Itinerario invernale Fat Bike con un po' di portage.
Astenersi sifulot. Informarsi preventivamente sulle condizioni neve.
Potalandia terra di antiche scarlingate.
Andiamo a verificare il grado di disagio invernale al noto Passo di Portula 2300 m.
Start da Carona 1100 m varie possibilità parcheggio.
Classica salita impegnativa ma senza possibilità di errore fino al Lago di Fregabolgia e al Rifugio Calvi 2000 m (chiuso d'inverno). Paesaggio invernale spaziale.
Dal Rifugio 300 m di Portage seguendo la traccia del sentiero estivo.
Al colle panorama 5* sulla val Seriana e su tutta la conca del Calvi. Il M.Madonnino ci strizza l'occhio ma senza attrezzatura adeguata meglio accontentarsi del cimotto senza nome appena sotto.
Discesa On: molto divertente e tutta in sella praticamente fino di nuovo al rifugio. Qui mi sono fatto irretire da bella traccia verso lago Rotondo ma sfortunatamente si è rivelata un cul de sac. Poco male, ambiente sempre stupendo. Non rimane che ripercorrere la strada dell'andata in scioltezza con solo breve taglio appena dopo la diga. Scariche di massi ci fanno passare la voglia di risalire anche al programmato Rifugio Longo.
Finalmente a Pagliari deviazione su bel sentierino teNNIco che ci atterra all'auto con mucho gusto (ocio al giaZ) passando da orto botanico.
In sintesi ottima ed inedita fattonata di puro plaisir.
Pota !
Stay Wild
#JAGTeam
#ciclodisagio
Distanza: 25 km
Dislivello: 1400 m
Tempo: 7h con calma
Difficoltà tecnica: Medio
Condizione fisica: Medio
Traccia gps: Passo Portula
sabato 22 febbraio 2020
sabato 1 febbraio 2020
Valsessera Wild
Itinerario AM con un po' di portage e discese tecniche.
Astenersi Ciuciabigul
Valsessera terra di scarlingate a due passi dalla Cotolettaland già mappata qui:
Monte Barone
Bielmonte AM
Ponasca
Oggi esploriamo nuovi sentieri e li mixiamo con il meglio.
Start dalla Capitale Portula 650 m.
Evitiamo il più possibile l'asfalto passando dal centro zegna e spingendo la PS Enduro Caulera (si fanno in salita vero ?). Circumnavighiamo il montarozzo Tirlo e alla Bocchetta di Stavello 1200 m siamo già pronti al primo discesismo di giornata sulle tracce di fra' Dolcino https://it.wikipedia.org/wiki/Fra_Dolcino
Bel sentiero, lungo e abbordabile anche se con molta foglia (faggi) che ci scodella in alta Valsessera proprio al bellissimo ponte della Babbiera 692 m.
Relax lungo il Sessera fino alla centrale del Piancone e a sx prendiamo la valle dell'Inferno (annamo bbene) per 400 m di rattoni a pedale mefistofelico.
A quota 1000 cambiano assetto e in Portage/Spintage risaliamo fino a 1400 m fino alla Bocchetta Nonmiricordoilnome.
Bellissima discesa e traverso tecnico fino alla Cascinetta per pausa pranzo (acqua).
Risaliamo ancora un pelo fin sotto la Spelonca e via ancora di teNNica spinta e traversi fino alla Cappella di Foscale 1240 m. Zo de le.
Scogli fissi a chiocciola e gradoni irregolari ci intrattengono a lungo arrivando alle piane belli barzotti e shakerati. Andiamo ora ad ingarellarci sulle PS ? nuuuu
La traccia prevede infatti un Bonus track spaziale coperto da segreto istruttorio, se parlo mi sciolgono nell'acido. Andate a vedere. Atterrati a Coggiola riusciamo ancora ad evitare asfalto risalendo il G6 con solo qualche brevissima spintarella.
100 m di asfalto e siamo al Birrificio artigianale. Taaacc
In sintesi: ottimo itinerario lungo e faticoso ma di grande soddisfazione tecnica e storico-paesaggistica.
Stay Wild
#JAGTeam
#ciclodisagio
Distanza: 29 km
Dislivello: 1800 m
Tempo: 7h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Durino
Traccia gps: Valsessera Wild
Astenersi Ciuciabigul
Valsessera terra di scarlingate a due passi dalla Cotolettaland già mappata qui:
Monte Barone
Bielmonte AM
Ponasca
Oggi esploriamo nuovi sentieri e li mixiamo con il meglio.
