mercoledì 19 agosto 2026

Punta Percià N-S 3200 m + bonus track Levionaz

In Valsaverenche mi mancavano ancora un paio di sentieri da mappare e oggi é la giornata giusta per sfruttare al meglio il meteo, finalmente ottimo, e per accecarsi di panorami mai abituali.

Start dalla solita piazza di Degioz 1530 m

Salita reale su mulattiera sempre perfetta fino alla casa di caccia e poi ancora tantissimo pedale e qualche spintarella praticamente fin sotto il colle Entrelor 3000 m.

Altri 200 m di breve Portage e ancora spintarelle e siamo alle Punte Percià N-S 3200 m con annesso plateau sommitale pedalabilissimo. La S si raggiunge in 2 min a piedi lato Rhemes.

Paninetto più buono del mondo con panorama irreale su Entrelor e su tutte le più belle montagne della VdA.

Discesa on: diciamo la verità, é panoramicissima e bellissima ma salvo pochissimi passaggi un po’ da smutanda. Veloce e senza impegno particolare.

Arrivati finalmente al sentiero natura dopo Orveille 2180 m seguiamo sempre la AV per un pezzetto ma l’abbandoniamo a quota 2120 m. Qui la musica cambia e il sentiero pur sempre evidentissimo si farcisce di scogli a punta che soprattutto inizialmente richiedono tecnica anche a fondo scala per evitare penalità. Ottimo ! Via via scendendo le cose si semplificano diventando più scorrevole e veloce. La regionale ci accoglie con la caldazza cocente del primo pomeriggio ma il programma prevede ancora un bel detox da 700. Abbandonato l’asfalto ci portiamo ancora sulla AV con taglio ripido e tattico saltando le Eaux Rousse. La mulattiera reale è quasi interamente pedalabile ma i tornanti più ostici in alto li ho fatti a spinta senza vergogna. Il ricordo della fontana di Levionaz è il maggior incentivo. Eccola 2280 m !

Ultima barretta e inventario delle ossa. Già i primi metri per tornare al bivio per il sentiero 10 fanno capire cosa ci aspetta. Si parte subito ammazzacristiani per proseguire su sentiero da capre tibetane. Ogni cm in sella richiede energia e sprezzo ortopedico. Fortunatamente appena più sotto comincia a mollare un pochino e le capre fanno spazio ad una bella moquettina a chiocciola ma sempre ben farcita di scogli e difficoltà varie. Molto esigente e super tecnico ma ben intervallato da tratti più "scorrevoli". Marooo ! 600 metri da bacheca doc Valsaverenche. Atterrati a Tignet la magnifica cascata di Tignet festeggia la sopravvivenza.

Ultimi tagli e siamo direttamente alla macchina per il bacio d'ordinanza all'asfalto.

In conclusione: 2 nuove scoperte molto molto valide da abbinare alle varie scorribande lungo l'AV.

Distanza: 40 km
Dislivello: 2600 m
Tempo: 10 h
Difficoltà tecnica: Difficile (molto da Levionaz)
Condizione fisica: Molto Duro
Traccia gps: Percia Levionaz







martedì 18 agosto 2026

Colle del Trayo 2875 m

E' arrivato finalmente anche il momento per flaggare il Colle del Trayo, Cogne.

Start ossigenato da Vieyes 1150 m, parcheggio lungo la strada e acqua levissima.

Pedale pessimo per la regionale di Cogne con 3 gallerie.
Finalmente a Epinel 1450 m prendiamo le ripristinate piste lungo il torrente Evya fino a Cretaz dove di fatto chiudiamo la pratica pedalatoria, Non dite poi che non avete fatto girare le gambette.
Prossima tappa Les Ors desot 1950 m, già noto in discesa dalla Grivola (sentiero in ordine e molto meglio dell'anno scorso senza tagli inconsulti dei tornanti), interamente in Portage. Cambio assetto giusto per variare un pò la monotonia e prima con interessante traverso fino a Eyfiè su ottima e bucolica traccia con qualche appiedamento e poi per lussuriosa discesa scendiamo fino a Pianes 1690 m.
Il cammallaggio riprende ora per tutto il vallone del Trayo sempre su ottima traccia e mai particolarmente faticosa se non breve tratto attorno ai 2400 m. Menzione d'onore al Dormitoire e in generale a tutto l'ambiente veramente selvaggio e praticamente senza bipedi di sorta. Solo quadrupedi e natura incontaminata. EcceZZiunale veramente ! Dopo i 2550 m la faccenda si fa più spessa e faticosa fino alle inconfondibili piramidi di quota 2700 m che vanno vinte non senza attenzione ma aiutati da provvidenziali corde blue. Niente di trascendentale ma occorre pratica e cautela. Sbucati sul plateau sommitale si attraversa su facile pietraia fino al colle. 2875 m di bellezza a fondo scala con impressionanti cascate dal ghiacciaio del Nomenon. Le guglie del Grande e il noto colle di Belleface 3100 m completano il quadro.

