sabato 7 marzo 2026

Bivacco Fugere 1550 m

Mai lasciare conti in sospeso altrimenti tocca tornare a saldarli.
A distanza di 1 sola settimana torniamo quindi a timbrare l'inedito Ciarmetta non prima di aver testato in mattinata il noto Alpetour + 559 (con salita alternativa).

Start comodo sempre da Foresto 480 m, qualche km prima di Susa (To).
Trasferimento gravel da 5km e salita sudata ma quasi completamente bitumata fino a Mompantero vecchio 1450 m dove prendiamo a sx una vecchia mulattiera un pò sporca ma spintabile. La neve ancora presente in abbondanza sul sentiero, sfondosa e scivolosa, ci costringe a salire verticali in Portage nel bosco sfruttando micro esposizioni più favorevoli fino ad intercettare il sentiero di discesa a 1750 m appena sotto l'Alpe Tour (ovviamente in stagione propizia basta far girare le gambine sulla strada per il Rifugio La Riposa). Vabbuoh, paninetto e zo de l'è !

Ottimo sentiero aggrappato al versante, molto caratteristico e inizialmente più tecnico puntualmente poi via via più scorrevole con qualche interruzione ininfluente per alberelli a terra (e ancora un pochino di neve al 7/3). A 1300 m si può volendo prendere il 560 m su Foresto che migliorerebbe l'estetica della traccia ma avendolo appena fatto prendiamo appunto il 559. Passato il borghetto di Chiamberlando si prosegue belli e assolati su sentiero panoramico, spesso rocciosetto (qualche passaggio sympa) e piacevolissimo. Ordinaria amministrazione nel finale ma off fino a fondo valle. Bello assai !

Rientro al parcheggio per pit stop e secondo paninetto e si riparte per l'anello pomeridiano.
Pedale sudato fino a Falcemagna 850 m e poi via via pendenze sempre più assassine (1 albero noioso a terra) fino a 1150 m dove si cambia modalità o sport a seconda dei punti di vista. Sentiero ripido ma ben tracciato e pulito dall'ecatombe di alberi morti a seguito dell'incendio di anni fa. Esposizione però sfavorevole e ultimi 200 m di neve infima con varie scivolate e facciate a terra.
Bivacco Fugere 1550 m, quota ridicola ma contesto spaziale e rifugetto super attrezzato anche se piccolo.

Ultima barretta, maglietta della salute e golden hour da limunin.
Subito ripidi e assorti, 2 passi di nr a piedi e poi sentierino largo una spanna che si lascia raidare con estrema cautela su versanti apparentemente impossibili. Ripidi ed esposti ma addomesticati da sapienti tornantini. Maroooo !
300 m da antologia discesistica del Ciclodisagio quasi sempre impegnativi e a tratti su rolling stones a grip nullo. A 1250 m ci ricompattiamo al punto di settimana scorsa ma stavolta scendiamo verso il Truc di San Martino (in traccia tentativo di aggirare la falesia sulla dx ma poco potabile) su ST meno difficile ma sempre da FBL per il fondo insidioso e qualche passaggino tossico. Timbriamo gratuitamente il Truc per il selfie alle followers e finalone più veloce ma molto divertente.

In conclusione: girone per palati sopraffini a due passi dalla città ma in contesti e contenuti tecnici notevoli. Marca giù ma ... ocio ai sass a punta come sempre !

NB: un grazie speciale al local Ronz per l'intuizione disagiata, le idee stupide sono sempre le migliori.

Distanza: 43 km
Dislivello: 2600 m
Tempo: 8 h
Difficoltà tecnica: Difficile++
Condizione fisica: Duro
Traccia Gps:















sabato 28 febbraio 2026

Susa Invernale

"Una zona xerotermica è un ambiente caratterizzato da un clima caldo e secco, derivante dall'unione delle parole greche xero (asciutto) e thermos (caldo). Queste "oasi" presentano condizioni di forte irraggiamento e siccità, ospitando vegetazione mediterranea o desertica in zone altrimenti isolate rispetto al contesto circostante, come in alcune valli alpine".

