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sabato 1 agosto 2026

Monte Pinter 3132 m: the dark side of Testa Grigia

Sin dal 2018 la Testa Grigia è e rimane uno degli itinerari tecnicamente più esigenti di tutta la Bibbia del Ciclodisagio. Rimaneva "l'ultimo grande problema" da risolvere: esplorare il suo Dark Side !
Poche e non incoraggianti le info disponibili, ovviamente zero mtb.

Start da Champoluc 1550 m, poco parcheggio in alta stagione.
Tutta la salita è in comune al vecchio itinerario Testa Grigia che rappresenta sempre il miglior modo per tagliare fuori quasi interamente impianti e merenderos almeno fino ai laghi Pinter. Quindi ottimo pedale panoramico nel Vallone di Mascognaz fino ai 2300 m e soft portage attraverso il Colle Perrin 2644 m e Pinter 2777 m.
Dal colle gli escursionisti aumentano parecchio, almeno ad agosto, ma devo dire ho incontrato solo persone gentilissime e curiose alla faccia delle tigri terrapiattiste da tastiera che spesso criticano le mtb.
Molto bene, ultimi 350 m di Portage d'autore ed oggi ci fermiamo al M. Pinter 3132 m (bivacco molto frequentato, difficile trovare posto). Paninetto più loffio del mondo e siamo pronti.

Il segnavia è 10C. Partenza hard core con bel gradone e tornantino della morte. Tutti gli escursionisti improvvisamente spariscono. Il sentiero si mantiene sempre evidente e facile da seguire. Gli appiedamenti sono numerosi ma sempre di pochi passi nonostante l'ambiente inospitale e la pietraia da attraversare. Non mancano i passaggi difficili e tecnici ma in generale meno estremi e pericolosi della variante classica. Si traversa verso la barra rocciosa del M.Tijaz e si scende per la linea di minor pendenza. Affollamento di stambecchi e ambiente fantastico. Verso i 2850 m chiappe strette per fondo sbrisolone solo mitigato dalla pioggia della notte e forte pendenza. Ocio ! Poco dopo la grande pietraia termina e il fondo diventa "erbivoro" e più amichevole con continuità totale. Sentiero Alpino con la A maiuscola, lussuoso e lussurioso che manca il bacio accademico solo per qualche tratto un pò scavato. A 2570 m si trovano 20 metri di Deportage attrezzati con provvidenziale fune metallica ma senza problemi di sorca anche faccia a valle. Ancora qualche bel tornatino e ai 2250 m ci si ricongiunge al sentiero 10 del Rothorn che ci aviolancia fino a valle. Sempre moolto tecnico, ripido, tortuoso, stretto, radici assassine ... insomma tutto ciò che serve per prosciugare anima e corpo.

Atterrati a La Trinité bidet rigenerante, pastiglietta blue e si riparte. 1000 metri di pedale assassino mancano ancora per rientrare in Ayas attraverso la pessima Bettaforca (alternativa Colle Rothorn). Cadenza 10 RPM, Power Saving On e ci siamo. 2672 m di degrado. Sentierino sotto la seggiovia con qualche bella curvetta poi all'osceno lago artificiale conviene tenere la sx anzichè proseguire per sterrata in modo da aggiungere un centello di ST prima del Rifugio Frachey.
Mascella ? Presente. Costole ? Presenti. Scapola, omero, radio, ulna ... Contate bene le ossa perchè a Saint Jacques potrebbe mancarne qualcuna. 400 m di sentiero a chiocciola con rocce, prioni, scogli a punta e fondo a tratti improvvisi scivoloso faranno di tutto per limare via quello che rimane della carcassa.
Marooo che finale !
Finale ? chi ha detto finale, non si butta via niente. Si risale verso Rovinale per prendere la lussuria moquettata che scende dal Ru Courtod fino a Frachey. Adooro !
Relax lungofiume e senza neanche togliere i preservativi si risale ancora sulla regionale fino a Palouettaz 1700 m. Ultimi 250 m di ST dell'AMMore e chiudiamo l'anello di giornata.
Oh, mai una volta che arrivo alla macchina prima delle 20.30, TOP !

In conclusione: girone alternativo e selettivo ma consigliato se siete sopravvissuti all'itinerario classico.

Distanza: 44 km
Dislivello: 3000 m
Tempo: 12 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Durissimo
Traccia GPS: M.Pinter: dark side Testa Grigia




se avete tempo anche una capatina alla Testa, è lì a due passi

vista a ritroso poco prima dell'ex bivacco

piano che c'è traffico

del bivacco è rimasta solo la panchina panoramica

Ambiente e sentiero TOP

Panorama dal Bivacco Lateltin

Va che bell'uomo !

