domenica 19 aprile 2026

Tête du Mont 1894 m + Le Grand Chateau 1634 m

Oggi torniamo a sfidare la Mulattiera più tecnica e pericolosa della VdA aggiungendo una bonus track al Grand Chateau non ancora mappato nella Bibbia del Disagio.

Start collaudato da Hône 360 m. Pedale ipoenergetico sulla regionale in questo periodo quasi deserta fino all'attacco della bestia a 1120 m. Portage asburgico e verticale per 800 m, con pausa paninetto al salame ai 1550 m di Barmelle, e siamo alla croce iperpanoramica della Testa del Monte 1894 m.
Tutto intorno è ancora innevato quindi è stato obbligatorio sporcare l'estetica della traccia in a/r (molto più comodo sarebbe passare da Roiser). Preghiera con testamento e ci siamo. Niente sconti, il sentiero è e rimane tecnicissimo e pericolosissimo. In alto lussuria moquettata con 2 passaggi irrisolti poi delirio assoluto con finale più umano.
Atterrati sulla strada è sempre d'obbligo baciarla e festeggiare la sopravvivenza.

Qui le puntate precedenti:
tete-du-mont-1894-m
barmelle-vertical

Trasferimento relax per Pontboset 760 m e cambio assetto. Salita asfaltata ma costantemente ripida e assolata che con la caldazza di oggi diventa veramente provante. A Courtil 1240 m finalmente bidet rigenerante di acqua fresca poi ancora rattoni fino alla strada militare. Ingegnosa e dolce ci accompagna praticamente fino in cima con solo più breve Portage finale. Grand Chateau, basso 1634 m ma meravigliosamente strategico e hyperpanoramico su tutto. Top !
Dopo aver chiuso l'anello sul colle di Courtil, con bellissimo sentiero interrotto solo da una ventina di metri di dePortage con cavi metallici, sulla sx si stacca ottima traccia ignorata dalle mappe che ci scodella sulla strada. Richiamino per Plan Fiou e zö de lè !
Sentiero carino e scorrevole ma via via sempre più sporco e scivoloso per foglia e qualche albero noioso a terra. Ultimo tratto brutto su mulattiera larga (meglio tagliare direttamente per Biel alla forestale per evitare ulteriore risalitina).
A Biel 1050 m ricontate le ossa. Altra mulattiera selvaggia di gradoni ripidi e assassini.
La sorella minore di Barmelle ma più sporca e, dopo 2600 m, senza le energie mentali per affrontarla al meglio. Salviamo l'onore ma a 800 m prendiamo la chiken line che ci riporta banalmente a valle (il sentiero, anche se non segnato su nessuna mappa, continua anche oltre, presumibilmente ancora più wild). Finale più simpatico ma d'ordinanza.

In conclusione: girone primaverile di Disagio a fondo scala da intraprendere solo se assolutamente consapevoli dei potenziali rischi

Distanza: 38 km
Dislivello: 2600 m
Tempo: 9 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile / Estremo
Condizione fisica: Molto Duro
Traccia Gps: Barmelle++









































sabato 18 aprile 2026

Valle Anzasca - Croce del Cavallo 1904 m

Start da Piedimulera 260 m, bitume fino a Castiglione 520 m (il taglio per evitare la galleria e' franato). 

Si prosegue sulla Stra' Granda fino a Calasca 600 m, poi si sale pedalando su pendenze belle decise appena oltre l'alpe Prabiso 1180 m. Da qui in faticosa spinta per la quantita' di fogliame, ma su ottimo sentiero, si raggiunge la bella alpe Bobbio (1380 m + acqua), si prosegue come prima fino all'altrettatto stupenda alpe La Piana 1500 m per arrivare sotto all'attacco del passo Salariol 1736 m, su un traverso che scompare man mano si prosegue. Tiriamo dritto per dritto a vista sul passo e poi raggiungiamo con un ultimo sforzo la Croce del Cavallo 1904 m. Super vista a 360 gradi, si vede tutta la valle Antrona con il Pizzo Andolla sullo sfondo. Pranzo e scendiamo: iperpanoramica e ampia cresta, facile su mini traccia scavata tra ciuffi d'erba. Un paio di veloci saliscendi passando per La Colma 1747 m e la Colma dei Prei 1580 m e raggiungiamo l'alpe Erbalunga 1500 m. Al laghetto scartiamo a destra per iniziare la discesa a picco verso Uria. Si parte malissimo su sentiero poco evidente e si prosegue peggio, vertical di rocce inciclabile. Almeno 100 m d- da buttare e ci prepariamo a una delusione, ma ecco che il sentiero boschivo migliora: rimane sempre bello verticale con tornantismo, incaz**atissimo, c'è da lavorarci parecchio (in alcuni tratti poco pulito) per stare in sella. Molti stop ma solo per rifiatare. Topperia boschiva assoluta. Verso Cascinaccia si attenua la pendenza ma rimane sempre impegnativo guidare. Sbucati prima di Vilasco 700 m proseguiamo su breve bitume e ci immettiamo sulla bella e intatta mulattiera finale: anche questo tratto tutto da guidare, nulla di semplice.
Per rientrare si puo' riprendere la Stra' Granda, fatta in un altra occasione, che con un semplice saliscendi riporta alla macchina (noi siamo scesi diretti).