Start dalla Capitale Portula 650 m.
Evitiamo il più possibile l'asfalto passando dal centro zegna e spingendo la PS Enduro Caulera (si fanno in salita vero ?). Circumnavighiamo il montarozzo Tirlo e alla Bocchetta di Stavello 1200 m siamo già pronti al primo discesismo di giornata sulle tracce di fra' Dolcino https://it.wikipedia.org/wiki/Fra_Dolcino
Bel sentiero, lungo e abbordabile anche se con molta foglia (faggi) che ci scodella in alta Valsessera proprio al bellissimo ponte della Babbiera 692 m.
Relax lungo il Sessera fino alla centrale del Piancone e a sx prendiamo la valle dell'Inferno (annamo bbene) per 400 m di rattoni a pedale mefistofelico.
A quota 1000 cambiano assetto e in Portage/Spintage risaliamo fino a 1400 m fino alla Bocchetta Nonmiricordoilnome.
Bellissima discesa e traverso tecnico fino alla Cascinetta per pausa pranzo (acqua).
Risaliamo ancora un pelo fin sotto la Spelonca e via ancora di teNNica spinta e traversi fino alla Cappella di Foscale 1240 m. Zo de le.
Scogli fissi a chiocciola e gradoni irregolari ci intrattengono a lungo arrivando alle piane belli barzotti e shakerati. Andiamo ora ad ingarellarci sulle PS ? nuuuu
La traccia prevede infatti un Bonus track spaziale coperto da segreto istruttorio, se parlo mi sciolgono nell'acido. Andate a vedere. Atterrati a Coggiola riusciamo ancora ad evitare asfalto risalendo il G6 con solo qualche brevissima spintarella.
100 m di asfalto e siamo al Birrificio artigianale. Taaacc
In sintesi: ottimo itinerario lungo e faticoso ma di grande soddisfazione tecnica e storico-paesaggistica.
Stay Wild
#JAGTeam
#ciclodisagio
Distanza: 29 km
Dislivello: 1800 m
Tempo: 7h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Durino
Traccia gps: Valsessera Wild
domenica 26 gennaio 2020
Toden Hard
Itinerario di Cicloalpinismo con portage e discese tecniche ed esposte.
Astenersi Ciucia Lusertul.
Parco Nazionale della Val Grande la più estesa area Wilderness d’Italia, andiamo a vedere o quantomeno ad assaggiarne le potenzialità.
Start da Cambiasca 300 m comodo parcheggio con acqua. Un paio di km sterrati e poi tranquilla salita bitumata fino a quota 1100 m passando da Intragna e Gabbio. Qualche spintarella e a Sunfai 1250 m comincia la gita. Appena più sopra nei pressi del villaggio fantasma di Trecciura (ultima acqua) dal sentiero principale si stacca traccia non segnalata per il Pizzo Toden 1650 m. 350 m verticali in Portage Asburgico.
Dalla cima panorama Totale su Lago Maggiore, Rosa e Zeda.
Discesa ON: la cresta fino ai Balmit 1667 m con la poca neve ghiacciata di questo gennaio 2020 è praticamente interamente pedalabile
con gusto e chiappe strette in qualche punto. Idem dal Balmit a poco sotto il Pizzo Pernice (qui anche su secco ricordo essere sicuramente ciclabile a parte brevi tratti).
Se non avete intenti suicidi potete tranquillamente proseguire, sempre in cresta, verso il Todum e andare a divertirvi sul noto km verticale.
Altrimenti fate testamento e … zo de lè !
Fin poco sotto il Bivacco Curgei 1350 m normale amministrazione ma i successivi 1000 m D- fino al Rio Pogallo sono mortali e ipertecnici.
Sentiero ripido, esposto, sporco, radici, tornanti, rolling stones … il tutto spesso coperto da foglie ! Almeno 1h di discesa con avambracci a perdere e chiappe blindate.
Anche i più forti trialisti troveranno pane per i loro denti (ammesso che non ne perdano lungo il sentiero).
Ad intuito credo che in estate col caldo a tutte le difficoltà sopra menzionate vadano ad aggiungersi anche covi di vipere a nastro.
Insomma sentiero solo per intenditori ed amanti del genere.
Atterrati alle acque cristalline del Rio riassembliamo le ossa e cambiano assetto. Occorrono infatti 250 m di Portage su bella mulattiera lastricata/gradonata per guadagnare la civiltà a Cicogna 700 m.
Da Cicogna semplice mulattiera e torniamo di nuovo al Rio evitando quasi completamente l’asfalto.
