lunedì 24 maggio 2021

Colle di Bonze 2300 m

Itinerario di Cicloalpinismo molto impegnativo con discese tecniche a brevi tratti esposte.

Altro Epic Tour nella Bassa Valle da inserire sicuramente tra i migliori Disagi di bassa quota. Probabile altra primizia non avendo trovato alcuna documentazione essendo zone selvagge e poco frequentate.

Start da Montey 300 m, frazioncina di Donnas esattamente come settimana scorsa: Col Pousseuil 2110 Grand Tour. Acqua vicina e parcheggio comodo. Medesimo Pedale sempre sudato su strada fino dopo Porcellette 870 m dove deviamo a sx verso Prepousaz, Baraton e Chanton 1240 m dove espatriamo in Piemonte. Arriviamo cosi alla bellissima e ristrutturata Borgata Scalaro 1400 m Borgata Scalaro
La strada ora si inerpica sempre comoda fino ai 1800 m di Muanda Inferiore. Viste Padane notevoli in contesto Alpino isolato.
Taka Zü ! Sono solo 500 m di Portage ma, a parte i primi 100-200 m, bello tosto e Asburgico. Sentiero evidente ma molto ripido e tecnico. Un passaggino con catena ma easy. Due o tre false bocchette e ci siamo. In realtà si sbuca leggermente a monte del Colle di Bonze vero e proprio sfiorando i 2300 m. Ottimo affaccio comunqe soprattutto verso N dove spuntano tutti i Giganti 4000. Il Piemonte non è pervenuto causa nebbiün.

Discesa ON: bene ora che siamo belli riposati siamo pronti per oltre 2000 m di discesa Zuper !
Si parte gagliardi su ottimo sentiero, recentemente (ri) tracciato nel 2017 ma oggi purtroppo la conca è ancora completamente innevata. Sprechiamo quindi 200 m di dislivello in Ravanage furioso in 1,5 m di neve sfondosa fino al Pipino (la traccia quindi va un po’ a muzzo). Boia Fauss ! Vabbuoh fortuna sono solo con Phoebe che non si lamenta mai altrimenti i compagni di merende mi avrebbero lapidato.
A 2100 m riprendiamo la retta via e siamo premiati da un ST fantastico. Tecnico e con passaggi su roccioni enormi levigati a scivolo apposta per il godimento dei Ciclodisagiati. Che fiHata !
A 1850 m pausa pranzo al Riugio Bonze, ovviamente chiuso cosi come il locale invernale (zzo serve se lo tenete chiuso ? peccato perché è roba 6 stelle con tutto il necessario). Taaacc …. noodles di gamberetti e manzo pronti in 2,5 min con il mitico Jetboiler con vista magnifica e assolutamente solitaria. Topperia da Gourmet. 
Il sentiero riparte apparentemente easy e largo ma poi riprendere subito l’andazzo tecnico con ostacoli a ripetizione. Due o tre risalitine aiutano la digestione e ci fanno attraversare canali super Wild. Bellissimo e Ardito. Da Mont Mayoux variometro tutto negativo. Ancora impegno tecnico e fisicità fino a 1450 m di Cà Roussa dove attraversiamo la forestale e prendiamo a sx. Qui il ST diventa ancora meglio. Fondo sempre buono e curve, curvette, tornanti, ostacoli … maroooo !! Ai 900 m di les Donnes siamo discretamente brasati ma la parte più fisica deve ancora venire. Antica mulattiera incastonata di scogli a non finire spesso lisci e levigati (evitare col bagnato) che incutono un certo timore ma che in realtà sono fattibili tranne passaggi puntuali di pochi metri se affrontati con decisione (o incoscienza temeraria). Atterrato non so come ancora vivo bacio a lungo l’asfalto e riassemblo gli organi a pezzi casuali.

Vacca Rana che Copada !

In sintesi: itinerario inedito e selvaggio da inserire obbligatoriamente nel CV del Disagio.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 27 km
Dislivello: 2100 m
Tempo: 8 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: Duro
Traccia gps: Colle di Bonze 2300














domenica 16 maggio 2021

Col Pousseuil 2110 Grand Tour

Itinerario di Cicloalpinismo molto impegnativo con discese tecniche.
Astenersi aspiranti Disagiati.

Epic Assassin Tour alla scoperta di zone dimenticate dal Ciclodisagio di massa e che molto difficilmente hanno mai visto ruote rotolare sui loro sentieri.

