Visualizzazione post con etichetta Valli di Lanzo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Valli di Lanzo. Mostra tutti i post

sabato 16 agosto 2025

Valle di Viu' - Col Sulè 3072 m

Valle di Viu' - Col Sule' 3072m

Start da Usseglio 1260m, si imbocca la lunga strada comunale castello che , con pendenza regolare , dopo circa 11 km ci porta al Lago dietro la Torre (2360m) . Si pedala ancora per circa 1 km e si prende a sinistra il 122a . Facile e panoramico spintage fino al Lago della Rossa (2720m) , acqua alla fine della diga verso il bivacco San Camillo. Prendiamo a sinistra , costeggiamo il lago e iniziamo a salire su ottima traccia in mezzo a rocce e sfasciumi fino al Colle Altare (2908m) . La discesa parte bene , inizialmente ciclabile , poi peggiora costringendoci ad alcuni tratti a piedi , per poi precipitare in una clamorosa frana . Arrivati nei pressi del lago Perciaval sup. (2760m) la situazione migliora in ciclabilita' ma il sentiero rimane molto impegnativo . Il colpo d'occhio sulla valle sottostante e' notevole , man mano che si scende la ciclabilita' migliora e si arriva indenni al rifugio Cibrario (2616m , acqua) . Pausa pranzo , scambiamo volentieri quattro chiacchiere con i simpatici gestori del rifugio e ripartiamo verso la nostra meta . Si attraversa il Pian Sabiunin , si taglia su un piccolo nevaio residuo ed e' subito portage duro. Il sentiero e' ben marcato , in parecchi punti molto verticale e abbasta franoso ma non esagaratamente esposto . Salendo migliora progressivamente , fino a trasformarsi in un falsopiano attorno ai 2900m . Da qui lungo e piacevole spintage fino all'anonimo col Sule' (3072m) . Vista un po risicata sulle cime circostanti causa annuvolamento , giriamo i tacchi e riscendiamo da dove siamo saliti . Ottima ciclabilit‡ tra rocce e sfasciumi fino ai 2900 , poi precipita , inizialmente con godurioso tornantismo , da meta' in poi difficilizzimo stare in sella a parte qualche sporadico tratto . Nel complesso comunque una discesa esaltante . Si ritorna al rifugio e si prende lo stupendo sentiero 118 gi‡ descritto dal titolare nel tour della Punta Croce Rossa. Arrivati alle fontane della Lera (2000m) pero' tagliamo in direzione alpe Barnas per ispezionare il 120 che si rivela una piacevole sorpresa : prosegue come in precedenza , poi si attraversa una parte della vecchia decauville e infine diventa boschivo ma sempre impegnativo. Arrivati all'alpe
Barnas (1540m) si riprende il bitume in discesa fino al termine.

2250 metri D+

10 ore

Traccia gpx: Col Sulè































sabato 14 ottobre 2023

Punta Costan 3305 m

Non è nostra abitudine tornare sul luogo del delitto dopo solo una settimana ma l'idea di chiudere la stagione degli over 3000 con una cima inedita stuzzica troppo il Pipino: Punta Costan 3305 m

Siamo nel ramo di Malciaussia della valle di Viù dimenticata da Dio e da tutti i Ciclodisagiati del NW salvo sporadici avventurieri per il Rocciamelone via rifugio Tazzetti. Zero info se non foto di ciaparatt domenicali che fotografano tutto tranne i sentieri. Andiamo a vedere.

