Poche e non incoraggianti le info disponibili, ovviamente zero mtb.
In conclusione: girone alternativo e selettivo ma consigliato se siete sopravvissuti all'itinerario classico.
Distanza: 44 km
Dislivello: 300 m
Tempo: 12 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Durissimo
Start da Champoluc 1550 m, poco parcheggio in alta stagione.
Tutta la salita è in comune al vecchio itinerario Testa Grigia che rappresenta sempre il miglior modo per tagliare fuori quasi interamente impianti e merenderos almeno fino ai laghi Pinter. Quindi ottimo pedale panoramico nel Vallone di Mascognaz fino ai 2300 m e soft portage attraverso il Colle Perrin 2644 m e Pinter 2777 m.
Dal colle gli escursionisti aumentano parecchio, almeno ad agosto, ma devo dire ho incontrato solo persone gentilissime e curiose alla faccia delle tigri terrapiattiste da tastiera che spesso criticano le mtb.
Molto bene, ultimi 350 m di Portage d'autore ed oggi ci fermiamo al M. Pinter 3132 m (bivacco molto frequentato, difficile trovare posto). Paninetto più loffio del mondo e siamo pronti.
Il segnavia è 10C. Partenza hard core con bel gradone e tornantino della morte. Tutti gli escursionisti improvvisamente spariscono. Il sentiero si mantiene sempre evidente e facile da seguire. Gli appiedamenti sono numerosi ma sempre di pochi passi nonostante l'ambiente inospitale e la pietraia da attraversare. Non mancano i passaggi difficili e tecnici ma in generale meno estremi e pericolosi della variante classica. Si traversa verso la barra rocciosa del M.Tijaz e si scende per la linea di minor pendenza. Affollamento di stambecchi e ambiente fantastico. Verso i 2850 m chiappe strette per fondo sbrisolone solo mitigato dalla pioggia della notte e forte pendenza. Ocio ! Poco dopo la grande pietraia termina e il fondo diventa "erbivoro" e più amichevole con continuità totale. Sentiero Alpino con la A maiuscola, lussuoso e lussurioso che manca il bacio accademico solo per qualche tratto un pò scavato. A 2570 m si trovano 20 metri di Deportage attrezzati con provvidenziale fune metallica ma senza problemi di sorca anche faccia a valle. Ancora qualche bel tornatino e ai 2250 m ci si ricongiunge al sentiero 10 del Rothorn che ci aviolancia fino a valle. Sempre moolto tecnico, ripido, tortuoso, stretto, radici assassine ... insomma tutto ciò che serve per prosciugare anima e corpo.
Atterrati a La Trinité bidet rigenerante, pastiglietta blue e si riparte. 1000 metri di pedale assassino mancano ancora per rientrare in Ayas attraverso la pessima Bettaforca (alternativa Colle Rothorn). Cadenza 10 RPM, Power Saving On e ci siamo. 2672 m di degrado. Sentierino sotto la seggiovia con qualche bella curvetta poi all'osceno lago artificiale conviene tenere la sx anzichè proseguire per sterrata in modo da aggiungere un centello di ST prima del Rifugio Frachey.
Mascella ? Presente. Costole ? Presenti. Scapola, omero, radio, ulna ... Contate bene le ossa perchè a Saint Jacques potrebbe mancarne qualcuna. 400 m di sentiero a chiocciola con rocce, prioni, scogli a punta e fondo a tratti improvvisi scivoloso faranno di tutto per limare via quello che rimane della carcassa.
Marooo che finale !
Finale ? chi ha detto finale, non si butta via niente. Si risale verso Rovinale per prendere la lussuria moquettata che scende dal Ru Courtod fino a Frachey. Adooro !
Relax lungofiume e senza neanche togliere i preservativi si risale ancora sulla regionale fino a Palouettaz 1700 m. Ultimi 250 m di ST dell'AMMore e chiudiamo l'anello di giornata.
Oh, mai una volta che arrivo alla macchina prima delle 20.30, TOP !
In conclusione: girone alternativo e selettivo ma consigliato se siete sopravvissuti all'itinerario classico.
Distanza: 44 km
Dislivello: 300 m
Tempo: 12 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Durissimo












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