sabato 13 maggio 2017

Croce di Fana e M.Mary Vertical Trail

Classico Valdostano ideale vista l'esposizione per la primavera e/o tardo autunno.
Quote modeste ma panorami eccezionali sulla valle centrale.

Start dalla frazione Povil 700 slm appena sopra Quart con comodo parcheggio.
Salita tranquilla su bitume fino a Porsod, taglione più impegnativo su poderale fino a 1250 slm dove si riprende l'asfalto e si prosegue facilmente fino alla bella frazione di Avisod dove finalmente abbandoniamo la strada per proseguire su lunghissima forestale (quasi 10 km) che aggira la punta della croce di fana e piano piano prende quota nella inaspettatamente bella comba del torrente chateau de quart. Giunti a quota 2150 slm una evidente palina escursionistica indica 1h alla croce. Qualche metro a piedi e il sentiero ottimamente tenuto ci fa ludicamente perdere un centino di quota fino ad una radura dove orrendi nastrini blue indicano non molto chiaramente la via da seguire per risalire fino alla dorsale. 200 m scarsi di facile portage e il gioco è fatto. Il panorama ripaga alla grande, è veramente notevole essendo un punto di osservazione strategico sulla valle centrale.
La Becca di Nona Becca di Nona 3142 m ma soprattutto l'Emilius sembrano a due passi, il Ruitor e il Bianco si incendiano per primi all'alba.
La discesa a sx della croce parte entusiasticamente bene su sentiero da favola mai troppo difficile ma godurioso con qualche tornantino stretto e passaggini appena più impegnativi.
Proprio pero' quando il climax sembra raggiungere l'apice del piacere il sentiero purtroppo diventa improvvisamente largo e banale. Peccato, un po' un coito interrotto anche perchè poi per altri 400 m di dislivello non troviamo niente di tecnicamente significativo. Si ripassa da Avisod-Porsan, appena dopo il tornante deviamo a dx su larga mulattiera e con lungo traverso arriviamo alla salitina fetentella prima dell'ermo di S.Emerico 1150 slm dove finalmente torniamo a divertirci su sentiero tortuoso e sempre più roccioso planando sul castello di Quart.
Cambio assetto, modalità salita on.
Dalla strada si salgono 2 tornanti su asfalto e si infila il ben poco evidente Rue Pompillard che più che un sentiero è un bordo canale dove i Brumotti della situazione riusciranno a pedalare in equilibrio su una spanna di larghezza mentre i comuni mortali si sgranchiranno un po' le gambe. Qualche passaggio stretto nelle rocce e in breve il rue diventa una ciclabile iper tranquilla ma piacevole.
Se avete tempo potete percorrere tutto il Rue per km e km fino a Roisan evitando quasi completamente l'asfalto in salita ma se avete fretta come la traccia allora prendete a dx la strada la Montagne che passando da Parleaz 1200 slm porta sempre a Blavy 1500 slm. Da qui se l'acido lattico non annebbia completamente la vista una forestale da manuale porta in 7 km alla seconda cima coppi di giornata cioè l'alpeggio abbandonato di Viou 2100 slm proprio sotto l'omonima Becca.
Per la discesa ci sono due alternative, o scendere dal 105 molto molto valido e ripassare da Blavy oppure come la traccia andare a provare l'appena restaurato sentiero del Vertical Trail del M.Mary.
Solo non fatevi ingannare dall'invitante sentiero in piano ma state a sx in salita verso Tza de Viou altrimenti ci sono 15 min di ravanage per aggirare la dorsale.
Ottima e appagante la discesa che dividerei in tre sezioni. Tecnica a scogli fissi in alto, fuck@@ing ripida su terreno un po' smosso a metà e poi veloce e da guidare in basso. Molto bello e corroborante.
Sotto quota 1300 slm avete imbarazzo della scelta. Ci sono innumerevoli deviazioni e varianti, potete andare anche a sentimento tanto si atterra sempre e comunque sul Ru Pompillard dell'andata.
Un'altra decina di km in totale relax riportano all'auto.