Tradotto per le capre: ideale anche per la mtb in Inverno !

Start da Foresto 480 m (TO).
Trasferimento gravel fino a Mompantero e salita bitume fin sopra Pietrabruna 1130 m (volendo c'è anche la sterrata).
Prima discesa 529-GTA: bella ruspante, scorrevole ma non troppo. Qualche tratto cinghialato ma anche scogli fissi più giocosi.

Breve trasferimento ancora per Mompantero e risalita questa volta per il famoso Monte Molaras 1327 m con guida local d'eccezione Romeo "Ronz". Cima panoramica sulla valle, barretta loffia e zò de lè !
Sentiero 560, tra i più tecnici della bassa Valle di Susa ma anche panoramicissimo e in ambiente totalmente inaspettato per essere a così bassa quota. Magistrale tra pareti rocciose in alto e ingegneristico nei pressi dell'orrido. Scogli a volontà ma in condizioni ottime. Bello assai.

Ultima salita all'attacco dell'inedito Monte Ciarmetta.
Pedale bitumato fino a Case Trucco 830 m, super sentiero balcone in leggera salita fino al quadrivio dei 900 m e finalmente sano Portage fino a Cà Teissard 1250 m su sentiero sempre perfetto con vista notevole sulle incredibili pareti rocciose. Purtroppo il tempo stringe e dobbiamo scendere. Scegliamo anello estetico per tornare a Trucco. In alto sentiero bellissimo a tratti esposto e ben tecnico con vegetazione mediterranea. Al primo bivio prendiamo a sx per dell'ottimo rolling stones tortuoso e a tratti bello ripido. Molto carino. Finale via via più veloce ma sempre di gran divertimento.

Birra e pianificazione nuovi itinerari del disagio. Qui i sentieri nuovi non mancano !

Distanza: 44 km
Dislivello: 2450 m
Tempo: 8 h
Difficoltà tecnica: Difficile+
Condizione fisica: Duro
Traccia Gps: Susa Invernale









domenica 15 febbraio 2026

Monte Vignole 1070 m ++

Start dal parcheggio tattico free a due passi dal lungo lago di Marone (BS).

La prima lunga salita si sviluppa in buona parte su stretta strada asfaltata fino alla croce di Marone 1180 m. Lungo la salita s'incontrano parecchie pareti attrezzate con vie di arrampicata. Prima però qualche taglio su vie secondarie più un ciottolato malefico per scaldare le gambe (per fortuna la pioggia di ieri ha dato grip al fondo...💧). Prima del ciottolato si può bypassare un cancello (proprietà privata) con un breve sentiero sulla dx che l'aggira.

Dal passo comincia il mangia e bevi, più mangia che bevi, che ci porterà dopo una lunga e varia peregrinazione alle 13Piante, 1300 m. Con buona gamba si pedala gran parte del sentiero... non manca tuttavia qualche tratto di spintage oppure brevi e salutari spallate, che oltretutto evitano l'inesorabile usura degli pneumatici (di questi tempi..). Qualche pianta sul sentiero ma scavalcabile. Peccato che il bostrico abbia compromesso la bella pineta, che a quanto pare verrà rimossa a favore di una nuova faggeta.  

Pic-Nic con panino e biscotti su una panchina iperpanoramica con vista lago e vette innevate. 

Rifocillati, si comincia a scendere con freeride nei prati, poi si perde un po' di quota su mulattiera e stradone per prendere un sentiero che ci schianta alla croce di Zone (900 m). Purtroppo, qui troviamo, già all'imbocco del sentiero nel bosco, una grande quantità di alberi a terra (attenzione cartello di pericolo). Decidiamo pertanto di scendere verso Zone su stradone e prendere lo stupendo sentiero che dal paese ci porta sotto al Dosso Tondo, con estrema fatica ma enorme soddisfazione x averlo pedalato praticamente tutto! Che roba.. Da qui breve spallata per vedere come è il trascurato e vicino Monte Vignole 1070 m, di fronte alla ben più rinomata 30Passi, ormai ben nota ai bikers ed assiduamente frequentata anche da camminatori. Panorama spettacolare, dal lago con Montisola, al Guglielmo innevato, la Presolana, gli Appennini, il Rosa....  

