sabato 24 ottobre 2026

Monte Berlinghera 1930 m

"Gheipraid" al Berlinghera, panorama pazzesco e giornata fotonica. Fine del report.

Start da Gera Lario 200 m, pargheggio aGGratiss.
Tour de France a pedale per San Bartolomeo 1200 m, taglio mortale su rattoni cementati e siamo all'Alpe di Mezzo 1560 m. Neanche 400 m di Portage (vergogna) e siamo già in cima a gustare il miglior panorama del lago di Como senza paninetto più buono del mondo.

Zò de lè.
La cresta ovest sarebbe bella croccante nella parte nel bosco ma oggi impraticabile per due dita di ghiaccetto scarligamerlüss. Si scende dunque a Sud, crinale bello asciutto e rolling stones. E' la parte più tecnica del giro ma termina rapidamente all'Alpe Pescedo.
Breve risalita all'Alpe Gigiai e su ottimo traversone facile ma super panoramico si arriva fin sopra l'Alpe Prato / Piazza 1250 m. A seguire altro sentiero leccatissimo e filante ma con scorci commoventi sul lago.
Si giunge quindi rapidamente tra un limunin e l'altro a Montalto per la cinghialata verso Montemezzo. Sentiero totalmente abbandonato e al limite della percorribilità. Vabbuoh.
Primo pomeriggio, se tornate a casa vi piazzano in mano il folletto quindi meglio risalire ancora verso Montalto tanto per arrotondare. Qui siamo indecisi se traversare verso Trobbio o scendere diretti per la mulattiera. Vince la birra quindi che mulattiera sia. Niente di speciale, quasi tutto veloce e banale ma con il grande vantaggio di portarci rapidamente alla media bionda, formaggio e bresaola.

In conclusione: l'estate disagiata sembra già lontana ma la giornata è comunque ottima.

Dislivello: 2200m +
Distanza: 36 km
Durata: 7h
Impegno fisico: medio
Difficoltà tecnica: medio
Traccia gpx: Berlinghera











sabato 17 ottobre 2026

Pizzo Tornello 2687 m - Rifugio Tagliaferri

Oggi gran giro in val di Scalve!

Il giro del passo del Gatto e del rifugio Tagliaferri è un classico nella bergamasca ed in rete si trovano già tutte le info del caso. Per arricchire ulteriormente il Tour propongo un paio di varianti: una per ridurre la percentuale di asfalto e una per aggiungere un pizzico di disagio cicloalpinistico con una vetta, già raggiunta a piedi, ma di cui non ho trovato nessuna info per le bici. Andiamo a vedere!!

Start da Schilpario (BG) a 1100m, loc. Ronco e raggiungiamo via asfalto i Fondi e poi il rif. Bagozza. Qui, invece di seguire la strada asfaltata verso il passo del Vivione svoltiamo a dx, direzione passo dei Campelli (che non raggiungeremo). Poco dopo si deve tenere la sx a favore di un tratturo meno marcato ed inerbito che con qualche tornante ci permette di prendere quota e con sentiero sempre pedalato di aggirare il monte I Colli. Conca delle "dolomiti scalvine" sempre al top ed anche il panorama sulla val Camonica non è affatto male.. oibó! Raggiungiamo il passo del Vivione su st con una breve discesa (150d-).

Ora fino al Tagliaferri è il "classico" sentiero. Da segnalare che fino al passo del gatto il sentiero l'ho trovato migliorato e più largo. Con fatica, ma si pedala tutto fino al passo del Gatto 2416m.

Dal passo del Venerocolo, il sentiero si stringe e si alterna il pedale alla spinta. Qualche catena più per sicurezza psicologica. Comunque fbl anche nei tratti semplici perché il sentiero è esposto. L'ambiente è meraviglioso. Solo un passaggio essendo molto stretto risulta più agevole se fatto prima a piedi e poi passandosi la bici.

Al rifugio panino e Cochino, urrá! La cima sembra ancora parecchio lontana e da prospettiva anche più cattiva di quello che dovrebbe essere.

Circa 300m d+, 3km e 1-1.30h per raggiungere il pizzo Tornello! Ndom!!