Girone primaverile, ambiente di prim'ordine. Se potete, fatelo all'alba o al tramonto, esperienza mistica.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 62 km
Dislivello: 3200 m
Tempo: 12 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Molto Duro

Traccia gps: Croce di Fana e Mary Vertical

Salita in notturna con luna piena
Alba alla croce di Fana
Zo de Lè

Lavaggio bici


Posing all'alba



sabato 18 marzo 2017

Bielmonte AM

Ottimo itinerario in stile AM percorribile per buona parte dell'anno avendo esposizione quasi sempre favorevole.

Se si parla di Bielmonte e Coggiola di solito vengono in mente le belle PS preparate per gli enduristi ma in realtà il territorio offre molto di più con una capillare rete di sentieri ben tenuti e molto adatti alla mtb.
Dopo la scorribanda al monte Barone  oggi esploriamo i pendii sud.
Start da Portula 700 slm su tranquillo bitume e qualche breve taglio tattico. Appena dopo il campo scuola mtb (deviazione facoltativa) al km 7 prendiamo a sx risalendo fino alla Chiesetta Alpina su bellissimo ST tutto pedalabile con pendenze ideali e ottimo fondo (qualche passaggio tecnico). Asfalto fino alla Bocchetta di Margosio, altro taglio tattico fino alla Bocchetta Luvera e poi di nuovo bitume fino al piazzale di Bielmonte. Alle spalle dell'albergo Bucaneve prendiamo una carrabile che presto diventa un ideale ST attraverso la Baby Forest Zegna. 10 min di portage e siamo alla cappelletta di Argimonia 1600 slm dove ci godiamo un bellissimo panorama verso il Rosa e se siamo fortunati anche verso le pianure della Cotolettaland.
La discesa di 600 D- parte inkazzutella ma ben presto ci si trastulla brevemente fino al Poggio Cossato dove altri tornantini alpini tentano di accecarci di piacere.
Breve freeride nel bosco e sbuchiamo su altro sentiero ideale per riportarci in quota un po' lussuriosamente a pedale e un po' in spintage fino alla cascina Oro 1200 slm. Mulattiera scassatella e siamo di nuovo al Poggio Vallemosso dove seguiamo per S.Bernardo 1400 slm. Poco prima della cima altro bel ST fino alla Casa Scout. Relax fino alla Bocchetta di Pontiggie dove evitiamo la PS Vertical e ci portiamo sempre su ST fino alla Punta della Civetta 1200 slm. 5 min di riposo e poi zo' de le' su facile ma piacevole ST. Okkio alla penna perchè appena partiti dalla Civetta c'è il passaggio più ostico del giro. Roba da trial spinto. La leggenda narra che un Local lo faccia senza poggiare piede a terra. Non impossibile ma bisogna avere completa padronanza della bici in doppio nose press carpiato con avvitamento.

Sbucati sulla poderale del Lago delle Mischie in 10 min torniamo alla macchina.
Bel giro quasi tutto IN bici aspettando che si liberino dalla neve le cime più alte per tornare ai giri CON la bici.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 32 km
Dislivello: 1400 m
Tempo: 6 h
Difficoltà tecnica: Medio
Condizione fisica: Medio

Traccia gps: Bielmonte

martedì 31 gennaio 2017

Rifugio Crosta Fat Bike

Itinerario tecnicamente semplice ma impegnativo in ottimo contesto di alta montagna.

