con leggero fogliame e sempre ben visibile , si continua per un breve tratto con un saliscendi , infine giu' di nuovo su divertente single track . Arrivati sopra Piodabella (1150m) il sentiero improvvisamente diventa quasi in stato di abbandono , qualche tratto invaso da vegetazione e qualche albero caduto . Al belvedere (1080m) troviamo i lavori di ampliamento di una gippabile e raggiungiamo Albogno (1000m) . Proseguiamo in discesa su divertente single track boschivo (qualche passaggio interessante tra rocce) fino a Coimo (800m) , poi sempre su larga gippabile fino a Mozzio (740m) . In localita' il Maglio parte un bellissimo rue col quale avrei dovuto raggiungere Paiesco (e' la Via del Mercato) ma informazioni giunte la settimana prima mi hanno comunicato che piu' avanti il sentiero è franato e in stato di abbandono (un amico e' sceso dall' Alom con il sentiero M05 che passa dall'alpe Valendra e anche questo e' da evitare) . Non rimane che terminare su noioso sterrato attraversando il ponte a sinistra prima della galleria , arrivare a Verigo e rientrare a Masera . Tour consigliato con temperature piu' miti , bellissimo il tratto in cresta che porta alla cima di giornata e discesa selvaggia sporcata solo nel finale.


2100 metri D+
8 ore
31km
Traccia: Loccia di Peve