La prima parte sale blandamente con qualche sali e scendi pure parzialmente ciclato. Poi bici in spalla e si deve aggirare il pizzo per risalirlo da sud. La fatica è palpabile, ma passo dopo passo raggiungiamo la vetta 2687m. Siamo sopra le nuvole e che panorama magnifico!!

Panini, barrette e gellini e zo de l'è!

I primi 50m sono gran parte appiedati poi si rimonta in sella pressoché saldamente, tranne qualche passaggio. Ora affrontiamo un tratto con lastroni in pietra fissa da sballo, ma occhio a trovare la linea giusta e a non perdere gli ometti di vista! C'è ancora da sudare con qualche rilancio per riprendere l'infinito sentiero della valle del Vó. Vamonos!

Arriviamo al parcheggio ben brasati e trifolati, ma consci di aver affrontato una traversata impegnativa e una discesa da cineteca con l'aggiunta di una cima di enorme soddisfazione.

Dislivello: 2450m +
Distanza: 45km
Durata: 9h
Impegno fisico: duro
Difficoltà tecnica: duro










domenica 11 ottobre 2026

Val Grande - Colma di Premosello 1728m

Partenza da Premosello (220m), bitume poco trafficato con rattoni a tratti fino all'ultimo parcheggio ai 900m circa, passando per l'alpe Lut (780m).

Il paesaggio risente ancora del recente incendio, alcuni sentieri sono franati, proseguendo sfioriamo il versante interessato. Si prosegue in spinta attraversando l'alpe La Piana (1000m) e l'alpe La Motta (1120m): il sentiero e' in ottime condizioni e tranne un brevissimo tratto non e' stato intaccato dall'incendio. Qualche difficolta' solo per i brevi attraversamenti dei torrenti. Arriviamo alla Colma (1728m) con un ultimo tratto a tornanti molto bello . Affaccio suggestivo lato Valgrande con il Proman (2098) a destra, il Pedum (2111m) al centro e il Mottac (1802m) a sinistra. Pranzo e scendiamo da dove siamo saliti: si parte con del tornantismo tecnico su sentierino stretto ma mai troppo esposto, poi un altro tratto boschivo altrettanto tecnico. Arrivati ai 1450 m circa ardua decisione: continuare sul sentiero dell'andata (che e' veramente bellissimo, ancora privo di fogliame in questo periodo) o tagliare a destra. Prendiamo a destra e raggiungiamo l'alpe Stavelli (1500m) per andare a testarne la discesa. Si parte con una manciata di tornanti erbosi stretti , si continua affrontandone altri piu' ampi , poi ci si trova improvvisamente su una cresta vertical con fondo difficile , parecchi tratti un po' franosi, molto divertente. Il sentiero diventa via via molto piu' difficile da affrontare in sella , almeno per me con i miei limiti anche di altezza, molti tratti vertical . Sbuchiamo comunque belli soddisfatti ai 1240m e proseguiamo la discesa, ora su sentiero piu' roccioso e meno ripido ma sempre tecnico , fino a raggiungere di nuovo l'asfalto che ci riporta velocemente al parcheggio ai 620m circa, dove proseguiamo sempre su asfalto verso Capraga (960m) . La nostra intenzione era , una volta superata l'alpe La Motta , di proseguire attraverso l'alpe Agaroli , raggiungere l'alpe La Colla (1406m) e scendere attraversando l'alpe Corpic (1180m). Ci è stato sconsigliato per le conseguenze dell'incendio, bisognera' provarlo un'altra volta. Dal bivio appena prima di Capraga proseguiamo su impegnativo traverso non ciclabile (alcuni tratti verticali attrezzati) verso l'alpe Pianoni (935m) . Discesa boschiva inizialmente divertente , tecnica , pulita quanto basta. Proseguendo purtroppo si rivela molto piu' sporca, franosa, molti rami a terra. Peccato, come alternativa si potrebbe trovare una alternativa da Capraga.
Raggiungiamo infine Vogogna su facile tratto di mulattiera, poi un tratto nella piana del Toce e abbiamo finito.