Start da piazzetta di Margone 1420 m, parcheggio comodo e acqua. Pratica pedale rapidamente sbrigata fino al lago di Malciaussia 1800 m. Con del soft portage, spintarelle e pedalino quà e là risaliamo facilmente il bellissimo vallone di Costan fin verso i 2200 m dove takiamo zü seriamente con qualche taglio creativo giusto per fare più fatica. A 2500 ci si ricongiunge sull'ottimo sentiero in arrivo dal colle Spiol e non lo molliamo più. Origini sicuramene militari, ben fatto e ottimamente tracciato fino al lago Autaret 3000 m. Vento forte e mutande di lana. Centello più tecnico e siamo al colle dell' Autaret 3100 m che si affaccia sui cugini ciuccianebbia nel vallone della Lombarde. Vento patagonico e frecc of the madon. Ultimi 200 m sono disagio vero su sfasciumi verticali e raffiche da coppa america. 3305 m, cima ! "Qui Annibale vide la pianura padana", noi vediamo solo il vallone sotto i piedi e i laghi ma lo spettacolo è comunque di primissimo livello. 5 min di pausa senza panino più buono del mondo e ... zö de lè ! I tecnicissimi guanti da 9.90 euro non reggono e in una qualche maniera ci scartavetriamo rapidamente giù fino al colle con ciclabilità tutto sommato discreta (50%). Non male. Dal colle al lago ben tecnico e panoramico. Per ragioni di estetica di traccia e insaziabile curiosità allarghiamo il giro aggirando i montarozzi quotati 3069 fino ai ruderi della casermetta Moise e 3018 con spintarelle in su e ottimi sentieri in giù. Da 3000 a 2650 si scende decisi su mulattiera quasi perfetta nosepressando a caso e senza alcun motivo fino a ricongiungersi al sentiero di salita che si fà più tecnico. La prossima discesa parte da sopra il Pian Sulè ma va guadagnata dopo 2 risalitine attraverso il Colle Spiol e un traverso semiciclabile che verso la fine abbandoniamo brevemente. Bon, segnatevi le ossa perchè i 700 m prossimi sono da truppe aviolanciate. Scapicollo totale, costantemente esposto su sentiero strettissimo e parzialmente nascosto dall'erba su versante ripidissimo a piombo sul lago. Il sentiero è magistrale, un po' provato dagli anni ma ancora in ottima forma e disegnato ingegneristicamente. Salvo qualche passo soprattutto inizialmente non ci sono particolari penalità / appiedamenti ma l'attenzione deve essere massima se lo si vuole raccontare. Serpentone a lunghissimi traversi con tornanti sempre erbosi tutti fattibili tranne qualcuno dove neanche il pannolone d'ordinanza puo' contenere le vertigini. Ocio ambrogio e chiappe serratissime.
Atterrati ancora interi 2 min di trasferimento bordo lago e ci infrattiamo verso la Stura con due o tre tornantini estetici. Risaliamo brevemente il versante opposto e via di sentiero lussurioso, pettinato e bucolico con qualche sezione più rocciosa in bellissimo fondovalle. Piz en Lov. Sempre seguendo il percorso della sky marathon di annibale ci riserviamo un centello di portage giusto per gustarci meglio la birra finale e guadagnare l'ultimo poggio che accede al lago/stagno di Falin 1700 m. Finalone ottimo e abbondante di sezioni tecniche solo parzialmente inficiate da un pochino di foglia a terra (non ci sono aghifoglie nonostante la quota). Atterriamo precisi direttamente alla macchina belli limati e contenti.

In conclusione: girone irrinunciabile con tutti gli ingredienti per una bella giornata di disagio  

Stay Wild
#ciclodisagio

Distanza: 29 km
Dislivello: 2300 m
Tempo: 10 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: Molto Duro
Traccia Gps: Punta Costan 3305 m
















sabato 7 ottobre 2023

Punta Croce Rossa 3566 m

Se l' Uja di Ciamarella è la regina d'Italia con i suoi 3676 m, la Croce Rossa potrebbe essere la degna damigella d'onore e terza "ciclabile" assoluta. Zero info e sicuramente prima in mtb. Andiamo a vedere.

Start da Villaretto 1290 m, Usseglio To. Parcheggio tattico ma acqua solo dai ruscelli in salita. Primi 1000 e rotti sono "gratuiti" su salitone modello Stelvio di infiniti tornanti asfaltati prima e sbrisolosi sul finire. Al Lago dietro La Torre 2350 m prendiamo l'incredibile tracciolino ancora in discrete condizioni e lo pedaliamo panoramicamente per 1,5 km (3 gallerie). Dove termina si Taka zü prontamente. Sono i primi 300 di portage come riscaldamento di giornata. Balza ripida da passare con 2 simpatiche catenelle attrezzate e sbuchiamo su falsopiano con vista clamorosa su Rifugio Cibrario 2620 m che raggiungiamo con facile discesella. Acqua e giretto sul Pian Sabiunin e ritakiamo zü seriamente. Portage incondizionato passando per il bellissimo lago Peraciaval 2740 m e piano piano fino al Colle della Valletta 3200 m. Non ci sono passaggi attrezzati o pericolosi ma solo Disagio e Sofferenza (tanta). Al Colle la vista già meravigliosa salendo si apre completamente sul lato francese con il ghiacciaio Baounet a catalizzare lo sguardo. Meglio guardare il panorama perchè la cima è ancora lontanissima e ripidissima ed invoglia come una gita di sabato pomeriggio piovoso all'Ikea. Occorre frugare a fondo nello zaino e trovare motivazione e ignoranza per proseguire. Quasi subito icontriamo pietraia e terreno difficile soprattutto se si perde la labilissima traccia. A metà pendio gli sfaciumi lasciano spazio a veri e propri passi di arrampicata che possono diventare anche delicati se non si trova la via migliore. La madonna di vetta ci guarda dall'alto con compassione ma non si fa mai raggiungere. Dal colle sono poi solo 300 m ma sono veramente duriZZimi. Passo Hymalayano, power save on e ci siamo. Primi Disagiati in coppa alla Croce Rossa, nomen omen perchè è da neurodeliri. Panorama 360 assoluto ed esaltato da una giornata d'ottobre calda e magnifica per gustare gli avanzi avariati del panino più buono del mondo. Marooo !