Non illudetevi :-)

Sguardo a ritroso, attraente no ?

Laghi Pinter

bip bip

tutto liSSio ... insomma :-)





sabato 29 novembre 2025

Colle Marmontana 2358 m

Siamo al 29 novembre in alta valle sono arrivate metrate di neve e sulle classiche scialpinistiche, tipo Flassin, ci saranno centinaia di assatanati ma nella Valle del Lys non lo sanno ed è ancora tempo di disagio estivo con braghette, caldazza e solitudine assoluta.

Start da collaudato ampio parcheggio di Fontainemore 770 m. Subito doppia cifra e spintarelle fino alla strada per Coumarial poi pedale sciallo fino ai 1240 m dove prendiamo per il lago Vargno 1690 m.
Rispetto ai ricordi del 2019 I 216 tornanti della Vecchia la forestale è notevolmente migliorata, addirittura a lungo asfaltata, ma le rampe missilistiche prima e dopo il lago rimangono. Oggi restiamo al sole e raggiungiamo il bellissimo Rifugio Barma 2040 m in a/r per l'AV al bivio dei 1960 m (altrimenti in estate meglio un anello dai laghetti Lei). C'è anche tempo per del sano bigolage al laghetto superiore che è gelato e spolverato di bianco quindi perfettamente ciclabile 😄. Si ritorna sulla strada di salita con ottimo traversone discendente (qualche spintarella sulle brevi pietraie) e diversi tratti molto tecnici (oggi con cautela perchè leggermente imbiancati essendo parzialmente all'ombra). Cambio assetto e si continua per rattoni fino ai 2130 m dove finalmente la bici si riposa. 300 m scarsi di nobile Portage e siamo al colle: 2358 m.

Sole meraviglioso e caldo, affaccio bifronte verso i 4000 da una parte e tutto il vallone di salita dall'altro. La cima di Marmontana è li a 50 m ma in ombra e poco attraente cosi preferisco rosolarmi con il toast più bruciato del mondo, caricare le batterie e lumare ancora del lavoro da mappare in zona. Tops !

Discesa ON: bellissima ! tutta tornanti ottimamente tracciati dove schiacciare il naso a ripetizione e godersi ogni metro su fondo perfetto già di suo e oggi in condizioni estive. Marooo !
Dalle baite la parola d'ordine è 1B, tutto da scoprire e mai percorso da nessun disagiato. Tutto io devo fare qui ....
Inizialmente poco promettente, poco o niente ciclabile e con vegetazione di mughi a tratti fastidiosa. Svoltato l'angolo .... Bingo ! Sentiero perfetto su versante assolato e altrimenti totalmente inospitale. Ripido e selvaggio. ST capolavoro che taglia tutto il pendio praticamente sempre perfettamente pedalabile e a piombo sul fondovalle. Roba da patrimonio dell'umanità per la quale è già partita la raccolta firme.
Atterrati a Pré Damon l'incantesimo si interrompe e il sentiero via via va deteriorandosi. Sotto i 1600 lo avevamo già percorso qui M. Prial 2400 m ma purtroppo ora è molto più sporco e con qualche albero a terra. C'è ancora modo di dilettarsi ma la modalità deve essere su "cinghiale". L'arrivo a Farettaz 1120 m è sempre ... atletico ma una chiamata preventiva all'amico dentista è consigliabile soprattutto per il gran finale su mulattiera di scogli e castagni scarligamerlüss.
Atterriamo sani ma brasati alla macchina con 0 trasferimento, cambio mutande e a casa.

In conclusione: Gran Tour da leccarsi gli alluci a fine novembre e di stimolo per ulteriori scorribande ancora da mappare.

Distanza: 25,5 km
Dislivello: 1900 m
Tempo: 7 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro
Traccia Gps: Colle Marmontana 2358 m





























sabato 18 ottobre 2025

Corno del Camoscio 3024 m - Corno Rosso 3022 m + bonus track

Doppietta di 3k Camoscio + Rosso, Valle del Lys. Ultima chiamata del 2025.