Riassumendo: ottimo percorso quello che sale alla Colma , bellissimi panorami, tutti gli alpeggi sono in eccellenti condizioni , molto bella la discesa, consigliato anche A/R. La seconda parte non la rifarei, attenderei che migliorino le condizioni per affrontare il tratto intermedio dell'alpe La Colla che abbiamo saltato, oppure da Capraga tenterei una discesa alternativa.

Distanza: 30 km
Dislivello: 1900 m
Tempo: 9 h
Traccia Gps: Val Grande Colma Premosello
















sabato 10 ottobre 2026

Cima Bianca 3008 m Grand Tour

Cima Bianca 3008 m, già mappata in tutte le possibili varianti ma a volte basta rimescolare gli ingredienti noti per ottenere una nuova ricetta gustosa e dal sapore inedito.

Start da Plan Prorion 1760 m, a metà ottobre deserto totale.
Si parte con un Super pedale per sentieri e forestali fino al Bivacco Tsan 2470 m passando dall'Alpe Chomioy e con spintarelle / soft portage si giunge "agevolmente" alla bellissima Finestra di Tsan 2736 m.

Primo scapicollo: discesa ripida, esposta e sempre molto impegnativa fino a Les Crottes e ancora bella sudata fino ai 2280 m per sentiero tortuoso, stretto e tecnico. Mynchia !
Cambio assetto, traversone ascendente e panoramico con anche qualche tratto in sella e ultimi 700 m in Portage quasi integrale. Mynkia2 !
3008 m, cima e paninetto più buono del mondo ma vento freddo e pausa breve. Zö.

Secondo scapicollo: 1000 m per una buona metà ancora molto impegnativi. Tornantini a gogo in alto, alcuni a fondo scala difficoltà, e più scorrevole sopra Chaz de Valioux 2330 m. Mynkia3 !

Atterraggio morbido tra i primi larici in fiamme nei pressi del Rifugio Magià 2000 m. 
Chiudiamo il Tour con un lunghissimo trasferimento principalmente per forestali ma anche qualche bel tratto di ST. Oggi tra le varie alternative (risalita al col fenêtre, risalita alla Longhede-Aver o traverso parallelo) sono andato a controllare il bellissimo Ru di Nus che non percorrevo dal 2017. Bellissimo e tutto in ordine, apparentemente semplice ma massima attenzione per tratti mortalmente esposti. Top !
Ultimo centello spaccagambe e alla golden hour sulla valle centrale rientriamo velocemente all'auto.

In conclusione: gran Tour intervallivo completo e candidato come Oscar per miglior disagio protagonista della Cima Bianca.

Distanza: 44 km
Dislivello: 2200 m
Tempo: 10 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: Molto Duro
Traccia Gps: Cima Bianca Tour










domenica 4 ottobre 2026

Monte Legnone 2610 m

Monte Legnone, una classicissima dei laghee.
In rete si trova tutto quindi sarò breve e "circonciso".

Start da Colico 230 m parcheggio a caso, magari meglio nelle frazioni più alte.
Per evitare tutta la provinciale lungolago fino a Dervio allunghiamo un bel trecentino passando a monte fino a Vestreno con solo qualche breve tratto su sentiero.
A seguire tutta strada della Valvarrone fino all'Alpe Gallino 1000 m dove finalmente parte la famosa strada militare.
Capolavoro assoluto ma doppiamente infinito, un disagio a pedale totale con pendenza ingegneristica al 10-12% costante. Tutta perfettamente ciclabile ma che non prende mai quota. Qualcosa come 45 tornanti, spesso parecchio distanziati tra loro. Maroo che mal di kulo !
Ultimo traverso dalla bocchetta del Petóo leggermente meno manotenuto ma comunque sempre ciclabilissimo tranne forse un paio di metri.
Alle gallerie 2400 m, finalmente un pò di Portage. 30-40 min ripidi, ma mai particolarmente pericolosi con un minimo di attenzione.

Croce ! 2610 m, il panorama è totale ma oggi parzialmente rovinato da foschia di calore. Vabbuoh. Avanzi di paninetto più buono del mondo e zö de lè.