In conclusione: tour che merita un voto alto, la cresta è facile ma panoramicissima e la discesa finale e' tosta e divertente. Rimangono da provare le discese verso l'alpe Prer o verso Drocala oppure allungare verso il Pizzo Castello e scendere verso Crosa. Comunque il disagio e' assicurato .

2000 metri D+
8 ore
29km















sabato 11 aprile 2026

Bec di Nona 2085 m

Due lettere tra Bec e Becca fanno tutta la differenza del mondo ma per essere l' 11/4 c'è da leccarsi gli alluci: Bec di Nona 2085 m.

Start dalla Bagna Cauda di Settimo Vittone 300 m. Parcheggi a piacimento.
Salita pensionistica tra ulivi e palme fin quasi a Trovinasse 1300 m dove appare evidente che l'estetica traccia per il colle la Liet e la traversata in cresta per la Punta Cressa oggi è totalmente impossibile essendo ancora pieno inverno sui versanti non completamente assolati.
Adattarsi, improvvisare e raggiungere lo scopo.
Basta semplicemente pedalare fino all'Alpe la Valle 1500 m e godersi un piacevolissimo Portage contromano da 600 m in contesto inaspettatamente solitario e meraviglioso.
Gli ultimi quasi duecento su labile traccia sono oggi delicatini per residui nevai, leggera esposizione e erba olina assassina ma per le solite facili roccette si giunge dunque in cima.
Croce lignea di lusso e panorama spaziale nonostante la quota ciaparatt su tutto l'impero valdostano e sui barotti del canavese. TOP !
Paninetto vegano più buono del mondo, tintarella e limunin con Fabio che giusto per arrotondare a 3k ha fatto nel frattempo un salto sulla Cressa in a/r (buona discesa ndr) e ... zö de lè !
Primi metri della dorsale, salvo qualche tornantino, incoraggianti ma ancora troppo innevati. Dal traverso in poi sotto la cima si viaggia alla grande. Ottimo ST, tecnico il giusto con solo un paio di nano appiedamenti per verticalità su erba scivolosa. Parte alta tutta a vista e panoramica poi entrati nel bosco un pò di foglia di faggio ma sempre ininfluente giù giù fino a Maletto 1330 m. Trasferimento sudaticcio fin dopo il Belvedere 1520 m e ancora discesa questa volta sul GTA. Carina e scorrevole fin verso i 1100 m poi delirio dentistico su mulattiera pavimentata perfettamente conservata ma scomoda e banale. A 560 m la musica sembra cambiare ma il torrente Chiussuma è troppo incazzato e non riusciamo a guadarlo come previsto. Non rimane che aggirarlo scendendo fino alla strada quota 300 m e risalire in Porta e Suda per il Castello di Castruzzone 550 m (sentiero hyper tecnico per eventuale discesa). Qualche metro di scogli poi rientro all'auto sciallo per la via Francigena.

In conclusione: ottimo itinerario esplorativo e di soddisfazione. In estate tutto molto più semplice con almeno 3 vie di facile accesso.

Distanza: 40 km
Dislivello: 2350 m D+
Durata: 9 h
Difficolta tecnica: media/difficile
Condizione fisica: duro
Traccia gpx: Bec di Nona











sabato 4 aprile 2026

M. Colombina 1458 m - S. Defendente

Per il sabato di Pasqua non si poteva che flaggare finalmente il M.Colombina con special track S.Defendente. Classico potapota.

Start da comodo parcheggio Valle del Freddo 350 m (appena dopo il lago di Gaiano Bg).

Pedalone fino a Bossico e poi su ancora per S.Fermo 1250 m dove finalmente abbiamo un filo di portage per aggirare da N il Monte Colombina 1458 m. Facile ma bellissimo balcone sullo scibile lacustre tra Berghem e Bresa. 1/2 paninetto vegano al salame e zò de lè !