Start da Montey, frazioncina carina di Donnas. Quota padana 300 m. Acqua e parcheggio comodo.
Pedale sudato su strada fino a Porcellette prima e Les Donnes poi 865 m con piacevoli viste sulla valle centrale.
Arditissima forestale fino al torrente di Bonze 960 m e siamo pronti a takare Zü. Mulattiera pavimentata d’Antan antica testimone di una vita oramai dimenticata evidentemente cosi come i tanti alpeggi abbandonati che si trovano lungo il percorso. Monta-Cala-Spingi-Porta e passando dalle varie Mourate 1060 m, Mont Meillant 1150 m, Bochet 1540 m, Giassit de Mouilla 1730 m arriviamo finalmente al grande pianoro di Mouilla sicuramente il vero scopo di tutto questo antico lavoro. Rubare alla montagna un fazzoletto di pascolo. Luogo ameno e bellissimo, circondato da montagne non altissime ma severe ed imponenti specie ora ancora col vestito invernale. Cima principale il M. Debat 2620 m. Merendina e via per gli ultimi 350 m di assoluto Portage Asburgico. Colle di Pousseuil 2110 m, doppio affaccio con panorama verso la bassa del M. Mars e Colma Mombarone e l’alta verso i selvaggi valloni di Pontboset e le lontane cime Tersiva, Glacier, Avic … fino al Dent d'Herens e Cervino. Ovviamente oggi meteo loffio quindi non ho visto quasti un belino di tutto questo ma se volete fare i tuttologi e stupire le donzelle :-) potete divertirvi qui: https://www.udeuschle.de/panoramas/makepanoramas_it.htm

Discesa ON: subito ripida, cattiva e a chiocciola con piccoli nevai residui oggi. Appena sotto si ingentilisce ma gli scogli rimangono sempre a punta e l’occhio deve ballare per bene alla ricerca della linea migliore (sentiero leggermente sporco ma così averne ad inizio stagione) fino a Vallesomma 1710 m. Breve risalitina e traversino ed ecco il tratto più bello di oggi. Bosco uncinato di sentiero perfettamente tecnico con tornantismo ripido a elica ma mai impossibile. Bello tosto ma divertente e godurioso. Fico ! Atterriamo cosi belli barzotti a Retempio 1460 m frazioncina in posizione strategica con Santuario dedicato a S.Rocco (no non quel Rocco !). Molto caratteristico e meritevole. La discesa riparte su mulattiera autostradale che lascia ben presto spazio a scogli da Faraglione prima e per uno scapicollo gradinato con diversi passaggi suicidi modello MacAskill http://www.dannymacaskill.co.uk/ dopo. Veramente difficile e hyper trialistico, passaggi a piedi puntuali ma anche qualcuno da hola da stadio. Pota !
Guadagnato il torrente Brenve ci trasferiamo in relaZ su piacevolissimo sentiero Enel fino al Crest 1100 m. Al primo tornante ci infrattiamo sulla mulattiera un po’ sporca ma fattibile e anche tecnica all’inizio poi sotto Creux semplicissima fino al Ponte Romano dove andiamo a prendere il noto sentiero degli Orridi di Pontboset già percorso qui: http://www.ciclodisagio.com/2016/05/champorcher-xl.html
Quindi risalita in Portage per 150 m e Zo de lè ancora. Sempre bello questo sentiero, ricco di tecnica e di ripartenze ma sempre in sella se affrontate con decisione. In totale fanno 10 km di discesa ! Mia mal !

Passiamo al defaticamento. 600 m di salita a pedale principalmente su bitume (ma anche in alto stanno asfaltando) con pendenze belle sostenute fino ai 1100 m dell’ultimo Villaggetto di giornata: Pourcil. Posizione dominante su Bard e Donnas, molto carino.

Discesa ON: prima parte tossica con puntuali appiedamenti (poca roba) poi super easy fino a Pian Desot. Chiuso l’ultimo cancelletto delle mucche si entra nell’inferno di scale. E quando dico scale dico UN MILIARDO di scale ! Tutto il sentiero è completamente gradinato con ogni forma e genere di scalino anche ripido o a chiocciola. 400 m di delirio, fortuna oggi sono con la front :-) ! L’associazione medici dentisti italiani ringrazia. Che copada ! Ciclabile da Clapey e siamo alla macchina. Nr umanoidi incontrati uguale a zero.