Discesa ON: primi 200 m tutto sommato meglio del previsto con qualche tratto difficile ma ciclabile dalla seconda metà in poi. Dopo la bocchetta il sentiero militare cambia versante e faccia. Sempre con pendenze blande e con un'altra quarantina di tornanti ma molto più interessanti rispetto alla salita. Ostacoli vari e piacevoli nose press intrattengono fino a 1850 m. Bello.

Ultima risalita sempre militare e sempre pedalatoria e siamo alla Passo Colombano 1980 m. Forse meglio aggirare il monte omonimo via rifugio Legnone perchè la discesa fino ai 1700 m è facilissima ma comunque ammirevole per il genio con cui è stata pensata. Da poco prima del Rifugio Scoggione la musica cambia. Sentiero difficilissimo da S4 pieno con gradoni, tornanti e scogli a punta. Tenere in tasca qualche bel Jolly perchè il mio mi ha salvato la giornata. Man mano che si scende lentamente le difficoltà diminuiscono e il finale è un pò ruspante tra sentieri sporchi e scassatielli che il buio del bosco al tramonto non aiuta. Arriviamo all'auto al pelo con l'ultimo alito di lucina.

In conclusione: gran girone, lunghissimo, impegnativo e vario ma prima o poi da fare.

Distanza: 53 km
Dislivello: 2900 m
Tempo: 11 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: Molto Duro
Traccia Gps: Legnone


sabato 26 settembre 2026

Gran Sometta 3166 m - Motta di Pleté 2840 m - Bec Pio Merlo 2620 m

Giornata fotonica blue cobalto, oggi giochiamo in casa con una comoda edizione 2026 della Gran Sometta.

Start da parcheggio ferrata Valtournenche 1530 m. Pedalone infinito dalla decauville e dalle poderali verso le Alpi Manda 2300 m. Accecante tracciolino oggi da cartolina e siamo ai rattoni del ventina. Diciamo la verità, se non si tiene lo sguardo alto verso il Re il panorama è desolante tra impianti e cantieri vari. Però, nonostante le pendenze assassine e oggi il rapporto 51 in sciopero, si pedala tutto fino a 3000 m. Solo più qualche spintarella ripida per la deviazione social al ghiacciaio di Valtournenche per andare a vedere la grotta di ghiaccio.
Il paninetto al salame più buono del mondo sul cimotto da 3100 ma senza nome è ultra top con i laghi Rollin e Gran Lago letteralmente sotto i piedi.
Bene, zö de lè !
Ripidone sulla pista poi per evitarla e godere come dei ricci ci infrattiamo nel vallone delle cime bianche con 300 m d’antologia teNNica. Bellissimo, era un po’ che non passavo di qui. Risalita comoda al colle inferiore delle cime bianche e finalmente 300 m di sano portage.
Cima, Gran Sometta 3166 m ! Tutta esclusivamente per me con teporino di fine settembre e vista spaziale. Sempre Toppissimo.
Discesa ben nota e tracciata alla perfezione sulla cresta ovest (1 passaggio esposto lo lascio come sempre agli arditi avanguardisti) con qualche spintarella di raccordo e siamo al plateau lunare delle Motte. Oggi stranamente niente stambecchi, saranno al mare che costa meno in bassa stagione.
Dal colletto 100 m ciclabili solo per gli alieni e deviamo per il Bec Pio Merlo che incredibile ma vero non ho mai fatto. Salitina pedalabile, flow pazzesco e panoramicissimo (ocio ai punti esposti) e sezione tornantini dell’aMMore come piace a me. Bec Pio Merlo 2620 m, flaggato!
Ancora 300 m di lussuria mono traccia e torniamo velocemente alle Manda per ultima lunga e lussuriosa discesa verso la birretta (non saltate gli ultimi tornantini sotto le Loz).

In conclusione: tra le tante edizioni della Sometta questa del 2026 é sicuramente la più logica ed appagante nonostante gli ecomostri in parte della salita sopra Cervinia. Marca giù!

Distanza: 42 km
Dislivello: 2300 m
Tempo: 9 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: Molto Duro