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lunedì 11 luglio 2022

POINTE D'ESCREINS UBAYE KE SPETTAKOLOOO

Buongiorno bikers voilà un TOP TOUR che vi lascerà con il sorriso da EBETE per tempo indeterminato...OLLAMADONNA KE GIRO....OLLAMADONNA KE SPETTAKOLOOO
ATTENZIONE per percorrere questo giro in giornata bisogna avere una condizione top di pedale e disagio.....
Il portage è la metà circa del dislivello totale.
Consiglio di dividere il giro in 2 giorni con pernottamento al Refuge Basse de Rua dopo 2000mt di dislivello all'attivo e procedere il giorno successivo per la Pointe d'Escrins . In questo caso finita la discesa finale invece di proseguire su asfalto per tornare all'auto si può deviare salendo a Follouise per prendere il bel ST che trovate nell'itinerario della Mortice e che vi fa evitare l'asfalto. Per chi fa 2 giorni prima di arrivare al bivio per Follouise si può prendere il sentiero che corre in fianco al bitume sul fiume Ubaye...
https://itinerari.mtb-mag.com/tours/view/21810

Bene partiamo da Sant Paul in Ubaye e prima in bitume e poi su sterrato e mulattiera (con gamba) si pedala sino a quota 2400mt. Si spinge ora in direzione Paneyron e si raggiunge un montozzo con prima botta d'adrenalina di giornata lungo un vertical veramente vertical sino ad un colletto. Si spinge nuovamente e alternando qualche spinta a tratti pedalati su CRINALE DA FOTOMONTAGGIO con il trail si lambiscono 2 laghetti da cartolina e si arriva al Pic de Serenne. OLLAMADONNA KE SPETTAKOLOOO già non credetere più di essere svegli....posto da Paniko . Fin qui l'itinerario è uguale a quello della Mortice.
Ora deviamo sull'affilata e incognita cresta de Couniers....cosa dire....OLLAMADONNA KE SPETTAKOLOOOOOOOOO ATOMICOOO
Inizia lo show con passaggi esposti su cresta e vista stratosferica.....POI METTO VIDEO DRONE....
Si scende poi più agevolmente ed a un certo tratto molliamo il super flow che porta verso Vars per percorrere in freeride seguendo qualche traccia di animali un traverso che ci fa perdere poca quota e ci porta sulla strada che porta al colle della Couletta. Si pedala il primo tratto e appena sotto il colle la pendenza obbliga a spingere. Bici in spalla ora per un tratto ripido per raggiungere la seconda cresta di giornata ...quella di Vars.
Cosa dire.....LO SPETTAKOLOOO continua...alcuni tratti esposti con qualche passo qua e là...ma il sentiero è ATOMICOOOOO . Raggiungiamo il col de la Scie e poi con perfetto sentiero TORNANTISMO puro...raggiungiamo il rifugio.
I normali disagiati birretta sole fiume...taaccc
Per i masochisti del disagio si riparte in direzione Pointe d'Escrins. Sino a 2000 2100 pedale continuo poi abbandoniamo il gesto pedalato e saliamo in un vallone da favola in direzione col des Houerts. Paretoni imponenti e brevissima pedalata a quota 2400 poi su sino al colle e successivamente fino alla vetta.
Dalla vetta chevelodicoaffa panorama strappalacrime....e il Pic de Panestrel con colore imbarazzante ad un passo....VERAMENTE STREPITOSO PANORAMA....SENZA PAROLE.
Ora viene il bello....la discesa nel vallon des Houerts. Primi passi dalla vetta e poi sella continua su terreno difficile sino al colle. Giù nel vallone con prima parte SEMPRE TOPPISSIMA con vari tratti tecnici e rocce su cui galleggiare.
Ad un certo punto saremo obbligati a perdere un centello di dislivello per grossi ostacoli ma poi lo show ricomincerà con difficoltà molto alta....e qualche passaggio che solo i top rider riusciranno a chiudere senza piede a terra ( pochi pochi passaggi). Il sentiero è entusiasmante e difficile sino alla fine e solo ogni tanto diventa più flow...( ma poco).
TOP TRAIL ma ocio alla tecnica.....
Dopo 12 ore di bici ci godiamo un'agile pedalata in discesa su bitume per tornare allo start.