Start impronunciabile qualche km dopo Gressoney Saint Jean da parcheggino tattico, 1530 m.
Subito piacevole sterrato fino a La Trinité e trasferimento bordo fiume per Staffal.
Ai 1930 m cominciano le solite note rampe, feroci ed assassine ma con gamba fresca del mattino e spirito suicida si pedalano praticamente tutte. Verso il Gabiet 2300 m si può fiatare ma subito dopo si ricomincia con solo qualche piccola pausa. Per arrivare al Passo dei Salati 2980 m meglio alternare con qualche decisa spintarella. Si risale praticamente tutta la pista di servizio proprio sotto gli impianti ma al 18.10 tutto tace, non c'è anima viva in giro e tutto sommato non è male.
Dal passo il Corno del Camoscio è proprio una formalità da 100 m anche se la neve di oggi aggiunge un pizzico di disagio in più. 3024 m, bandiera tricolore e panorama stupendo a 360 con Piramide Vincent e Lyskam attori principali.
La discesa al Col d'Olen 2880 m è molto bella, non troppo tecnica tranne 1 solo passaggio.
Dal colle diventa più semplice fino ad incrociare le piste. Un taglio buono ed andiamo a prendere la risalita verso la seconda cima di giornata purtroppo per pratoni delle piste da sci.
2580 m, cambio assetto e via di Portage. Ai 2790 m anzichè proseguire fino al Passo di Zube seguiamo ottimi ometti che tutto su sfasciumi ci guidano fin sotto la caratteristica cima dominata da una specie di enorme masso proprio in cima. Tra le rocce si aprono finestre panoramiche da capogiro.
3022 m, un terrazzino incredibile con strapiombo sulla Valsesia. Marooo !
Zo de lè.
Si parte bene 2 m sotto la cima ma poco più avanti qualche decina di m a piedi sono inevitabili. Quasi ininfluenti perchè aggirato lo sperone roccioso si riprende scialli scialli seguendo la via di salita (volendo si potrebbe passare dallo Zube). Quasi tutto semplice ma simpatico e panoramico.

Allo stesso bivio dell'andata mamma regione dice esserci un sentiero non mappato che traghetta sul lago Gabiet. Possiamo non credere alla mamma ? Attraversiamo subito un altopiano, bellissimo e omettato, scendiamo più decisi su sentiero un pochino timido ma ancora ciclabile e ci affacciamo sul grande salto di roccia. 2 appiedamenti, uno breve ed esposto e uno più ripido un pochino più lungo (qualche decina di metri) alternati da qualche tornante ciclabile ma pericoloso. Vabbuoh. Il lungo traverso che segue lo credevo più pendente così lo abbandono e seguo tracce di sentiero senza problemi fino al Gabiet.
Trasferimento per piste e andiamo a prendere l'ottimo e ciclabilissimo sentiero per la Jolanda 2240 m (solo una sezione ben tecnica). A sx del caseggiato parte l'aviolancio. Sentiero tecnicissimo ma ottimamente tracciato per ingannare il pendio estremamente ripido. Tornantini a non finire, brevi ripidoni, nose press senza un domani con difficoltà continue e non trascurabili. Una libidine lenta ed incontrollabile che i soliti pignolazzi potranno contestare per qualche gradone fuori scala. Più sotto molla un attimo ma sempre molto tecnico con i tornanti a dx spesso ben incazzati. Marooo !
Attraversata la pista dei 1850 m l'hypertecnico diventa lussuria, sempre a chiocciola, fondo perfetto ed ancora tornanti non quantificabili in nr. Atterrati in paese vorrei dare il Nobel al Sindaco e limonarlo a lungo, un sentiero così andrebbe incorniciato e lucidato ogni giorno dalla signora Luisa.
Si capisce che mi è piaciuto ?
Struscio in paese a salutare le fans e si tacca zu di là per il defaticamento di giornata.
Prima a pedale, poi in soft Portage schivando la merda di vacca si va a prendere il balcone per Alpenzu Piccolo 1800 m. Luogo ameno e contemplativo che al tramonto diventa mistico ma soprattutto che offre un'ultima discesa difficilmente descrivibile. Assolutamente perfetta, guidata e libidinosa. Pioggia di tornanti uno più bello dell'altro su fondo impeccabile. 300+ m dell'aMMore che ci scodellano come da migliore tradizione letteralmente Nella macchina.

In conclusione: girone vario e di gran soddisfazione obbligatoriamente da programmare a fine stagione quando lo strazio degli impianti di risalita tace.

Distanza: 35 km
Dislivello: 2300 m
Tempo: 9 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro
Traccia gps: Camoscio Rosso



Il Corno Rosso è quello a sx

Salita al Corno del Camoscio oggi innevata

Foto di rito al Caprone

Vincent e Lyskam

Valsesia

Cimotto prima del Rosso

Finestre panoramiche

Balconcino verso il Rosa

e verso la Valsesia

lato Lys


Là in fondo il Gabiet

Start dal Camoscio

Poser of the day


domenica 26 novembre 2023

Monte Taf 2523 m + GSW

Monte Taf 2523 m, cima semi sconosciuta a cavallo tra la valle del Lys e Ayas offre posizione strategica ed esposizione discreta anche per una explo di fine novembre. Tocca andare a vedere per primi.