In sintesi: itinerario inedito e "anticoncezionale". Le quote modeste non traggano in inganno. Vero Disagio doc, meglio della Fontina.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 30 km
Dislivello: 2700 m
Tempo: 10 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: Duro+

Traccia gps: Col Pousseuil









sabato 8 maggio 2021

M.Meabé 2600 m Spring Edition

Itinerario di CicloAlpinismo primaverile con Portage e discese tecniche esposte.
Astenersi aspiranti Disagiati.

Monte Meabé 2600 m ovviamente già mappato qui sulla Bibbia del Disagio M.Meabé. Oggi lo proviamo in veste primaverile con anche qualche tratto di sentiero inedito.

Start dalla Capitale 1700 m.
Tra le varie discese possibili la traccia prevede la classica che passa dal Lago di Lod ma soprattutto dal Bosco di Liesse. Il sentiero comincia ad essere troppo conosciuto e le sgumme dei downhillers de noartri segnano già troppo per i miei gusti il sentiero. Se non siete capaci di fare i tornanti scendete 1 m a piedi anzichè tagliare e sminkiare tutto, è troppo difficile maremmamaiala ? Oppure se siete cuGGini di Sam Hill andateveneaffankulo al baic parc. Scusate l'embolo.
Atterrati ad Antey si cambia assetto e si sale trulli trulli per sterrati e stradine secondarie. Ultimamente mi piace passare da Corthoud ma chiedete permesso per passaggio in una proprietà privata a Beau Praz 1300 m (evitabile).
A Plan Prorion 1800 m ancora tutto deserto e zero merenderos (taglio tattico dalla pista di sci).
1,5h di Spintage - Portage e siamo in cima non prima di aver litigato con i paravalanghe piuttosto noiosi da passare con la bici e la neve a monte delle grate. Cimotta normalmente ampia e ospitale oggi più ristretta con notevoli cornici verso Torgnon. Panorama issimo con dissonanze cromatiche (non so bene cosa voglia dire) tra bianchissimo verdissimo bluissimo. Beddu insomma !

Discesa ON:
una preghierina alla croce io la direi visto che lo scartavetro è abbastanza notevole tra neve, fango e scogli a punta vari. Dal bosco in poi invece sollazzo e strapazzo fino a 1900 m per poi in relax trasferirci all'Alpe Chatelard quasi in piano. Zo de lè ma prima puntatina al Monte Chatelard in a/r per bel panorama e discesina teNNica. Imbocchiamo l'inedito sentiero per Triatel (in 25 anni non lo avevo mai fatto !) con godimento assai di Moquette Imperiale e curvette pennellate e dal tipicissimo villaggio Petit Monde siamo pronti per ultima picchiata a Valle. L'avrò già sicuramente messo in qualche altra traccia ma rimane pur sempre un sentiero Magistrale. Esposto (in molti tratti estremamente) e tecnico ma esaltante da fare tutto in sella solo se ben consapevoli (in particolare c'è un doppio tornantino mortale poco sopra la Miniera nella parte alta dove l'occhio deve ballare a frequenze di risonanza. Che figata la mia Valle !

Cambio assetto e torniamo nella Capitale ovviamente per la strada più faticosa passando da Herin (tratti a spinta).

In conclusione: girone che vale la rapina subita al casello e che permette anche a maggio di raggiungere quote di tutto rispetto oltre a discese toppissime.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 35 km
Dislivello: 2300 m
Tempo: 9 h con calma
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: Duro
Traccia gps: M. Meabé 2600 Spring











sabato 1 maggio 2021

Scouting Marchaucy 1400 m

Meteo demmerda, dedichiamoci allo Scouting per il finale della Becca di Nona che mi era rimasto in canna l'anno scorso.

Start da Moulin 600 m frazione di Pollein. Questa volta mi faccio furbo e anziché ammazzarmi di fatica su per improbabili vie alternative me la pedalo trullo trullo in scioltezza fino ai 1400 m di Marchaucy. Molto bella e piacevole su fondo e pendenze sempre perfette e bei panorami sulla Pleine. Easy.