Cosa dire.....un giro EPICO PER TUTTO!!!
DISLIVELLO ,DIFFICOLTA, AMBIENTE ,TRAILS E PANORAMI.
OLLAMADONNA KE SPETTAKOLOOO

stay tuned

by Lazzadielle

#ciclodisagio

Distanza: 47 Km
Dislivello: 3300mt
Tempo : 12.5 h
Difficoltà tecnica : Molto Difficile
Difficoltà fisica : Estrema
Traccia gps: POINTE D'ESCREINS UBAYE KE SPETTAKOLOOO


domenica 17 ottobre 2021

Stura Ubaye Gesso 3 giorni

Weekendone del disagio lontano dalla Madrepatria ma sempre ad alto tasso di Disagio: Valle Stura con M. Bersaio 2386 m, Ubaye con La Mortice 3187 m e Valle Gesso con Ghiacciai del Gelas 2800 m.

Tutte le info sulla Bibbia del SW delle Alpi www.cicloalpinismo.com

Day 1: nonostante la partenza da ladri di galline il trasferimento dalla Cotolettaland è lungo quindi come primo giorno il programma prevede un giro Plaisir di riscaldamento.
Base a Sambuco 1190 m, sistemazione da Bauscia milanëss 5 stelle presso la straconsigliata Osteria della Pace, nessunissimo in giro, silenzio tombale.
Acqua e si parte. GPS scarico ma al grido di “la so io tanto è facile” ci imbuchiamo nel vallone della Madonna e al primo bivio è subito disagio. Cicchiamo infatti clamorosamente il sentiero e con del buon Ravanage 2.0 risaliamo greto calcareo del torrente senza nome e continuiamo per funghi prima del ricongiungimento su autostrada a balcone del Sentiero delle 9 Borgate che ci sembrava brutto prendere subito. E vabbuoh !
Trovata la retta via non resta che ciclare pallidi e assorti nella pace più assoluta fino al Pilone 1900 m con la meta di giornata a piombo sopra la testa. Beddu !
Dal Pilone zo de lè su sentiero commovente come dicono da queste parti. Lussuria di Folletto pettinatissimo, panoramico e perfetto fino a risalire il Rio sottostante. Marooo !
Dal Rio due colpetti di pedale e takiamo già zü verso la cima. Da questo lato il sig. Bersaio è un bravo bagaj fatto di pratoni, merda di pecora e cani da pastore inkazzati. Fatte le presentazioni i cani capiscono subito che siamo i soliti ciclopirla innocui e non ci hhahano di pezza. 2 spintarelle 2 pedali e ci siamo. Easy. Quota modesta ma panorama spaziale con lato sud letteralmente sulla verticale di Sambuco e cime “ciclabili” a perdita d’occhio in ogni altra direzione.

Discesa ON: poserismo social su ottimi lastroni e scendiamo nel vallone senza ripassare dal colle Piconiera. Sentiero ottimamente tenuto ma molto single dove ci scappa anche un jollino. Molto valido, guidato ed impegnativo il giusto. Dai 2100 m saliamo di difficoltà con passaggi e tornanti degni di nota infilandoci sempre più nel vallone. Raggiunto il torrente non ci sono più difficoltà grosse se non il fondo un po’ scarligabikermilaness ma l’ambiente è spaziale e le soste contemplative sono d’obbligo. Tricco tracco ti imbaracco e siamo alla birra Artigianale, doccia calda e cena come se non ci fosse un domani con bis tris di ogni pietanza. Taaacc … pago pretendo altro che bivacchi e noodles.

Day 2: colazione del campione e trasferimento nella terra senza bidé alla conquista della Mortice subito nominata Mortazza. Saint Paul sur Ubaye 1450 m. Pedale e rattoni mortali che lasciamo volentieri a Lodi Machine (d’altra parte con biciclettone da Endurone da 16 kg che sfoggia oggi son capaci tutti), noi ci accontentiamo di una più salutare alternanza monta-cala ma comunque facciamo la nostra porca figura fino a 2400 m. Taka Zü. 400 m di Nobile Spintage e siamo alla Tete de Paneyron 2785 m.
La Mortazza sembra lontanissima ma "lo spettacolo è già ai massimi livelli” (suona familiare ?). 4 km di cresta magnifica lungo la Crete des Couniers e tra ripidoni da pannolone, risalite funifort, laghetti delle Stelle e meraviglioso spartiacque atterriamo al Catering servito al passo de la Serenne 2674 m per il panino più buono del mondo. #boiafauss che bel ! Rimangono 500 m in PSP da sogno in ambiente al top del Disagio. A 3000 m il capogita impegnato nel record di VAM cicca la traccia e ravana nella neve fino alla Mortazza di mezzo senza nome. Il Vecchio invece taglia su sentiero da educande e sbeffeggia i malcapitati proprio al colletto sotto la N. 5 min e … Cima ! Topperia assoluta in un oceano di Montagne a 360 dove io riconosco solo lo Chambeyron (brutta l’ignoranza !) e forse la Pointe d’Aval.