Start da Varzo, 5km d'asfalto tranquillo fino al bivio evidente sulla dx per il rifugio più altri 8 ben più tosti su neve fino al Rifugio situato in posizione incantevole ai piedi del mitico M.Cistella e all'inizio del Vallone di Solcio. Sosta obbligatoria, gestori simpatici e disponibili. Alle spalle del caseggiato parte il lungo traverso dell'AV ancora su salita dura e poi su facile discesa in ST-poderale fino alle porte di San Domenico (alcuni tratti sono pericolosi per pericolo valanghe quindi informatevi bene prima di partire sullo stato). Attraversato San Domenico si puo' arrivare fino a Ponte Campo e tornare a valle lungo il torrente Cairasca su sponda orografica dx se le condizioni lo consentono. La traccia attraversa la diga di Gebbo ma è fortemente sconsigliata x evitare breve ma furioso ravanage. In piano raggiungiamo poi la Chiesetta alle porte di Trasquera dove una ingegnosa mulattiera ci riporta facilmente e volendo con qualche breve taglio tecnico a Varzo.

Tutte le informazioni compreso lo stato dei sentieri e le varianti sono disponibili qui: http://www.rifugiocrosta.it/

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 36 km
Dislivello: 1800 m
Tempo: 7 h
Difficoltà tecnica: Facile
Condizione fisica: Duro

Traccia gps: Crosta Fat

lunedì 21 novembre 2016

Pila Autumn in Fat

Bel giro ideale per le prime nevi tardo autunnali o magari, indovinando le condizioni, anche invernale. Per estate sicuramente conviene salire di quota e tenere questa discesa come eventuale alternativa al bike park.

La traccia sale da Gressan su asfalto con qualche taglio anche ripido ma volendo si potrebbe fare tutto in off-road (neve permettendo).
Un po' di bigolage sulle piste che ieri erano chiuse e poi dalla chiesetta di San Lorenzo si prende la poderale in direzione di Ozein.
E' una bellissima pista forestale lontana dagli eco mostri di Pila che in leggera discesa (quindi ideale anche con percorso innevato non perfettamente battuto) ci ha portato fino alle porte delle baite Turlin. Dietrofront fino a Brin e zo de le sul 21B.
Sentiero facile ma molto piacevole su fondo lussurioso di moquette Imperiale di larice e muschi regali.
Della serie non si butta via niente di dislivello, finalino omaggio risalendo 5 minuti sulla Costa di Gargantua la cui leggenda narra essere il mignolo del gigante.
E' una zona protetta, vietata alle bici quindi a vostro rischio ma i sentieri sono molto ben marcati e se si passa in punta di piedi e con rispetto non si lasciano segni.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 30 km
Dislivello: 1500 m
Tempo: 5.5 h
Difficoltà tecnica: Facile
Condizione fisica: Medio

Traccia gps: Pila Fat





domenica 13 novembre 2016

Monte Barone

Itinerario di Cicloalpinismo riservato esclusivamente agli amanti del genere e agli irriducibili adepti del Portage Asburgico. Categoria: giro CON bici.

Il Monte Barone è la vetta più panoramica del Biellese e domina la selvaggia Valsessera.
Probabilmente il periodo migliore per questa avventura è la tarda primavera appena dopo le nevi e prima che la vegetazione torni ad essere eccessivamente invasiva.
Start da Coggiola al parcheggio dell'arrivo delle PS Enduro. Salita tranquilla e bitumara fino alle Piane con 500 m scarsi di D+. Praticamente il tratto IN bici in salita finisce qui visto che successivamente i pedali saranno solo brevi o simbolici.Sentiero G1 fino alla Casa Forestale La Ciota quota 1200 m poi G8 fino alla cima. Sentieri sempre ben evidenti e ben tracciati. Normale amministrazione fino al Rifugio Barone 1600 m con solo un tratto attrezzato alla Bocchetta di Scarpia ma i canaponi sono utili solo in caso di ghiaccio-neve. Dal Rifugio si punta verso la Bocchetta di Ponasca per ripidi pratoni e da li lungo la cresta in 40 min alla cima. Vista spettacolare a 360 su tutto lo scibile Alpino e la Cotolettaland. La Discesa purtroppo è per i primi 150 m D- non ciclabile tranne brevissimi tratti poi finalmente terminato il tratto sommitale si può salire in sella anche se il sentiero si mantiene tecnico, fisico e impegnativo. La traccia è molto scavata ed un eventuale freeride molto scivoloso su erba olina. Riguadagnato il Rifugio prendiamo a dx per un bel traverso che dopo qualche su e giù ci scodella nel tratto più bello della gita su ottimo fondo e in ambiente panoramico e selvaggio fino ad un bellissimo fitto bosco di moquette imperiale e alla Cascinetta quotata 1250 m. Come noto la discesa non è mai tutta discesa quindi si risale per 150 m sempre su G1 su sentiero quasi completamente invaso dalle felci che possono arrivare a sommergerci completamente. Una volta scollinato l'ennesimo vallone e guadagnato il bivio con il G3 prendiamo a sx e ci godiamo una discesa facile prima in boschi di betulle poi di faggio e poi ancora camel trophy in un serpentone di felci fino alla Cappela Carecca 1000 m. Da qui in poi fino al Santuario del Cavallero la traccia è spesso sporca e qualche su e giù mette ancora a dura prova la forza di volontà ma comunque non ci sono particolari problemi.