Discesa ON: nessuna info e mappe lacunose. Zo de lé ma prima view point alla Croce. Nice ! Appena imbocchiamo il sentiero si capisce subito che saranno pugnette a nastro. ST perfetto di Moquette Imperiale, sembra di entrare in British Columbia e vedersi sbucare da un momento all'altro uno di quelli bravi che si vedono nei video uotzammerica. Invece si scende verso il Vallone d'Arpisson in un bosco aghifoglie magnifico. Marooo !! Attraversato il torrente breve tratto in falso piano costeggiando bel Ru fino a puntare il variometro decisamente verso valle. Oggi è tutto vaginoso e bisogna fare ballare l'öcc perché le rocce sono veramente impossibilmente scivolose. Tornantini, passaggi radioattivi e serpentone aggrovigliato. Diversi punti estremamente esposti richiedono molta prudenza. L'ho già detto che è una ficata ? Scendendo e andando verso Ayettes le cose si semplificano ma il sentiero si mantiene sempre bello e piacevole fino alla macchina.

In sintesi: parcheggiate la moglie agli Outlets di Aosta e godetevi 3 orette scarse di estrema qualità tra le migliori della Valle.

Stay Wild
#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: ridicola
Dislivello: 900 m
Tempo: 3 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: Facile
Traccia gps: Marchaucy



sabato 24 aprile 2021

Idro Lake GT

Il Lago d’Idro è una vera mecca della mtb, ricchissima di trails panoramici e divertenti, immancabili nel CV.

Cerchiamo di farne il più possibile in due giorni mettendoci in scia all’instancabile @lazzadielle ideatore perverso del Tour.

Day1:
Start da Vantone su comodo spiazzo proprio alla base dell’ultima discesa.
Pronti via subito salita velenosa off road per 200 m poi noioso bitume sulla provinciale e infine relax senza traffico fino al Passo del Cavallino 1090 m.
Il sentiero traverso verso Malga Fobbia non è pervenuto quindi proseguiamo fino all’area pic nic del Passo Fobbia 1112 m e la raggiungiamo da li.
Sentiero un po’ volgare inizalmente ma poi ben definito e tenuto. Breve deviazione al View Point della Croce di Perlé 1031 m e siamo già alla prima banana di giornata.
ST tecnico e appagante il sentiero si snoda nelle gole sempre battuto e dall’ottimo fondo. Ciclabilità totale tranne 2 o 3 nano tratti. Bella Zio partiamo bene !
Cambio assetto e ancora noiosissimo ma inevitabile asfalto fino al Forte di Valledrane 830 m, luogo un po’ spettrale ma affascinante. Qui delle belle foto:
https://cameraobscura.blog/2020/02/28/il-forte-di-valledrane-la-sentinella-del-lago-didro/
La discesa è veloce e sempre ludica anche se in vero stile Enduristico quindi un po’ artificiale fino a Pieve Vecchia (acqua alla chiesa). Non il mio genere a dire il vero.
Breve trasferimento e di nuovo su da Lavenone dentro nella Valcanale. Salita impegnativa e tutta off road dove conviene alternare anche un po’ di spingismo
per non arrivare alla fine della forestale brasati visto che la giornata è ancora mooolto lunga. Terminata la strada ci affacciamo a strapiombo sul Lago per un breve ma estenuante duecentino in Portage. Poca roba ma la boschina maledetta rende il passaggio con la bici in groppa difficile, lento e faticoso fino al M.Paghera 1122 m. Breve crestina aerea, risalita a spinta e …. zo de le !
700 m di lussuria tecnica percepiti come molto maggiori. Contropendenze, radici, tornanti e ostacoli vari richiedono un bel FBL e qualche sosta per smaltire dalle orecchie l’acido lattico.
Ah dimenticavo … non fatevi sfuggire il Ravanage 3.0 inutile e illogico fino alla croce dei Minatori con breve e ammazzacristiani deviazione (super view point comunque).
Bene, Ottimo ! Atterriamo brasati ai 400 m di Anfo dove saccheggiamo il negozio di alimentari e ci carichiamo come muli di acqua e cibo per la bivaccata. Notte prenotata alla Baita Gatole 900 m più in alto !
Power save ON, brain OFF e a passo di lumaca pedaliamo la lunghissima ma dolce salita fino ai 1250 m
Di assoluto rilevo il traverso da ultimo tornante al Bivacco in tipico stile Bresà, pettinato e panoramicissimo. La Baita è molto spartana senza acqua, energia elettrica, letti e cucina ma un ottimo spazio esterno per bere la birretta più buona del mondo davanti al fuoco. Buonanotte, direi che i 3200 m di oggi ce li siamo guadagnati abbondantemente !