Discesa ON: fino al colle è sopravvivenza con ciclabilità max 40% anche a sprezzo del capocollo e manico a volontà. Passaggi di deportage delicati, scegliere bene dove mettere i piedini. Dal colle si cambia subito registro con prima serie di tornantini esaltanti. Sentiero sempre ottimamente tracciato e tenuto ma niente facile. Pendenza e rolling stones inaspettati alzano continuamente l'asticella ed ogni metro in sella è una conquista di nose press e controllo. Breve falsopiano, molto falso, e le difficoltà verso i 3000 aumentano ancora pur rimanendo teoricamente tutto fattibile. Si suda acido lattico fondente. Sotto i 2900 e fino al lago più umano ma sempre trialistico. A bordo lago gli unici pochissimi metri facili passati i quali ripartono le asperità con 50 metri su diagonale della morte dove spesso prevale l'istinto di sopravvivenza. Atterrati al Rifugio riforniamo d'acqua ancora increduli per essere sopravvissuti allo scapicollo ma ripartiamo velocemente. Come sperato tutto il sentiero fino a valle essendo evidentemente molto frequentato dai trekkers è ben tracciato e marcato. Non proprio facile con vari punti belli impestati da boccioni e franette varie ma a tratti bello fisico e da guidare. Fino al ponticello panoramico sul rio si alternano diagonali e tornantoni in scenario da favola e moltissimi animali selvatici come spettatori. Passato il ponticello con qualche metro di salita si riprende su terreno meno rolling stones ma più tecnico, stretto e tortuoso a tornantini per vincere la forte pendenza e la vegetazione. Ottimo ed impegnativo. Qualche decina di metri a piedi presso il Rio della Lera e poi si riprende il gran diagonalone che va via via semplificandosi fino a semplicissimo sentiero erbivo in falsopiano parallelo al sottostante tracciolino fino ai pressi del Monte Bassa 1800 m. Cambiamo versante e passati i primi metri troppo impegnativi per i nostri riflessi letargici ci godiamo un super finalone scorrevole ma divertente nel bosco fino a Margone 1430 m. Un ultimo sentiero e sterrati vari dopo la risalitina a Perinera ci conducono alla macchina con l'ultimissimo alito di luce della giornata dove limoniamo a lungo lo sterco di vacca lasciato in abbondanza dalla Desarpa in corso. Maroo che giornata !

In conclusione: itinerario di nicchia del Disagio, difficile e molto impegnativo ma assolutamente da inserire nel CV per assicurarsi un posto in prima fila nel manicomio.

qui il panorama hires: Croce Rossa

Stay Wild

#ciclodisagio

Distanza: 28 km
Dislivello: 2450 m
Tempo: 10,5 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile+
Condizione fisica: Molto Duro+

Traccia Gps: Croce Rossa

























sabato 10 settembre 2022

Uja di Ciamarella 3676 m

Itinerario di Cicloalpinismo autentico con Portage quasi integrale, glacionevaio da attraversare, discese molto tecniche ed esposte da affrontare solo con determinazione, preparazione e prudenza.
Nella ossessiva ricerca di nuove Cime da raidare a fine agosto rimango folgorato da alcune foto rubate ai trekkers della bagna caüda: Uja di Ciamarella, la Cima più alta delle valli di Lanzo. Sarà "ciclabile" ? Nessuna info. Dopo aver consumato tutto il materiale XXX disponibile in rete non rimane che provarci ed andare a vedere. Team perfetto: Andrea e Phoebe.

Start da Balme 1430 m Val d'Ala TO, per evitare lo 0% di pedalabilità nelle statistiche ma soprattutto per evitare i 3 euro di gabella ai Piani della Mussa. Parcheggio comodo e acqua. 400 m di dislivello in 6 km possono bastare. Taka zü ! Da qui fino in cima è Portage praticamente integrale con solo qualche tratto di riposo a spinta. Bello ripidello fino ai Pian dei Morti 2050 m poi più "easy" fino all'inizio del Pian del Gias 2500 m che di Gias non ha praticamente più nulla. La meta è sempre lontana sopra la nostra testa e visti gli sfasciumi e il pietrame bisogna realmente crederci per scamallarsi una bici da queste parti :-) Non ci sono comunque tratti attrezzati o difficili, solo qualche "facile roccetta" e tanta fatica. A 3100 m calziamo i ramponi e passiamo senza problemi il povero ghiacciaio. Crepacci evidenti ed evitabili. A 3300 m riprendiamo il sentiero che si impenna verticale, traversa sotto la cima e con qualche ultimo metro più delicato sbuca sullo spallone a 3530 m. Ci siamo, ultimo centello e il busto di S. Leonardo Murialdo e della Madonna protettrice dei Ciclodisagiati ci accolgono sui 3676 metri. Marooo !
Panorama totale praticamente su tutte le montagne del NW dal Monviso a S al Bianco a N. I vicini ghiacciai des Evettes, Tonini, Sea galvanizzano e danno maggiormente il senso della quota visto che le vicine altissime montagne mitigano questa sensazione.

Discesa ON: tutto lo spallone sin dalla cima è interamente ciclabile, a picco sul ghiacciaio, ben navigabile e tracciato. Foto social a nastro. Seguono pochi metri di simil disarrampicata e lungo traversone con due possibili opzioni. Alto come in salita o leggermente più basso. Prendiamo quello basso e andiamo via precisi con solo qualche piedino a terra nella prima parte. Il successivo ripidone è uno sballo con sapienti S e terreno amichevole quasi sabbioso fino al ghiacciaio dove non mettiamo neanche più i ramponi ma rimanendo più a sinistra rispetto alla salita rimaniamo inaspettatamente in sella su ottimo ghiaccio reso gripposo dal terriccio. Boja faüss ! La sezione successiva per passare la balza che sorregge il ghiacciaio è discontinua ma comunque divertente con bei passaggi su roccioni levigati da interpretare. No complaint. A 3050 m breve appiedamento per aggirare il costone tenendo come riferimento evidente ometto. Segue bella parte impegnativa, verticale a tornanti stretti come le chiappe e con poco grip. Appena la pendenza diminuisce ci si può rilassare ma sempre con impegno e divertimento fino a circa 2790 m. 50-100 m NC-NR per boccioni grossi e ripidi. Segue altro breve tratto scorrevole fino al ponticello dove la bici torna sulle spalle. Cambio assetto mentale e puntiamo verso il Rifugio Gastaldi 2659 con qualche su e giù tra combe selvagge (evidente bivio a 2590 m). Scollinati nei pressi della vecchia teleferica vediamo il grosso Rifugio posizionato strategicamente proprio sotto la Bessanese (Rifugio gastaldi). Ultima barretta e siamo pronti per gli ultimi 800 m di discesa. Si parte brillantoni ma ben presto il sentiero diventa ancora molto tecnico e difficile. Moltissimi tornanti e altrettante tracce e scorciatoie ma anche quelle apparentemente più semplici sono in realtà parecchio usuranti ed impegnative ben farcite di scogli e ostacoli vari. 1 tratto di ferramenta di pochissimi metri ma senza problemi. Alè bon courage, si continua tra tornanti e scassatiello vario fino al Gias Naressa 2200 m e oltre. Non basta, asticella si alza ulteriormente con sentiero sempre più cattivo e trialistico. Chiedo l'aiuto del pubblico. Ancora scogli, tornanti stretti e roccioni della morte. Avanbracci e mani da buttare. Faccio la telefonata a casa. Altri scogli a punta e dirupi. Shimano aiutami tu. Disagio e Sofferenza ! Atterrati all'Alpe Rocca limoniamo come da tradizione lo sterco di vacca ancora increduli di avere tutti i denti al loro posto. Maroo che scarlingata !
Dopo aver passato i piani si rientra scialli all'auto su bucolica forestale e qualche ST. Molto bello il finalino su sentiero simpatico e cascata della Gorgia.

In conclusione: Uja di Ciamarella 3676 m la nuova Regina d'Italia, la vetta "ciclabile" su sentiero più alta d'Italia.

Qui il Panorama in HiRes: Uja Ciamarella

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 27 km
Dislivello: 2400 m
Tempo: 10.5 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile+
Condizione fisica: Molto Duro+
Traccia Gps: Uja di Ciamarella