Cresta iperpanoramica, ripida e sbrisolona poi piacevoli ST tattici per evitare le tante forestali.
Si ripassa da Bossico per andare a prendere lo splendido traversone per il Passo delle Croci che parte banalotto ma poi ci trastulla belli belli. Ultime mulattiere test otturazioni e siamo alla statale per il cambio assetto.
Ripidoni a tratti mortali, un pezzettino di asfalto e in breve siamo alla chiesa di S.Defendente 680 m per la seconda metà del paninetto. Panorama a piombo sul lago di Iseo, limunin verso la Corna Trentapassi e ci siamo.
Discesa entusiasmante se come al solito piace il genere lento ma truculento. Primi duecento discretamente scorrevoli con qualche passaggio puntuale poi, traversata la sterrata, un tripudio di tornantini dell'aMMore alcuni anche molto stretti ma comunque ben raccordati.
Ocio solo a non finire troppo presto nella baia sottostante. Sentiero TOP.

Cambio assetto, struscio per la bella Riva di Solto e rientro alla base in scioltezza per asfalto fino ad Esmate poi facile sentierone fino alla macchina.

In conclusione: ottima giornata primaverile, non troppo impegnativa ma divertente ed appagante. La lasagna di Pasqua è meritata.

Distanza: 45 km
Dislivello: 2100 m D+
Durata: 7 h
Difficolta tecnica: media/difficile
Condizione fisica: medio
Traccia gpx: Colombina - Defendente












sabato 28 marzo 2026

Val Brembilla Gran Tour

Oggi in programma un Gran Tour della Val Brembilla, incassata tra la Val Brembana e la Val Imagna, forse meno conosciuta ma appetibile per il ciclodisagio. Infatti ci aspetta un bel mix di salite, discese, mulattiere, spintaggio, spallaggio e pedalaggio su sentieri, il tutto condensato in 40 km x 2500 m D+.

Inizio nel capoluogo della valle, ValBrembilla (originalità bergamotta), prima salita e discesa per riscaldarsi passando per Catremerio. Primi 600m+ sono alle spalle. Praticamente a fondovalle si risale per prendere il favoloso sentiero 592H, già testato in precedenza nel senso di marcia opposto, ma superlativo anche in questa direzione: 6 km di single track pressochè interamente pedalato... nel bosco, in ambiente suggestivo e ancora selvatec. Transitate con cura ringraziando i volontari che hanno ripristinato questo gioiellino (prima che rimettano su qualche sentiero della valle i divieti di qualche anno fa!). Un paio di panchine al lato permettono di rifocillarsi con pan bauletto o altre leccornie portate da casa comodi comodi. Raggiunta la Forcella di Bura 884 m, mancano ancora circa +700 m per la vetta di giornata, ma la fatica è già palpabile. Si riprende a pedalare, ora macinando in fretta dislivello, prima su breve tratto asfaltato poi su stradone ripido ripido. Si prede il sentiero, bici sul groppone per gli ultimi 100 m che ci separano dalla croce di Corna Bianca 1309 m. Da qua si ritorna quasi saldamente in sella fino a quota 1400 m, poi maggioranza di spinta e porta. Si aggira lo Zucco di Pralongone sul versante N e dopo un'ancora lunghetta peregrinazione si raggiunge finalmente la panoramica cima de I Canti 1563m.

Oggi vista a 360 gradi veramente notevole: Resegone, Grigne, Legnone, Zuccone Campelli, Arera, Alben, Sornadello, Canto Alto.... solo per citarne alcune più vicine... Secondo panino di giornata, cambio maglietta sudata e si comincia la discesa che ci porterà a Corna Imagna, passando per i noti 3faggi (Stonehenge bergamasco, punto foto del turista per caso se non ci siete ma stati).

Si raggiunge la Fraz. Ca' Gavaggio, occhio che il sentiero presenta ancora accumuli di foglie anche importanti. Pezzo di freeride nei prati e il sentiero riappare e ci conduce in paese. Pedale per belle vecchie mulattiere e poi piacevole risalita al Colle San Pietro, che bastonata. Visita alla chiesetta per arrotondare il dislivello positivo a 2500 m. Altra bonus track e sbuchiamo sulla strada, che seguiamo solo per qualche decina di metri, per imboccare l'ultimo sentiero di giornata che ci scodella al punto di partenza.

Vicinissima alla città questa piccola valle ricca di stradine, mulattiere e vecchi nuclei storici ci ha ospitato in questa ennesima giornata di ciclismo anomalo.

Distanza: 43 km
Dislivello: 2500 m D+
Durata: 8.5h
Difficolta tecnica: media/difficile
Condizione fisica: molto duro