Zö de lè !
Si parte belli ingaggiati su serpentone ripido di simil sfasciumi ma con traccia ben evidente. Sono necessarie pause frequenti per tirare il fiato, cambiare i pannoloni e verificare che non ci cada in testa qualche lavatrice visto i rumori preoccupanti a monte. Dopo qualche cento metri la traccia scompare un pochino ma la si intuisce con tratti simil freeride su sfasciumi surfabili. Tutto bello assaissimo fino alla piana che precede il bivacco. Non pensavo fosse tutto ciclabile ! Se fino ad ora è stato entusiasmante da qui a valle si entra nel paradiso dei trails. Prima un po’ timidamente poi dal bosco in poi é un delirio di tornanti di ogni genere e forma conosciuta. Fondo perfetto a patto di essere ben asciutto altrimenti le difficoltà e il conto del dentista aumenterebbero ulteriormente. Non c’è un metro da buttare tutto da guidare in un continuo mix di impegno tecnico e sprazzi di lussuria. 1200 m di aMMore a chiocciola da godere tutto in un fiato. Finale da Pian Pessey più semplice ma sempre al top. Come da tradizione atterriamo direttamente dentro la macchina anzi dentro la fontana per una rinfrescata strameritata.

In conclusione: girone atomico e selettivo per il prezzo salato in termini di Portage ma veramente entusiasmante per ambiente e contenuti tecnici. Anche questo immancabile nel CV del disagio.

Distanza: 28 km
Dislivello: 2200 m
Tempo: 8 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: Duro+
Traccia gps: Trayo













mercoledì 12 agosto 2026

Monte Fallere 3061 m ed. 2026

Oggi il meteo ci porta sul Fallere unica zona dove non sono previsti temporali nel pomeriggio. Vabbuoh facciamo sto giretto.

Start estivo da S. Nicolas 1200 m.

La salita classica fino al Rifugio Fallere è una pizza tremenda con sterratoni polverosi e jeeps di merenderos quindi da Vetan 1700 m deviamo verso Loè 2000 m su molto più piacevole forestale. Due spintarelle, due colpi di pedale bionico ed andiamo a prendere il sentiero della Becca France da cui scendiamo belli come il sole e traversiamo fin quasi il lago delle Rane 2370 m. Ora mi stuzzicava riprovare la cresta W dopo tanti anni e rinfrescare la memoria per eventuale discesa a/r. Si passa agevolmente il lago Clapin e il successivo lago Morto 2640 m per poi spostare il livello Portage su "avanzato++". Il tratto attrezzato l'ho trovato più "agevole" rispetto ai ricordi del 2018 (forse hanno aggiunto degli scalini) ma le ultime roccette invece più ostiche in un passaggio specifico. Vabbuoh, ci siamo 3061 m di panorama tutto per me e paninetto più buono del mondo. La cresta di salita in ottica di discesa è poco invitante, almeno 200 m sono NC e spesso molto ripida anche se qualche bel tratto non manca. Forse avrebbe avuto più senso fermarsi alla prima catena, boh. Alla fine prevale il buon senso ma comunque per andare a godere sul serpentone della normale occorre ancora una bella mezzoretta di catene e disarrampichi vari. Ocio, no facilissimo ! Se sopravvisuti il premio sono i millemila tornanti dell'aMMore, tutti belli e vari mai troppo hard. A quota 2650 m prendiamo per il 9-10 che non avevo mai fatto. Molto carino e bucolico anche lui. Al rifugio c'è il mondo di gente ma anche ottima fontana.