Discesa ON: easy vert fino al colletto, risalita smutanda e ritroviamo i 2 ciaparatt in pennichella al sole modello spritz delle 19. Sveglia! Giù dalle Brande ! Crestone da Drone fin dove la neve permette di pedalare e a circa metà ci scartavetriamo sulla via di salita chiudendo nano anello estetico ed appagante. Misto neve e roccioni ma praticamente tutto in sella. Ripreso il sentiero comincia il r’n’r o meglio l’holiday on ice. Grip nullo, la Mignon SS al posteriore è utile come una visita alla prostata dal dentista. Discesa modello io speriamo me la cavo ma a parte una breve sezione di pochi metri comunque tutto ciclabile. Gli scogli fissi di casa sono un lontano ricordo. Ripassato il colle de la Serenne ci imbuchiamo diretti nel vallone omonimo per un bel tratto sciallo mode. Praterie e qualche sassetto tattico ci rilassano tra bastioni di roccia ed idillio. A quota 2100 la musica cambia piombando in un baratro fatto non solo di sbrisolona ( https://it.wikipedia.org/wiki/Sbrisolona ) ma anche di pendenze non trascurabili e del tornantismo a chiocciola. Il problema vero è che ci piace pure ! Atterrati non so come ancora vivi sulla strada il bacio all’asfalto è di rito. Marooo che scarlingata ! Golden hour, su versante opposto larici e colori autunnali infiammati e si ripedala su fino ai 1900 di Fouilleuse questa volta in codizioni igieniche potabili (questa estate http://www.ciclodisagio.com/2021/08/valvaraita-ubaye-maira-tour-3gg.html ero un filo più stanchino e cotto dal sole). Passato il ponticello e acceso un cero alla chiesetta di san giuan si percorre una breve forestale e poi gran finale quasi valdostano. Accenno di moquette, curvette e pugnette. Anche oggi “bello bello bello” cit. 2 ultime pedalate e siamo all’auto per il terzo tempo da guerrieri dell’Osteria della Pace.

Day 3: colazione del super eroe e trasferimento per la Valle Gesso insieme agli amici di Cicloalpinismo. 7 bigoli sono meglio di 4. Indecisi tra la ciclabile cuneo - fossano finiamo a san giacomo di Entracque (un po’ prima a dire il vero, quota 1000 m) per attaccare il ghiacciaio più a sud delle Alpi (cosi dicono i locals). Pedalino fino ai 1450 m di Gias sottano del vej del bouc (in antico provenzano il büs del cü ghiacciato del vecchio ma … inferiore e senza scappellamento) dove l’ora delle ardue sentenze giunge inesorabile. Gheipraid su M14 a pseudopedale a sx o Camallo sö de lè bello vertical a dx. Ovviamente
si prende la via più semplice :-) mettendo il vecchio al comando delle operazioni in modo da fare da tappo per tutta la salita mentre nelle retrovie i giovini spingono modello Rocco e le casalingue disperate di Voghera. Si parte soft ma ben presto il Portage diventa Asburgico e Ammazzacristiani. Si suda acido lattico ma in neanche 3 ore siamo al Lago Bianco. Pausa caffè e ultimo cimento proprio sotto i resti del ghiacciaio fino al Bivacco Moncalieri 2700 e al Passo del Gelas subito dopo quota cristiana 2800 m. Cresta da orgasmo cicloalpinistico, esposta lato E ma veramente spettacolare e ardita. All’intaglio ricchi premi e cotechini ma con moderazione perchè in realtà rimane ancora un breve tratto di deportage e FBL. Ci siamo, finalmente il sentiero ricompare tra l’oceano di roccia e diventa un serpentone infinito di tornanti fino al fondovalle. Mai troppo difficile ma lungo e da travelgum. Festival della bagna cauda a chiocciola con fondo fetentello, quasi mai compatto e che dalla regia classificano come T3.
Tra poserismo e battute da suore Orsoline il tempo vola ed atterriamo al rifugio Soria Elena un po’ troppo tardi per la risalita al colle Fenestrelle vista la stagione. Non rimane che del gravellismo e un paio di tagli cinghiale prima del terzo tempo a suon di birrette e risate.