In conclusione una Jaggata di tutto rispetto ma non adatta ai puristi della mtb.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 27 km
Dislivello: 1900 m
Tempo: 8 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro

Traccia gps: Barone

martedì 1 novembre 2016

Aver d'Outon: Becca d'Aver 2469 m

Itinerario di Cicloalpinismo riservato agli amanti del genere con 600 m di portage e discese tecniche, esposte e potenzialmente pericolose.

Classico AM valdotaine, ideale per l'autunno visto le quote non esagerate e l'esposizione in pieno sud. La traccia parte da La Magdeleine ma puo' naturalmente essere accorciata a piacimento con start ideale da Antey presso info point.
Discesa facile su ST e mulattiere fino ad Antey. Salita x tagli e poco traffico fino a Torgnon poi bel sentiero nel bosco fino alla Cappella di S.Pantaleone 1650 m prima e al Col des Bornes 1800 m poi. Ancora qualche colpo di pedale e poi 600 m di facile portage fino alla cima della Becca d'Aver 2469 m. Acqua poco sotto la cima. Panorama strepitoso nonostante la quota modesta su vale centrale, st barthelemy e valtournenche. Bella cresta pedalabile fino alla Cima Longhede 2416 m.

Discesa ON: facile su ottimo traverso fino al Colle d'Aver poi la faccenda si fa seria con sentiero molto impegnativo tecnicamente con passaggi non trascurabili e su terreno spesso molto secco e poco gripposo. A quota 2150 m prendere verso dx direzione Verrayes per ulteriore sessione Vert e teNNica. Occhio alla penna e calcolate bene gli spazi di arresto vista l'esposizione di alcuni punti critici. Sopravvissuti ai tornanti mortali ci si puo' brevemente rilassare su moquette imperiale prima di arrivare alla poderale che ci riporta al col des Bornes e al Col St Panthaleon. Trasferimento con scorci iper panoramici e un po' di salitella fino all'Eremo di St Evence che merita da solo la giornata. Respiro profondo e zo de lè su sentiero EE spettacolare ma oggettivamente pericoloso con terreno sempre ottimo ma spesso con esposizione totale. Diversi richiamini di salita allungano molto i tempi ma arrivati a Pra de Tard ci si puo' rilassare un pochino senza pero' abbassare la guardia soprattutto in corrispondenza di una cengia da passare in sella solo se sicuri al 100%. Da Berzin in poi è normale amministrazione ma sempre molto piacevole. Atterraggio direttamente sulla regionale dove i sadomasochisti cambieranno assetto e risaliranno alla Magdeleine con altri 650 m D+ passando inaspettatamente da Herin mentre gli altri saranno a pochi passi dalla meritata birra.

Giro di sicuro interesse e soddisfazione ma da affrontare solo con la dovuta preparazione e prudenza.