100 m dopo verso il colle finestra siamo di nuovo in totale solitudine per tutto il resto della giornata.

Colle Fenetre 2778 m, Monte di Vertosan 2821 m, accesso agevole ma non mi capacito di come non trovo mai nessuno da queste parti. Meglio cosi. La nota discesa nel Comba di Meanaz verso il vallone di Vertosan è sempre veramente molto bella. Quel tecnico godurioso che non ti sfianca ma che ti ingarella. Quest'anno neanche i manzi al pascolo, tutto prenotato per me :-) ! Unico nota negativa .... pochi mirtilli.
Atterrati al fondo nei pressi di Jovencan si cambia assetto per ultima lunga salita su ottima ed immerdata forestale. Tornati in quota, l'ottimo sentiero balcone è diventato, da sopra Or de Bard, praticamente uno stradello anche se non molto largo. Si va via veloci ma dispiace sempre perdere sentieri a muzzo.
Ultimi colpetti di pedale positivo in cerca dell'ecclissi questa sconosciuta e massima concentrazione. L'ultima discesa di giornata è infatti moolto impegnativa per esposizione, pietraie, ripidume ma anche moquette a chiocciola e soddisfazione a fondo scala. Che sudata !
Finale de lux sul magistrale sentiero storico del Ru Charbonniere che ci riporta quasi al via.

In conclusione: solo qualche tratto nuovo e non ancora mappato ma girone totale, lungo e completo.

Distanza: 48 km
Dislivello: 3000 m
Tempo: 12 h con calma
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro++
Traccia gps: Fallere 2026











sabato 1 agosto 2026

Monte Pinter 3132 m: the dark side of Testa Grigia

Sin dal 2018 la Testa Grigia è e rimane uno degli itinerari tecnicamente più esigenti di tutta la Bibbia del Ciclodisagio. Rimaneva "l'ultimo grande problema" da risolvere: esplorare il suo Dark Side !
Poche e non incoraggianti le info disponibili, ovviamente zero mtb.

Start da Champoluc 1550 m, poco parcheggio in alta stagione.
Tutta la salita è in comune al vecchio itinerario Testa Grigia che rappresenta sempre il miglior modo per tagliare fuori quasi interamente impianti e merenderos almeno fino ai laghi Pinter. Quindi ottimo pedale panoramico nel Vallone di Mascognaz fino ai 2300 m e soft portage attraverso il Colle Perrin 2644 m e Pinter 2777 m.
Dal colle gli escursionisti aumentano parecchio, almeno ad agosto, ma devo dire ho incontrato solo persone gentilissime e curiose alla faccia delle tigri terrapiattiste da tastiera che spesso criticano le mtb.
Molto bene, ultimi 350 m di Portage d'autore ed oggi ci fermiamo al M. Pinter 3132 m (bivacco molto frequentato, difficile trovare posto). Paninetto più loffio del mondo e siamo pronti.

Il segnavia è 10C. Partenza hard core con bel gradone e tornantino della morte. Tutti gli escursionisti improvvisamente spariscono. Il sentiero si mantiene sempre evidente e facile da seguire. Gli appiedamenti sono numerosi ma sempre di pochi passi nonostante l'ambiente inospitale e la pietraia da attraversare. Non mancano i passaggi difficili e tecnici ma in generale meno estremi e pericolosi della variante classica. Si traversa verso la barra rocciosa del M.Tijaz e si scende per la linea di minor pendenza. Affollamento di stambecchi e ambiente fantastico. Verso i 2850 m chiappe strette per fondo sbrisolone solo mitigato dalla pioggia della notte e forte pendenza. Ocio ! Poco dopo la grande pietraia termina e il fondo diventa "erbivoro" e più amichevole con continuità totale. Sentiero Alpino con la A maiuscola, lussuoso e lussurioso che manca il bacio accademico solo per qualche tratto un pò scavato. A 2570 m si trovano 20 metri di Deportage attrezzati con provvidenziale fune metallica ma senza problemi di sorca anche faccia a valle. Ancora qualche bel tornatino e ai 2250 m ci si ricongiunge al sentiero 10 del Rothorn che ci aviolancia fino a valle. Sempre moolto tecnico, ripido, tortuoso, stretto, radici assassine ... insomma tutto ciò che serve per prosciugare anima e corpo.