In sintesi: 3 giorni di evasione da tutto in ottima compagnia e tra oceani di montagne da esplorare.

Grazie ancora a www.cicloalpinismo.com per la condivisione, le info ma soprattutto per le … BIRRE !

Che il Ciclodisagio sia con tutti voi.

Video del Lazza ma non adatto ad un pubblico sensibile: VIDEO XXX








































mercoledì 11 agosto 2021

Valvaraita Ubaye Maira Tour 3gg

Itinerario di Ciclodisagio++ che riposiziona completamente l'asticella del Disagio verso l'alto. 3 giorni di avventuara estrema in quasi completa autosufficienza tra cime over 3300, tramonti infuocati e notti tempestose. Traccia ideata da amico Maurizio rinominato Lodi Machine.

Dopo notte tranquilla nel furgone partenza prestina da Chiesa 1470 m bella frazione in Valvaraita CN. Scegliamo lo "Stile Alpino" con equipaggiamento al minimo e cercando di dividere quel poco che è possibile di ricambi e attrezzi per le bici. Lo zaino ciònostante passa i 10 kg. Le previsioni meteo sono ottime con solo incognita vento. Carico carboidrati e Via !

Con del bel 700 m a pedale sterrato ci portiamo alla Punta del Cavallo 2290 m con affaccio sul lago di Castello e Monviso 3841 m. Uno delle pochissime salite della tre giorni interamente ciclabili. Qualche spintarella e ancora buon pedalage fin sopra i ruderi della caserma Vallo Alpino 2400 m. Pertichette a spinta su pratone e attacchiamo il Passo del Ciat, subito rinominato Passo dei Ciaparatt, in Portage Asburgico. 150 m ben attrezzati con corde fisse e un paio di punti stretti dove passarci le bici ma essendo in 2 passiamo via senza problemi sbucando sul Pietralunga 2731 m. Applausi. Bella vista e amichevole traverso sul Colle Bondormir 2650 m tra una dronata e l'altra. Zo de lè. Ottimo sentiero su sfasciumi e poi via via più tecnico e rude fino al congiungimento con U15 nel fondovalle, si fa per dire, quota 2000 m. Bene a parte le pastiglie nuove e la frenata anteriore nulla :-( Cambio assetto e via di spinta / porta / suda fino al Colle del Rastel 2372 m. Barretta contemplativa e via di altro simil traverso discesistico a balcone sulla Varaita di Chianale fino a 2200 m. Gioco il Jolly di giornata su roccione maldestro. Finalmente ritroviamo acqua ma visto il merdume agrosilvopastorale diffuso la filtriamo per sicurezza. Il Pastore del lago di Torrette cerca di farci desistere in una lingua sconosciuta mandandoci a kulofan verso valle ma che vuoi che sia ? Il Colle Tour Real 2841 m è solo 600 m verticalmente faticosi sopra le nostre teste. Bella Copada di Portage ma vallone deserto e molto bello prima su sentiero poi faticosamente a vista. Sopra i ruderi della caserma qualche passo di arrampicata da fare con attenzione prima di godere di una vista da cartolina su distesa di laghi Cavalle, Nero, Blue .... nu burdell ! La giornata è bella ma vento comincia ad alzarsi, il pomeriggio avanza ed abbiamo ancora molta strada da fare. Zo de lè ! Almeno 100-150 m di Deportage poi torniamo in sella fino a costeggiare i magnifici laghi. Duecentello spinta / porta per il Colle del Longet 2649 m e poi ancora laghi laghetti lagozzi Bes. Trop Bel. Entriamo in Ubaye e ne risaliamo con simbolico pedale le sorgenti del fiume. Qualche preoccupazione per i cani da protezione gregge ma anche i Maremmani hanno avuto compassione di due disperati e ci lasciano passare senza problemi. Cambiamo ambiente ed entriamo in un mare di sfasciumi, morene, blocchi, sali scendi, salta, zompetta. La via per il Colle Salza 3200 m non sembra evidente ma soprattutto irraggiungibile. Spegnere il cervello e alimentarsi solo della bellezza dei luoghi, inospitali ma familiari. Sotto il Colle qualche metro in similpiano ridanno ossigeno e speranza. Ci siamo quasi .... quasi ho detto. Manca ancora lo svalico sulla cresta che sappiamo essere delicato. E così è in effetti. Aereo e stretto ma passandoci ancora le bici vicendevolmente non abbiamo problemi. Eccola finalmente ! Cima del Monte Salza 3326 m. Probabilmente il simbolo di questa avventura. Uno scoglio apparentemente inappropriato per le bici da montagna. Sono quasi le 21, il rosso del tramonto ci regala una Golden Hour con luce meravigliosa ed epica. Scattiamo foto a raffica come veri iutuBBers. Troppo vento per il Drone. Marooo ! Non c'è tempo, protezioni e via verso il Bivacco Boerio. Confidiamo negli amici di Cicloalpinismo e diamo fiducia al fondo sabbioso. Una surfata epica impossibile da descrivere. Si scende bene nonostante l'apparente baratro. Boiafauss ! Attoniti e galvanizzati arriviamo al Bivacco oramai al buio. Festeggiamo la giornata da 14 ore con Turtelin, Noodles e un pezzo di formaggio e via a nanna al calduccio. Fuori si scatena l'inferno con vento fortissimo per tutta la notte che ci impedisce di dormire con continuità ma almeno siamo al coperto. Sembrava dovessimo decollare da un momento all'altro.