Day2:
Limunin al sorgere del sole vista lago, rassettata alla Baita e via.
300 m di riscaldamento e per bitume e forestale siamo al Forte di Cima Ora 1535 m, altro luogo storico e dominante sul lago: http://www.fortificazioni.net/Brescia/cima_dellora.html
Aggiriamo il Forte evitando la facile forestale e ci dirigiamo verso il M.Breda 1504 m. Attenzione ai tratti estremamente esposti e stretti ma comunque brevi ma soprattutto alla Proprietà Privata
poco prima dell’ultimo strappo in Portage per la cima. Ocio che i bresà vanno a caccia, hanno buona mira ed è un attimo andare a finire insieme agli osei nella polenta !
Dronata dalla cima x le centinaia di Fan assatanate e siamo pronti per una delle più belle discese immaginabili in mtb. Sentiero lunghissimo, perfetto e HYPER panoramico a filo di cresta a strapiombo sul lago. Veramente notevole ! Tecnicamente a parte qualche passaggio più delicato non è niente di impossibile ma l’esposizione è frequente e con ben poco margine di errore a meno di avere anche attrezzatura da base jumping al seguito.
Bello bello anche la ciclabile finale che ci accompagna a trail finito fino al lungo lago.
Nuovo saccheggio al supermarket e risaliamo da Baitoni a Bondone inserito tra i borghi più belli d’Italia https://borghipiubelliditalia.it/borgo/bondone/ ma purtroppo non visitato oggi.
Salita radioattiva con pendenze assurde che il mio 32-46 non digerisce e quindi senza problemi spingo senza vergogna i tratti più assassini.
Riossigenato il neurone verso la Strada Valle takiamo zu ancora. Ardita forestale che si inerpica a cavallo del Rio su su fino a Bocca di Valle 1392 m. Parte amichevole ma poi si inkazza di brutto brutto con ripidismo e fondo smosso.
Finale su sentiero. Urge anche qui del sano e lungo Spintage per arrivare vivi al passo. Pota che svergellata ! Ci attende ora il Sentiero dei Lanzichenecchi. Meraviglioso very single Track che con continui su e giu ci trastulla il pipino in mezzo a guglie, archi e pareti rocciose maestose. Bellissimo anche se non tutto ciclabile. Alla Bocca Cocca 1327 m vista l’ora tarda ho soppresso il Lazza in un dirupo altrimenti mi avrebbe inserito pure il M.Pralta.
Breve sosta al Rifugio Stino passando per il panoramico panettone della Cima delle Frate 1447 m e siamo pronti per il finale con fuochi artificio. Partiamo con i 136 tornanti per poi deviare su fantastica forestale verso il Mandoal. Tutto noto e ben documentato ma veramente esagerato. Tutto il finale sotto il Monte Camisino è orgasmotronico con noZ preZ a gogo e continui rilanci. Siamo oltre la Topperia !

Luridi e puzzolenti atterriamo letteralmente in macchina per una doccia restauratrice.

In conclusione: 2 giorni allo stato brado degni del miglior Ciclodisagio anche se lontani dall’amata VdA.

Stay Wild
#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 85 km
Dislivello: 5200 m
Tempo: 2 gg
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: duriZZimo
Traccia gps:

https://drive.google.com/file/d/1fauxQ0-EsH0ElKMAOSODnigMNLEIAhlx/view?usp=sharing

https://drive.google.com/file/d/1xbcSJz3bT6oNngJbLIWnnlBcoZHds98f/view?usp=sharing

















domenica 7 marzo 2021

Punta Champlong 2730 m Winter Edition

Itinerario di CicloAlpinismo invernale difficile e riservato agli amanti del genere.

Astenersi ruotine da corsa.

La Punta Champlong ce l'ho in canna da tempo avendola sopra la testa tutte le volte che passo dai laghi sottostanti ma con il secco ha poco senso dal momento che la discesa passa da pietraie e non c'è sentiero. E' il momento di sdoganarla d'inverno.

Start dalla Capitale 1650 m
Salita a pedale fino ai laghi di Champlong 2300 m approfittando della neve dura (ma non ancora ottimale) per qualche piccola deviazione fuori traccia prima del colletto Pilaz 2000 m.
Dall'altipiano sono 400 m per la cima e l'ombra del Tantane ad oggi 7/3/21 non ha ancora trasformato completamente la neve. Con qualche dubbio amletico takkiamo zu armati obbligatoriamente di ciaspole.
La neve cambia considerevolmente a distanza di pochi metri passando dalla pseudo portanza alla quasi farina. Quello che non cambia fino in cima è l'impegno fisico non trascurabile. Il Portage invernale è parecchio più sfiancante di quello classico e cosi anche solo 400 m diventano belli tosti e il rosario va tenuto a portata di mano. L'idea di uscire diretto in cresta non è delle più brillanti nonostante la bici piccozza cosi ripiego sulla via classica.
Taaacc ... Cima ! 2730 m ottimi ed abbondanti. Bel panorama e deserto totale.