Atterrati a La Trinité bidet rigenerante, pastiglietta blue e si riparte. 1000 metri di pedale assassino mancano ancora per rientrare in Ayas attraverso la pessima Bettaforca (alternativa Colle Rothorn). Cadenza 10 RPM, Power Saving On e ci siamo. 2672 m di degrado. Sentierino sotto la seggiovia con qualche bella curvetta poi all'osceno lago artificiale conviene tenere la sx anzichè proseguire per sterrata in modo da aggiungere un centello di ST prima del Rifugio Frachey.
Mascella ? Presente. Costole ? Presenti. Scapola, omero, radio, ulna ... Contate bene le ossa perchè a Saint Jacques potrebbe mancarne qualcuna. 400 m di sentiero a chiocciola con rocce, prioni, scogli a punta e fondo a tratti improvvisi scivoloso faranno di tutto per limare via quello che rimane della carcassa.
Marooo che finale !
Finale ? chi ha detto finale, non si butta via niente. Si risale verso Rovinale per prendere la lussuria moquettata che scende dal Ru Courtod fino a Frachey. Adooro !
Relax lungofiume e senza neanche togliere i preservativi si risale ancora sulla regionale fino a Palouettaz 1700 m. Ultimi 250 m di ST dell'AMMore e chiudiamo l'anello di giornata.
Oh, mai una volta che arrivo alla macchina prima delle 20.30, TOP !

In conclusione: girone alternativo e selettivo ma consigliato se siete sopravvissuti all'itinerario classico.

Distanza: 44 km
Dislivello: 3000 m
Tempo: 12 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Durissimo
Traccia GPS: M.Pinter: dark side Testa Grigia




se avete tempo anche una capatina alla Testa, è lì a due passi

vista a ritroso poco prima dell'ex bivacco

piano che c'è traffico

del bivacco è rimasta solo la panchina panoramica

Ambiente e sentiero TOP

Panorama dal Bivacco Lateltin

Va che bell'uomo !

Non illudetevi :-)

Sguardo a ritroso, attraente no ?

Laghi Pinter

bip bip

tutto liSSio ... insomma :-)





giovedì 16 luglio 2026

Guglie bianche del Lebendun 2940 m

Partenza con protezioni indossate dal park alla cascata del Toce 1700 m, bella discesa tecnica a freddo verso Canza 1420 m. Da qui parte la durissima salita verso il lago del Vannino 2160 m, acqua al rifugio Margaroli , tutta pedalabile tranne (per noi umani) un tratto al 30% dopo Sagersboden 1780 m e anche panoramica dai 2000m in poi . Raggiunto il lago si prosegue sul G37 in facile spinta/porta fino al lago superiore Sruer (2340 m) , poi si spalla duro su pietraia (prima meta' con sentiero piu' evidente , seconda meta' su pietroni ma piu' "comoda") fino ai 2800 , dove la pendenza si attenua molto ma sono presenti diversi tratti su giaccio da affrontare con attenzione . Ultimo sforzo e siamo alle guglie bianche del Lebendun (2940 m) , posto unico con una curiosa formazione geologica calcarea di colore bianca . Vista a 360° , l'Arbola , il ghiacciaio dei Sabbioni , il Blinnenhorn , la punta Clogstafel con i laghi Vannino e Sruer di sotto, etc , tutti sono paesaggi da cartolina , vi sembrera' di poterli toccare . Secondo solo alla becca di Traversiere in vda (per me rimane il top finora) . Discesina , poi breve risalita sotto al pizzo del Costone (2950m) , e siamo all'attacco della prima discesa di giornata : prima parte scorrevole su sentiero perfetto , seconda parte su pietraia che costeggia il ghiacciaio ormai scomparso , dove non sempre si riesce a seguire la traccia , ma con un po' di malizia si riesce a portare a casa una percentuale altissima di ciclabilita' (ovviamente nel contesto pietraia) . Topperia se apprezzate il genere . Si atterra belli shakerati al lago dei Gemelli di Ban (2620 m) . Come prima discesa non c'e' male ! . Di nuovo breve risalita in facile spinta e andiamo a prendere la seconda discesa verso il rifugio Cai Somma Lombardo (2560m) . Bellissima , fluida , panoramica , solo per un breve tratto esposta , in un baleno siamo al rifugio dove proseguiamo sul G39 , piu' tecnico ma altrettanto fluido e mai banale , tutto da guidare . Risaliamo bici in spalla sul ripido sentiero G39A fino al rifugio Citta' di Busto Arsizio (2480 m) e riscendiamo sul G91 verso l'alpe Battelmatt (2041m) : sinceramente me lo ricordavo piu' tecnico , mi e' sembrato piu' scavato , meno naturale , ma comunque divertente . Giunti all'alpe , breve risalita e poi di nuovo giu' , questa volta su sentiero piu' tecnico con interessanti passaggi , fino al lago Morasco (1820 m) , che costeggiamo . Un paio di tagli , bitume passando per Riale (1740 m) e abbiamo finito.