Le Gorge sono impressionanti e spettacolari. Passato l’incredibile ponte prendiamo il faticoso ma pedalabile (quasi tutto) sentiero medioevale fino a Cossogno. Bellissimo ma ocio che alcuni punti sono veramente esposti. Da Cossogno è meglio risalire un duocentello a Ungiasca in modo da tornare alla macchina in off road direttamente. Noi ci siamo un po’ incasinati dovendo poi rientrare su asfalto.
In sintesi: itinerario estremamente vario e completo con discese ammazzacristiani ma anche panoramico pedale in luoghi poco conosciuti ma incredibili. Da non perdere.
Stay Wild
#JAGTeam
#ciclodisagio
Distanza: 33 km
Dislivello: 2100 m
Tempo: 9h
Difficoltà tecnica: Moolto Difficile
Condizione fisica: Durino
Traccia gps: Toden Hard
Astenersi Ciucia Lusertul.
Parco Nazionale della Val Grande la più estesa area Wilderness d’Italia, andiamo a vedere o quantomeno ad assaggiarne le potenzialità.
Start da Cambiasca 300 m comodo parcheggio con acqua. Un paio di km sterrati e poi tranquilla salita bitumata fino a quota 1100 m passando da Intragna e Gabbio. Qualche spintarella e a Sunfai 1250 m comincia la gita. Appena più sopra nei pressi del villaggio fantasma di Trecciura (ultima acqua) dal sentiero principale si stacca traccia non segnalata per il Pizzo Toden 1650 m. 350 m verticali in Portage Asburgico.
Dalla cima panorama Totale su Lago Maggiore, Rosa e Zeda.
Discesa ON: la cresta fino ai Balmit 1667 m con la poca neve ghiacciata di questo gennaio 2020 è praticamente interamente pedalabile
con gusto e chiappe strette in qualche punto. Idem dal Balmit a poco sotto il Pizzo Pernice (qui anche su secco ricordo essere sicuramente ciclabile a parte brevi tratti).
Se non avete intenti suicidi potete tranquillamente proseguire, sempre in cresta, verso il Todum e andare a divertirvi sul noto km verticale.
Altrimenti fate testamento e … zo de lè !
Fin poco sotto il Bivacco Curgei 1350 m normale amministrazione ma i successivi 1000 m D- fino al Rio Pogallo sono mortali e ipertecnici.
Sentiero ripido, esposto, sporco, radici, tornanti, rolling stones … il tutto spesso coperto da foglie ! Almeno 1h di discesa con avambracci a perdere e chiappe blindate.
Anche i più forti trialisti troveranno pane per i loro denti (ammesso che non ne perdano lungo il sentiero).
Ad intuito credo che in estate col caldo a tutte le difficoltà sopra menzionate vadano ad aggiungersi anche covi di vipere a nastro.
Insomma sentiero solo per intenditori ed amanti del genere.
Atterrati alle acque cristalline del Rio riassembliamo le ossa e cambiano assetto. Occorrono infatti 250 m di Portage su bella mulattiera lastricata/gradonata per guadagnare la civiltà a Cicogna 700 m.
Da Cicogna semplice mulattiera e torniamo di nuovo al Rio evitando quasi completamente l’asfalto.
Le Gorge sono impressionanti e spettacolari. Passato l’incredibile ponte prendiamo il faticoso ma pedalabile (quasi tutto) sentiero medioevale fino a Cossogno. Bellissimo ma ocio che alcuni punti sono veramente esposti. Da Cossogno è meglio risalire un duocentello a Ungiasca in modo da tornare alla macchina in off road direttamente. Noi ci siamo un po’ incasinati dovendo poi rientrare su asfalto.
In sintesi: itinerario estremamente vario e completo con discese ammazzacristiani ma anche panoramico pedale in luoghi poco conosciuti ma incredibili. Da non perdere.
Stay Wild
#JAGTeam
#ciclodisagio
Distanza: 33 km
Dislivello: 2100 m
Tempo: 9h
Difficoltà tecnica: Moolto Difficile
Condizione fisica: Durino
Traccia gps: Toden Hard
sabato 11 gennaio 2020
Champorcher Invernale
Itinerario di SnowCicloalp, nuova disciplina olimpica in via di approvazione per Beijing 2022.
Astenersi piedi freddi.
Perchè aspettare l'estate per del sano disagio quando questi inverni siccitosi ci regalano ottime condizioni neve ? Consultare attentamente bollettini e dotarsi di attrezzatura di sicurezza invernale anche se, a parte un paio di punti, il percorso non presenta particolari punti di pericolo oggettivo.