Start da una deserta Gressoney St. Jean 1380 m con parcheggio al lago Gover. Partenza croccante a -5 C ma il sentiero della Regina prima e soprattutto la nota salitona alla Weissmatten 2030 m sudano subito l'ascella. Aggiriamo facilmente le propaggini del M.Taille con pedale quasi nullo ed entriamo in un bellissimo e appartato valloncello frequentato solo da camosci e pietraie. Sentiero sempre ottimo ed evidente anche in mezzo ai massi erratici. Guadagnata a zig zag la spalla Est della nostra meta non rimangono che ultimi 300 m di sano portage oggi particolarmente duro per discreto innevamento solo a piccoli tratti portante. Ultimi 50 m più tecnici e senza sentiero ma con omettini intuitivi.
Monte Taf 2523 m ! Quota dal valore assoluto non eccezionale ma panorama al top dal M.Nery alla valle centrale fino ai giganti perenni e i laghi di Frudiere letteralmente sotto i piedi. Oggi particolarmente emozionante in una giornata limpidissima e tersa come poche.

Discesa ON: primi 50 m NC-NR a meno di imbroccare neve portante e scartavetrarsi giù dal canale a dx della vetta, io ho provato ma troppo sfondosa. Dal piccolo pianoro in poi il sentiero va via via addomesticandosi, prima ben ruvido poi serie ottima di ampi tornanti su linea di cresta fino a colletto dei 2200 m (oggi solo parzialmente visibile per neve abbondante ma molto promettente anche da secco) dove deviamo dalla linea di andata e proseguiamo sempre su dorsale. Sentiero lussurioso, moquette di origine controllata appena stesa dai larici, innumerevoli svolte e puntuali passaggi più tecnici (soprattutto all'inizio prima del bosco). Fino ai 1750 m di Andro Tschalvrino è difficile contenere gli orgasmi multipli. Topperia come solo la VdA può offrire.
Breve risalita in comune all'andata e andiamo a prendere il mitico e lunghissimo GSW, Walser trail che percorre tutta la valle del Lys. Sentiero magnifico con costante panorama accecante sul Rosa fatto da continui ed estenuanti su e giù dove i su sono quasi sempre in porta-spingi mentre i giù ben tecnici e divertenti. Passiamo da Alpe Ranzola Inferiore e rimaniamo sempre verso i 2000 m di quota sempre con montagne russe ma tutto sommato più scorrevoli. Tralasciamo la prima discesa che arriva dalla Bocchetta di Eclou già mappata e fortemente consigliata e proseguiamo fino a Jatza. Ultimo saluto al Rosa in campo aperto e zö de lè non prima di aver sottoscritto testamento o quantomeno polizza medico dentistica. Gli ultimi 500 m di giornata sono infatti un concentrato di delirio tecnico trialistico. Si parte trulli su pratone per pochi metri ma appena entrati nel bosco il sentiero si attorciglia su se stesso con subito tornantini di benvenuto e rimanendo quasi sempre lento e stretto. Fondo moquettato e perfetto anche dopo il forte vento di ieri. Se piace il genere "sudo ma non muoro" non potete chiedere di meglio ma se siete smanettoni odierete profondamente. Dai 1700 va sommata a tutto il resto anche una esposizione notevole con sentiero a sbalzo sul paese e ancora più stretto. Da arrivo della ferrata diventa vero e proprio dirupo verticale ma sapientemente addomesticato e trialisticamente ciclabile. Qualche piedino di sopravvivenza ci scappa ma con calma e prudenza si scende in sella con estremo godimento. Negli ultimi qualche dieci metri la moquette è andata esaurita e le foglie tentano di alzare ulteriormente l'asticella ma oramai ci siamo e atterriamo al laghetto baciandoci gli alluci per essere sopravvissuti a cotanto scapicollo-

In conclusione: girone semi esplorativo da abbinare il prossimo anno a intervallivi ammazzacristiani ma assolutamente da non sottovalutare e intraprendere solo con piena coscienza dell'impegno e dei rischi nell'ultima discesa.

Stay Wild
#ciclodisagio

Distanza: 20 km
Dislivello: 1700 m
Tempo: 7 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: Duro
Traccia Gps: Monte Taf + GSW