In conclusione : due parole, topperia assoluta.

1900 metri D+
9 ore
29 km
Traccia gpx: Lebendun
























sabato 4 luglio 2026

Intervallivo val Bognanco / val Vaira

Partenza dal parcheggio al campo sportivo sopra la Gomba (1240m) , classica salita fino al passo di Monscera (2103 m) passando per l'oratorio di San Bernardo (1620 m) , tutto pedalabile , ambiente eccezionale . Dal passo prendiamo la discesa verso Zwishbergen (1300 m) , primi metri sentiero pettinato poi diventa un delirio di gradini ricavati con tronchi d'albero , discesa molto tecnica , vertical , mai noiosa , qualche tratto al limite della praticabilita' . Nei pressi di Pussetta (1760 m) deviamo brevemente su gippabile per evitare un tratto con erba altissima , ma riprendiamo subito dopo un bellissimo sentiero , i gradoni spariscono lasciando il posto a un ottimo e divertente boschivo svizzero in eccellenti condizioni . Prima discesa top , belli soddisfatti riprendiamo a salire su facile e lunghissima gippabile fino al laghetto Stausee Fa (1760 m) , scartiamo a sinistra e stiamo ancora per poco in sella . Saltiamo la direttissima per i laghi di Pontimia e ci godiamo la magnifica vista del pizzo di Andolla (3654 m) per tutto il lungo traverso che costeggia il Grosses Wasser . Ai 1940m circa breve portage e raggiungiamo il sentiero che su ampi pascoli , a tratti pedalabili , ci porta ai laghi Pontimia (2260 m) : si tratta di un lungo e panoramico avvicinamento , il pizzo Straciugo (2713 m) all'orizzonte , un tratto intermedio di discesa su microtraccia super . Dai laghi facile portage fino al passo di Pontimia (2387 m) : da qui il panorama piu' spettacolare di tutto il giro . Discesa in traverso un "tantino" problematica per il primo tratto , poi migliora e si fa tutto in sella . Breve risalitina in portage per raggiungere il passo senza nome (2350 m) con lo Straciugo a picco sopra di noi (si lo so che proverete a salirci :-) , il primo tratto fino alla prima gobba e' fattibile anche in discesa , il resto non pervenuto) . Di nuovo bellissima discesa selvaggia su traverso verso i laghi di Campo (2280 m), questa volta tutta in sella a parte un tratto troppo esposto . Raggiungiamo il passo di Campo (2180 m) e giu' di nuovo in picchiata su lungo spaccatone tecnico verso il rifugio alpe il Laghetto (2040 m) , poi sempre su ottima traccia panoramica verso l'alpe Oriaccia (1700 m) . Gli unici sporadici appiedamenti coincidono con gli attraversamenti dei vari rii . Chiudiamo con il D16 verso la Gomba : tratto boschivo con tornantismo pazzesco , uno dei piu bei sentieri boschivi mai fatti finora in assoluto , roba da intenditori . Possiamo dire che dal passo di Pontimia e' stato un crescendo continuo.

In conclusione : anche questo mettetelo tra i todo , panorami spettacolari e tecnicismo , come variante si potrebbe salire per la direttissima ai laghi Pontimia e tentare lo Straciugo ma lo sconsiglio . Fatelo cosi' e aggiungete la cima .


2200 metri D+
12 ore
35 km