Foto di rito, secondo panino e raccogliamo le ultime energie per affrontare una discesa ben poco democratica: qualcuno direbbe ammazza cristiani o scarlinga bikers... Corna Trentapassi

Atterriamo su Vello abbastanza demoliti ma con le ossa integre e con ancora tutti i denti in bocca e sulla trasmissione della bici. Non rimane che un breve rientro al parcheggio lungo il percorso ciclabile lungo lago per chiudere la giornata in bellezza.

Distanza: 33 km
Dislivello: 2100 m
Tempo: 7,5 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile+
Condizione fisica: Duro
Traccia Gps: Monte Vignole








domenica 1 febbraio 2026

Forti di Genova++

Galeotti furono i 15 gradi.

Approfittiamo della primavera ligure per ripescare un vecchio girozzo del Lazza aggiungendo solo la salita al Forte Diamante che prevede bella salita tecnica e tagli in discesa interessanti.
Questa la descrizione originaria annus domini 2020:

"Start dal parcheggio adiacente l'uscita dell'autostrada con prima salita che si svolge per antiche vie liguri e non, sino all'inizio del tour dei forti.Inizia ora lo sterrato, poi sentiero, che ci porta sino sotto al forte Diamante.(BELLA PEDALATA IMPEGNATIVA CON VISTA).
Indossiamo le protezioni e su medio e facile sentiero, con alcuni passaggi impegnativi ,scendiamo a prendere il trail MANTIDE. Ora corriamo su crinale che ci porterà giu giu giu con tratti veramente impegnativi (Prima parte specialmente)
Ora, con bella pedalata, sull'antico e storico acquedotto risaliamo verso il monte Trensasco con una brevissima spinta finale . Inizia ora una divertente discesa, meno tecnica e più veloce che ci porta di nuovo sull'antico acquedotto e poi giù sino al ponte che attraversa il fiume per iniziare la salita sino al forte Ratti sull'altro versante.
Si parte con asfalto e sterrato e poi su di un sentiero sassoso dove serve una buona tecnica e fiato. Chi ne ha, riuscirà a farlo completamente in sella(SPETTAKOLARE).
Cambia il fondo, ora più terroso, ma sempre impegnativo ,oggi, con alcuni brevi tratti bagnati che mi hanno fatto scendere qualche metro dalla bici....ma pochissima roba...(SALITA FANTASTICA).
Dal forte Ratti vista SPETTAKOLO su Genova. Inizia la discesa più hard e bella della giornata intervallata dal trasferimento verso il forte Richelieu dove ancora con più difficolta si viene catapultati in Genova. SPETTAKOLOO QUESTA OCIO AI DENTI....
Dobbiamo ora fare un trasferimento ancora su antiche vie per guadagnare l'ultimo colle .Da qui scenderemo ancora su crinale e bellissimo sentiero verso lo stadio Marassi chiudendo un giro fantastico .....VERAMENTE UNO SPETTAKOLOOOO
Note: nell'ultima parte, sulla cartina denominata Pianderlino, conviene scendere in asfalto in via Polverara e per gradinata ritornare in traccia in via Ammarengo ( basta zoomare e si vede facilmente) . Il tratto colore blu denominato Sentiero segnato rosso è chiuso....si passa con qualche breve tribulata nulla di che....se volete."

In conclusione: ottimo e lungo itinerario con belle discese ma anche salite tecniche degne di nota.
Attenzione alla nota finale, io non avevo in mappa la scalinata citata quindi ho ravanato tra i rifiuti del sentiero abbandonato.