NdR 20/11/21 aggiungo traccia di salita asociale con molti tratti a spinta ma veramente alternativa anche se antiestetica. Ottimo anche il sentiero da Col des Bornes al Colle di St Pantaleone percorribile in entrambi i sensi per evitare la forestale in a/r.

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 44 km
Dislivello: 2400 m
Tempo: 9 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro

Traccia gps: Aver
Traccia gps salita alternativa: Aver salita alternativa



Alba alla Longhede

Spring Edition

domenica 9 ottobre 2016

Punta Palasinaz 2780 m e Lago Perrin 2650 m

Itinerario di cicloalpinismo con lunghi tratti di portage e discese tecniche.

Versione XL del classico giro dei laghi di Palasinaz con lunga ed impegnativa "extension" fino al Lago Perrin e discesa nel vallone di Cuneaz.

Start da solito parcheggio del laghetto di Buisson e identica salita di questo Corno Bussola 3022 m con eccezione di un bel taglio su ripida mulattiera dalla frazione La Croix. Appena dopo aver costeggiato il Lago Battaglia a quota 2480 m deviazione a destra per il Colle Palasinaz con 200 m di portage. Dal Colle il panorama è un po' chiuso quindi conviene salire in 40 min alla Cima Palasinaz prendendo in portage l'evidente sentiero che con facile portage, creste e traversi ci porta alla vetta di giornata. Ottima vista a 360. Discesa quasi tutta ciclabile per tornare al colle e tuffo nel vallone di Mascognaz sempre in comune al sopra citato itinerario.
A quota 2000 m poco prima dell'alpeggio Chavanne prendiamo evidente deviazione a dx su poderale che ci porta con un centino pedalato a Toulassa Inferiore. Da qui in poi si cambia sport e la bici, salvo simbolici tratti, servirà solo ad attirare stima e/o compassione dei pochi escursionisti incontrati. Per gli amanti del genere niente di drammatico ma i 500 m di portage sono a tratti duretti per diventare Asburgici nei pressi del caratteristico monolite in pietra a quota 2500 m. Il lago Perrin, vera gemma incastonata a 2650m tra la Gran Cima e il M. Perrin, ripaga immediatamente ogni sforzo cancellando la fatica necessaria per raggiungerlo. Dall'omonimo colletto si ha anche una deliziosa vista su tutta l'alta val d'Ayas e i ghiacci perenni.
La discesa parte pettinata su facile e distanziati tornanti con fondo perfetto ma poi diventa a causa di erosione e rocce tecnica e altamente trialistica non mollando quasi mai fino a quota 2100 m. Un tripudio di pugnette alpine molto esigenti fisicamente ma divertenti ed appaganti. Giunti al torrente Cuneaz lo si attraversa e si risale brevemente su lato opposto su sentiero che alterna tratti iper flow ad altri più rocciosi. In breve si giunge così al caratteristico villaggio di Cuneaz, uno dei più alti insediamenti d'Europa ad essere in passato abitato per 365 giorni all'anno, e poco dopo a Crest all'arrivo della cabinovia. Qui ho preferito allungare in falso piano su forestali fino ad Sousson per chiudere la giornata in bellezza lungo il mitico nr 10 già sperimentato qui Palon de Resy 2670 m.
Si rientra alla macchina lungo poderali, un po' di bitume e piste di fondo.

In conclusione un altro ottimo itinerario da inserire nella lista degli imperdibili della Valle che puo' essere anche suddiviso in due giorni se considerato troppo duro o al contrario ulteriormente allungato se abbinato al Corno Bussola.

Ndr: la salita molto meglio cosi Colle di Valnera 2675 m

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio

Distanza: 45 km
Dislivello: 2500 m
Tempo: 10 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro

Traccia gps: Palasinaz
Pedalage ai laghi di Palasinaz

4 bigoli sono meglio di 1

Ciclabilità verso il Colle di Palazinaz


Ritorno al Colle

Poserage al Colle
Vista dalla Punta 2780 m


Tornantismo
Wild Comba

Lago Perrin 2650 m