Start da Petit Mont Blanc 1700 m dove termina la strada pulita da neve, ampio parcheggio ma molto frequentato dai merenderos. 2 tornanti di numero a pedale e in corrispondenza di evidenti cartelli Parco Avic takiamo zü direzione ristoro Mufflè con del Breve Spintage ® di qualità. Passata la prima ripida balza le pendenze diventano umane e possiamo "addirittura" pedalare a pertichette in contesto invernale magnifico. Ultimo ripidissimo muro, ocio, e siamo al view point del colle del Lago Bianco 2310 m. Se gli escursionisti hanno fatto bene il loro lavoro possiamo scendere anche al Rifugio Barbustel, chiuso ma con ottimo locale invernale, per altra vista spaziale sul Monviso, o forse è il Cervino :-) ?
Ritorniamo sui nostri passi e, a parte il muro ammazzacristiani, su semplicissima traccia cerchiamo la miglior alternativa per traversare verso la meta di giornata, il M.Ros 2300 m.
Pedale simbolico e altro muro Asburgico e siamo al colletto. Crestina panoramica, ocio, e siamo in coppa al Ros. Elevazione modesta ma panoramicissima ! Topperia di livello.
Discesa ON: bella e divertente attraverso valloncelli vari fino alla traccia principale per il Mufflé poi pugnette invernali da cecità con ottimo impegno tecnico su sentiero a chiocciola fino alla poderale. Se su secco è un bellissimo sentiero su neve diventa da lode :-)
Cambio assetto e defaticamento perfettamente pedalabile in quasi a/r fino al classico Rifugio Dondena 2200 (ottima IPA ma porzioni torta stitiche). Ultimo taglio poco prima della macchina ci regala ultimo sorriso di giornata.
In sintesi: itinerario inaspettato ma sapendo cogliere l'attimo con le condizioni giuste di grande soddisfazione e impegno.
Astenersi piedi freddi.
Perchè aspettare l'estate per del sano disagio quando questi inverni siccitosi ci regalano ottime condizioni neve ? Consultare attentamente bollettini e dotarsi di attrezzatura di sicurezza invernale anche se, a parte un paio di punti, il percorso non presenta particolari punti di pericolo oggettivo.
Start da Petit Mont Blanc 1700 m dove termina la strada pulita da neve, ampio parcheggio ma molto frequentato dai merenderos. 2 tornanti di numero a pedale e in corrispondenza di evidenti cartelli Parco Avic takiamo zü direzione ristoro Mufflè con del Breve Spintage ® di qualità. Passata la prima ripida balza le pendenze diventano umane e possiamo "addirittura" pedalare a pertichette in contesto invernale magnifico. Ultimo ripidissimo muro, ocio, e siamo al view point del colle del Lago Bianco 2310 m. Se gli escursionisti hanno fatto bene il loro lavoro possiamo scendere anche al Rifugio Barbustel, chiuso ma con ottimo locale invernale, per altra vista spaziale sul Monviso, o forse è il Cervino :-) ?
Ritorniamo sui nostri passi e, a parte il muro ammazzacristiani, su semplicissima traccia cerchiamo la miglior alternativa per traversare verso la meta di giornata, il M.Ros 2300 m.
Pedale simbolico e altro muro Asburgico e siamo al colletto. Crestina panoramica, ocio, e siamo in coppa al Ros. Elevazione modesta ma panoramicissima ! Topperia di livello.
Discesa ON: bella e divertente attraverso valloncelli vari fino alla traccia principale per il Mufflé poi pugnette invernali da cecità con ottimo impegno tecnico su sentiero a chiocciola fino alla poderale. Se su secco è un bellissimo sentiero su neve diventa da lode :-)
Cambio assetto e defaticamento perfettamente pedalabile in quasi a/r fino al classico Rifugio Dondena 2200 (ottima IPA ma porzioni torta stitiche). Ultimo taglio poco prima della macchina ci regala ultimo sorriso di giornata.
In sintesi: itinerario inaspettato ma sapendo cogliere l'attimo con le condizioni giuste di grande soddisfazione e impegno.
Stay Wild
#JAGTeam
#ciclodisagio
Distanza: 25 km
Dislivello: 1650 m
Tempo: 7h
Difficoltà tecnica: Medio
Condizione fisica: Durino
Traccia gps: Champorcher Invernale
#JAGTeam
#ciclodisagio
Distanza: 25 km
Dislivello: 1650 m
Tempo: 7h
Difficoltà tecnica: Medio
Condizione fisica: Durino
Traccia gps: Champorcher Invernale
sabato 16 novembre 2019
Bassa Val d'Ayas
Piacevole itinerario per l'Autunno-Inverno quando la neve inibisce le quote più alte.