Distanza: 49 km
Dislivello: 2150 m
Tempo: 8 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro
Traccia Gps: Forti di Genova++



Vista da Forte Diamante

Vista dal Forte Ratti


sabato 24 gennaio 2026

Ai piedi della Becca d'Aver

Allenamento invernale ai piedi della Becca d'Aver su percorso in buona parte inedito e percorribile quasi tutto l'anno grazie all'ottima esposizione Adret.

Start da Chatillon loc Chameran 570 m pochissimi posti auto.
Panoramico Ru Chandianaz, ora ben ripristinato, e comoda salita bitumata (a gennaio deserta) fino a Dorinaz 1320 m.

Prima discesa inizialmente regolare ed appena entrati nell'arboretum assolutamente perfetta con numerosi tornantini leccatissimi e vari view points da limunin dell'amore. Solo 300 m ma notevolissimi.
Risalita a Hers 1200 m su strada, sterrato oggi innevato e finale disagiato modello campagna di Russia. In primavera penso sia una passeggiata perchè qui passa la ciclovia della Becca d'Aver verso Lignan.
A Grangette parte la nostra discesa. Molto carina e guidata che con la nevina di oggi diventa lussuosa. Si ripassa da Hers e dopo breve forestale si continua sullo stesso registro sempre su ottimo sentiero il cui fondo diventa nel finale molto caratteristico tipo Calanchi. Una piacevole sorpresa.
Risalitina da 150 e si scende veloci per vigne verso Chambave. Barretta loffia e ultima risalita stradale per Saint Denis per il classico invernale da le Gran Bruson 1130 m. Sentiero sempre bello, panoramico, moderatamente tecnico e a piombo sul parcheggio come questo Becca d'Aver da Chatillon

Distanza: 43 km
Dislivello: 2100 m
Tempo: 6 h
Difficoltà tecnica: Medio
Condizione fisica: Medio
Traccia Gps: Ai piedi della Becca d'Aver


giovedì 1 gennaio 2026

Finale Ligure: s.Bernardino-Manie-Noli

Tutti bravi la sera del 31/12, i veri eroi escono ancora stonati il 1/1: Finale Ligure Detox.

S.Bernardino: Cà del Vacchè. Lunghino, vario e divertente con finalissimo su Vico Porri per ottimizzare.
Risalita via Ponti Romani, vaginosi e sudati.
Trasferimento e giù a Noli su S.Michele: molto bello nella macchia con finalissimo hard core.
Risalita elettrica Acquaviva: una bella copada ascensoristica.
Giù a Varigotti per la DH Men. Ultra dry ma a velocità codice senza problemi.
Struscio sempre alla ricerca di ereditiere con dentiera e detox senza ape.

Distanza: 29 km
Dislivello: 1100 m
Tempo: 5 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Medio
Traccia gpx: s.Bernardino-Manie-Noli




mercoledì 31 dicembre 2025

Finale Ligure: S.Bernardino-Caprazoppa-Grosso

Al mare con gli anziani: Finale Ligure invernale.

Tutti gli smanettoni crucchi salgono furgonati e scendono infangati, noi poveri pedaliamo e scendiamo lindi e contenti rimanendo sui sentieri vista mare.

S.Bernardino: Pianarella sempre tra i preferiti. oggi in gran forma con terreno perfetto.
Brutta risalita trafficata a Gorra poi Caprazoppa: un pò sopravvalutato.
Risalita sudata dalla Cappelletta poi Parsifal e Bondi DH. Lussuria.
Traverso disagio via dei Carri Matti con ottimo panorama e atterraggio su Natura.
Risalita comoda per monte Grosso con acqua quasi in cima.
Spillover da manetta, non il mio genere sessuale ma oggettivamente divertente.
Rimorchio vedove allegre a Pietra e risalita via Verezzi.
X-men laselandaa ma ocio ai sass a punta sul brevissimo taglio quasi in fondo.
Detox al tramonto dopo Ape.

Distanza: 46 km
Dislivello: 1700 m
Tempo: 5 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Medio
Traccia gpx: