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domenica 21 giugno 2026

Pizzo del Forno 2680 m: intervallivo Antigorio, Agarina, Cravariola

Intervallivo valli Antigorio, Agarina, Cravariola - Pizzo del Forno 2680 m

Partenza da Crodo 500 m, salita tosta su bitume ma a zero traffico fino ai Piani di Aleccio 1420 m.
Si passa attorno all'alpe La Colla 1540 m, unico punto acqua del giro, su strada non ancora terminata che porta agli ultimi alpeggi 1640 m, si pedala brevemente su ottimo sentiero boschivo e si intercetta la splendida mulattiera (pedalabile forse a tratti con motorino) che andrà man mano esaurendosi per lasciare posto a un sentiero, fino ad arrivare in spinta ai 2359 m del Passo della Forcoletta . Bellissimo affaccio sulla valle Agarina con il lago del Matogno incastonato al centro. Si prosegue in sella su ottima traccia panoramica fino a intercettare la risalita (spinta/porta) che ci portera' al Passo della Fria 2499 m, dove ci attende il panorama sulla val Cravariola. Saliamo sempre in spinta al pizzo del Forno 2680 m e qui si raggiunge la topperia: magnifica vista a 360°, ce la prendiamo comoda col pranzo, vale veramente la pena fermarsi più del dovuto per godere dello spettacolo che si palesa davanti ai nostri occhi.
Scendiamo sempre in sella su traccia a scelta multipla, c'è l'imbarazzo della scelta ma sempre vertical, divertente e panoramico. Di nuovo al passo della Fria, scolliniamo brevemente su divertente scassato per intercettare l'umida galleria delle vacche (luce funzionante all'interno) e risbuchiamo sul traverso che ci riporta al passo della Forcoletta. Da qui parte una discesa infinita in parte percorsa a salire: prima su bellissimo sentiero, poi su mulattiera (sorprendente quanto è divertente e non banale la discesa anche in questo caso) fino a giungere di nuovo ai piani di Aleccio. Qui parte la discesa boschiva verso Crego 780 m, una vera sorpresa, pulita, mai banale, lunghissima, altra topperia inaspettata.
Da Crego altro pregevole sentiero boschivo, passaggio sull'orrido di Balmasurda, rientro soft su ciclovia del Toce.

In conclusione: mettetelo tassativamente tra i to do. Punto. Consiglio ai piu' prestanti di allungarlo come segue: dal passo della Fria scendere verso l'alpe Corte Rossa, risalire al bivacco Punchia, poi al passo della Forcola, al lago di Matogno e ritornare al Passo della Forcoletta.

2300 metri D+
10 ore
29 km



















sabato 20 settembre 2025

M.Giove 3009 m

M.Giove 3009 m il balcone dell'Ossola, VCO.

La cima è già stata mappata da Alberto "hanni" addietro ma mi è sempre rimasto nello scarpone andare a vedere come sia il lunghissimo sentiero dal lago Busin (2400 m) fino a valle (Rimasco 860 m). Nessuna info trovata in rete quindi prudenzialmente oggi lo facciamo alla francese in a/r (molto più comodo e salutare sarebbe anello dal Vannino).

Start da Passo 810 m, ampio parcheggio e acqua poco dopo a Rivasco.

Breve riscaldamento su merda di vacca e da Chioso parte la cementata per Alpe Vova 1480 m. L'ho pedalata tutta ma è veramente mortale con rampe demenziali e sudatissime. All'inizio dell'Alpe parte sentiero per la cima via laghi del Creil che sarebbe super estetico, ma teniamo a freno il testosterone e ci atteniamo al piano A. Su di là ✈

1600 m di Portage quasi incondizionato ma su sentiero sempre ottimo e, una volta fuori dal fitto bosco, molto panoramico ed appagante. All'Alpe Giove 2170 m si inerpica poco intuitivamente a sx ma è sempre segnalato bene. Qualche passetto aereo e si sbuca sulle praterie del lago Busin dove finalmente posiamo la bici e diamo due colpetti di pedale e qualche spintarella. Ultimi 400 ancora faticosi su sfasciumi.
3009 m, cima !
Cima un gazzo, negli ultimi 30 min di salita si è chiuso tutto e non vedo una cippa lippa di niente se non la croce e la targhetta. Disagio totale altro che balcone dell'Ossola. Vabbuoh paninetto al salame e ...... zo de lè !

Il sentiero, ricavato tra grossi sfasciumi, è in buona parte tecnicamente ciclabile da qualche alieno ma il fondo estremamente inconsistente e l'istinto di sopravvivenza consigliano di accontentarsi di tratti discontinui da scendere lentamente e studiati bene. Solo qualche decina di metri di massi enormi sono oggettivamente off limits. Passata rapidamente questa parte ci si diverte alla grande su sentiero tecnico fino alle praterie dove tiriamo il fiato prima dello scapicollo. Sotto il lago infatti il sentiero scende esposto e a chiocciola su pendio ripido e con fondo insidioso con rolling stones (mi sa che i Walser non passano più da qui da un pò di tempo). Prudenza ! Passata l'ansia della morte tutto il resto fino all'Alpe Vova è bellissimo. Molto tecnico a tratti ma non estremo con alternanza di fondo e di impegno in cornice alpina di primissimo rilievo. L'averlo poi fatto già in salita è di grande aiuto e annulla completamente possibili penalità. Unica postilla, se proprio vogliamo fare i pignolazzi, è la vegetazione che in alcuni punti (pochissimi) stringe un pò troppo il passaggio. Entrati nel bosco è tutta moquette quasi valdostana con qualche roccia sapientemente messa per aggiungere godimento ai tornanti dell'aMMore. Marooo, 1000 m di pugnette Ossolane !
E mò ? andiamo sul sicuro verso Salecchio ? traversiamo verso Antillone ? mulattiera lastricata che taglia i tornanti della salita ?
Tutto io devo fare qui ho capito. Testamento fatto e giù per l'Alpe Forno.
Sentiero incredibile su versante impossibile. Si parte benissimo, pulito e divertente con fondo di terra. Poi scalinata da 50 m ripidissima e direi da kamikaze totale (questa la lascio ai giovanotti che seguiranno). Il resto è un delirio di alternanza di gradoni, tratti di scalini, terriccio e nose press a volontà. Molte foglie ma senza sorprese sotto e se secco come oggi quasi ininfluenti una volta spento il cervello. Si suda anche la peperonata di Natale '91 ma se piace il genere "io speriamo non muoro" si gode come dei criceti in calore.
Atterrati non si sa come ancora vivi e con tutti i denti si limona a lungo l'asfalto con tanto di bidè nella bellissima fontana proprio su lato opposto. 2 min di chilling e siamo alla macchina brasati ma felici.

In conclusione: itinerario di assoluto rilievo tecnico e paesaggistico, fatto da Rimasco è durissimo ma ora che è mappato si possono risparmiare molte energie passando da Canza -> Vannino.

Mi dovete una cena altro che una birra luridi ciucciatracce !

Distanza: 23 km
Dislivello: 2300 m
Tempo: 9 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: Durissimo
Traccia Gps: M.Giove 3009 m