Giorno 2. Colazione di the caldo e Portage e in un attimo siamo ancora a 3300. 3340 m Cima Mongioia. Marooo che doppietta ! Ci aspetta ora lunghissima discesa fino ai 1600 metri tutti francesi. Scogli sponsorizzati Maxxis sul Mongioia (qualche discontinuità e una disarrampicata passandosi le bici) poi sfasciumi amichevoli, alternanza di relax, qualche passaggio più tecnico e ancora lungofiume su e giù bellissimo con traversi e tornanti. Ambiente #chetelodicoaffare meraviglioso che meriterebbe soste ad ogni metro. Si risale finalmente a pedale. Prossima tappa Fouillouse 1900 m. Caldo boia. Breve lusso di Charchuterie e via ancora. Prima troppo ripido ma poi sentiero faticosamente pedalabile fino al Rifugio Chambeyron 2600 m a lato del lago Premier con lungo finale a balcone. IncrediBBBile ! Una delle più belle salite in assoluto. Qui 2 altre bici si vedono in discesa dal colle Gippera. Sono le 16, lascio cautelativamente la Pointe d'Aval 3325 m al socio che torna rapidissimamente con un sorriso Durbans narrando di Valchirie nude sulla Cima :-) In realtà il proseguo è relativamente semplice con alternanza di spinte, pedale, laghi, sfasciumi leggeri .... Lago Lungo, Nero, 9 colori .... ma quanti sono ? Colle Gippera 2948 m. Torniamo in Patria festeggiando con altra cima. Questa volta Tete de la Frema 3151 m. Panorama drammatico con nuvoloni neri. Vento forte, freddo pungente e ora tarda ma super discesa a elica a tratti ben esposta fino al passo ma poi più semplice. Marooo ! Bivacco Barenghi 2815 m a lato Lago Vallonasso esaurito. Ci accampiamo per la notte all'addiaccio non prima di una ottima cena di Noodles al curry e formaggio francese. Al caldo del sacco a pelo si sta benissimo, serata stellata troppo bella per dormire. Le previsioni di amioCuggino sono farlocche e alle 11 cominciano lampi e a breve tempesta di grandine e pioggia. Troviamo riparo di fortuna di 10 cm quadri aspettando che passi e torniamo a dormire belli freschi e umidi. Vento fortissimo, il riparo di pietre non basta. Alle 0530 il Caporale istruttore chiama adunata per la reazione ginnica. Giù dalle brande. Scendere a valle e tagliare il terzo giorno non se ne parla. The caldo e biscotti e via. Bella discesina su sentiero Icardi poi continui su e giù e pedalino (poco). Luoghi meravigliosamente selvaggi, l'ho già detto ? Risaliamo al colle Portiola 2899 m passando unico nevaio dei 3 giorni proprio sotto il Sautron. Si potrà fare ? Fortunatamente Lodi Machine si astiene dal provarlo. Fiuuu ... scampata. Il lato discesa è molto scosceso e ripido ma in realtà sorprendentemente ciclabile per la maggior parte così rapidamente completiamo il semigiro del Sautron per risalire al Colle omonimo 2687 m a spinta. Ma perchè le paline sono in metri lineari anziché in tempo ? Boh misteri francesi. Bell'affaccio sulla Madrepatria ma dopo barretta doping si sale ancora in spingi / porta fino al Monte Viraysse 2838 m. Marooo ! Discesa in cresta hyper spettacolare e panoramicissima sul lago Reculaye con mega traversone irreale. Pochi metri da fare per prudenza a piedi essendo ripidi e scarliga biker. Si potrebbe continuare in cresta anziché costeggiare il lago ma il tempo stringe quindi Colle delle Munie 2542 m e foto social al cimotto appena sopra giusto per non sbagliare. Ci si tuffa ora su buon sentiero S13 veloce e spettacolare fino alla vista del lago Apsoi e dell'incredibile Vallonasso altro Top tour del disagio da segnare in agenda. Da qui fino alle sorgenti del Maira non saprei più che aggettivi usare. Un vallone fantastico con colori accecanti del lago Visaia sotto i nostri piedi. Il sentiero è dolomitico molto smosso e rolling stones. C'è da sudare mica male soprattutto per un orso valdostano abituato allo scoglio fisso. Qualche bel tratto flow fa rifiatare prima dell'ultima picchiata su Saletto dove qualche jolly conviene tenerlo pronto. Atterriamo ai 1500 m tuffandoci finalmente nella prima fontana. Carico carboidrati e 2 kg acqua e via ancora. Caldazza opprimente. Traverso Occitano lungo e da fare con attenzione per esposizione sbucando a Lausetto già risudati marci. Pedale lungo e solo in parte ombreggiato fino a Grange Verzio sup 2100 m. Siamo già nel tardo pomeriggio. Ci sono ancora quasi 1000 m di spingi / porta per il Chersogno 3026 m. Testa ... ci vuole testa. Passo himalayano, visioni mistiche, power save on. Ultime 2 barrette. Per passare il tempo comincio a contare i passi ed alternarli a brevissime pause da 3 respiri. 30 passi.... 3 respiri .... 30 passi .... 3 respiri. Marooo ! Lodi Machine prende un buon vantaggio e riesce a fare la cima. Io mi fermo al passo 100 m sotto, tempo scaduto. Peccato. Sono le 19 abbiamo più di 1500 m di discesa da fare prima del buio e come sappiamo sempre la discesa non è mai tutta discesa. Zo de lè. Prime curve impegnative poi quasi un centello di Deportage essendo il sentiero mezzo franato. Zero umanoidi. Ambiente grandioso. Il lato N del Chersogno imponente. Sentiero bellissimo e scorrevole fortunatamente ma con vari su e giù e scogli a punta in agguato. Breve risalita fino al Bivacco Bonfante (pieno). Dobbiamo aggirare il M. Camoscere e il Pelvo d'Elva dentro e fuori continui valloncelli. Concentrazione al massimo. Stai leggero e concentrato. San Maxxis ora pro nobis. Ore 20.30 e siamo finalmente al Colle della Bicocca 2285 m per ultimissima picchiata nel bosco. Le frontali che abbiamo non sono adatte per una notturna quindi giù ancora allegri ma non troppo prima che il buio cali definitivamente. Il freno posteriore mi abbandona a singhiozzo. Faccio l'ultima telefonata a casa e gioco ultimissimo Jolly per evitare cappottone da 360. Sentiero bello, facile ma non facilissimo e un pò scavato. Moquette Imperiale non pervenuta. Un filo stanchini come disse Forrest Gump. Ore 21.00 le campane di Chiesa rintoccano ma sono per le nostre orecchie a festa. Siamo alle macchine in perfetto orario sfruttando gli ultimissimi bagliori della giornata. Marooo che scarlingata !

In sintesi: avventura d'alta montagna fatta di estrema fatica, tantissimo Portage pochissimo sonno ma anche di amicizia e condivisione. 3 giorni sono veramente tirati e per chiudere il giro occorrono concentrazione e determinazione.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 112 km
Dislivello: 7600 m
Tempo: 3 gg con bivacco
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro

Traccia Gps: Valvaraita Ubaye Maira Tour 3gg