Discesa ON
Nonostante le condizioni di esposizione non favorevoli essendo solo inizio marzo i Gommoni da 4.8 fanno il loro dovere. Si galleggia bene e il firn offre buon grip. Gas moderato però visti i tanti buchi possibili sotto il manto apparentemente amichevole. Comunque si fa bene tutta in sella e purtroppo in un lampo si è di nuovo ai laghi. L'incantesimo della neve portante è pero' oramai svanito altro che S.Gennaro. Qualche bel taglio freeride, un bel scartavetro nel ripido bosco e dal colletto rientriamo trulli in paese oramai su secco.

In sintesi: ciclodisagio a livelli estivi con quota, panorami e belle discesce. Cosa chiedere di più ?

Cosa ? no con le gommine non si riesce a meno di imbroccare il marmo di Aprile e partire molto presto al mattino.

Stay Wild
#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 16 km
Dislivello: 1200 m
Tempo: 5 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro assai
Traccia gps: Punta Champlong














sabato 6 marzo 2021

M.Tantane 2734 m Winter Edition

Itinerario di CicloAlpinismo invernale difficile e riservato agli amanti del genere.
Astenersi ruotine anoressiche.

Il caro Tantane è già stato sdoganato qui http://www.ciclodisagio.com/2020/07/monte-tantane-2734-m.html in estate, mancava però la versione Invernale. Dopo sopralluogo con sci la settimana precedente è ora di taccare zu viste le condizioni ottime di questo inizio marzo 2021.

Start dalla Capitale 1650 m
Breve riscaldamento a pedale fino a 1900 poi Spintage nel bosco fino a 2100 m. Qui uscendo dal bosco comincia la Gita vera e propria. Dopo tanti giorni di tempo caldo e meteo stabile la neve è super assestata e il freddo notturno apparecchia un velluto infinito liscio e quasi perfetto. Roba da lacrime ! I gommoni galleggiano molto bene sulla neve portante e si sale senza percorso obbligato ingannando a suon di pertichette scialpinistiche pendenze e fondo normalmente non pedalabili. La giornata è fredda quindi non ho neanche l'ansia dell'orario perchè la Crosta dovrebbe mantenersi fino al pomeriggio. Sfruttando le esposizioni più favorevoli si pedala praticamente fino a 2500 m ovviamente in totale solitudine. Il muro del pianto che porta in cresta è totalmente privo di neve quindi anche qui si sale agevolmente in Portage Asburgico ripido ed efficace. In cresta meglio attrezzarsi seriamente e fare ballare l'occhio verso le cornici. Da quest'anno uso delle ciaspole ramponate che stanno facilmente nello zaino e danno sicurezza anche sul tecnico (https://www.snowfoot.eu/). Cima !
E' la montagna di casa quindi l'ho fatta decine di volte ma arrivarci in bici d'inverno è speciale :-)

Discesa ON
La cresta è ancora più discontinua che d'estate e il sentiero farebbe un giro inutilmente largo quindi Deportage per un centello fino a riguadagnare la neve. Da qui in poi è Lussuria totale. Firn perfettamente cucinato per la Fat e discesa stupenda passando da tutta una serie di piccoli valloncelli e canyon modello parco giochi. Pensando a come sia il terreno in estate con massi e pietraie sembra un miracolo scendere cosi barzotti senza ostacoli in assoluto freeride. Topperia assoluta ! Ripassando dal Alpe Champ Chellier deviamo sul bellissimo sentiero 6 con qualche tratto oramai secco. Riaffacciandoci verso nord la neve torna continua e il ST a chiocciola quasi perfettamente ciaspolato ci scodella in paese con sorriso ebete stampato sui denti.

In sintesi: anche d'inverno conoscendo bene i luoghi e valutando le condizioni con attenzione si possono raggiungere quote e ambienti di grande soddisfazione.

Stay Wild
#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 16 km
Dislivello: 1100 m
Tempo: 5 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro
Traccia gps: Tantane Winter