Start da Verres 350 m campo sportivo con ampio parcheggio e acqua (in estate anche gelateria inevitabile). Salita easy e deserta fino ad Allesaz 1100 m ma senza neve si può seguire il torrente Evancon come fatto qui Tour della Regina
Attraversiamo la SR e andiamo a prendere il Ru d'Arlaz, banalissimo con asciutto ma faticoso e suggestivo con la neve di questo novembre 2019. Ecosentiero artistico fino a Balena con prima discesina tossica. Risalita su bel sentiero con qualche spintarella e poi ancora zo de lè verso il castello di Villa (errore nella traccia ma volendo si puo' fare loopino risalendo dalla strada). Breve trasferimento e poi ancora ottimo sentiero fino al Monte Conce con bel panorama dalla himalayana quota di 723 m. Numeriamo le ossa con attenzione perchè alla fine della via alpina a Verres potrebbero non essere tutte allo stesso posto e intere. 300 m hard core che con bagnato e foglie diventano una scarlingata da intenditori. Struscio in paese e siamo alla macchina.
In sintesi una bella giornata in montagna tra ottimi scorci paesaggistici, arte e storia e ... finale al peperoncino !
Stay Wild
#JAGTeam
#ciclodisagio
Distanza: 29 km
Dislivello: 1200 m
Tempo: 6h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Facile
Traccia gps: Bassa Val d'Ayas
Start da Verres 350 m campo sportivo con ampio parcheggio e acqua (in estate anche gelateria inevitabile). Salita easy e deserta fino ad Allesaz 1100 m ma senza neve si può seguire il torrente Evancon come fatto qui Tour della Regina
Attraversiamo la SR e andiamo a prendere il Ru d'Arlaz, banalissimo con asciutto ma faticoso e suggestivo con la neve di questo novembre 2019. Ecosentiero artistico fino a Balena con prima discesina tossica. Risalita su bel sentiero con qualche spintarella e poi ancora zo de lè verso il castello di Villa (errore nella traccia ma volendo si puo' fare loopino risalendo dalla strada). Breve trasferimento e poi ancora ottimo sentiero fino al Monte Conce con bel panorama dalla himalayana quota di 723 m. Numeriamo le ossa con attenzione perchè alla fine della via alpina a Verres potrebbero non essere tutte allo stesso posto e intere. 300 m hard core che con bagnato e foglie diventano una scarlingata da intenditori. Struscio in paese e siamo alla macchina.
In sintesi una bella giornata in montagna tra ottimi scorci paesaggistici, arte e storia e ... finale al peperoncino !
Stay Wild
#JAGTeam
#ciclodisagio
Distanza: 29 km
Dislivello: 1200 m
Tempo: 6h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Facile
Traccia gps: Bassa Val d'Ayas
domenica 10 novembre 2019
Pizzo Tracciora la riviera della Valsesia
Itinerario di Cicloescursionismo con lungo portage.
Astenersi batterie scariche.
La Riviera della Valsesia, ottima esposizione e sole a catinelle in una bella zona tutta da esplorare.
Start da Chiesa 500 m con ampio parcheggio e acqua (ma valutate anche parcheggio da Balmuccia). Brutta provinciale fino a Guaifola dove prendiamo bella forestale in piano. Asfalto ancora fino a Rossa 850 m. Non mi sono fidato dell'intuito ma a posteriori ho scoperto che proseguendo in piano verso la valle Cavaione dovrebbe esserci un sentiero ristrutturato e allargato che fa il giro largo e porta in quota senza dover seguire la mulattiera diretta e ripida che ho fatto io. Questo rientra in un progetto locale di collegamento con Cervatto pensato soprattutto per i motorini perchè le pendenze sono comunque sostenute per le bici. La traccia sale fino al Pizzo seguendo invece itinerario escursionistico (1000 m di spintage / portage).
Dalla Cima panorama stratosferico a 360 con il Rosa in faccia. Spettakulo.
Discesa ON: valutazione sentieri non pervenuta in quanto gita fatta con 40 cm di neve. Quindi fino all'Alpe Campo navigazione a vista in freeride. Da Alpe Campo ad Alpe La Bonda bel traversone credo ben percorribile con asciutto. Poi ottimo sentiero fino a Folecchio piuttosto facile ma con la neve divertente. State attenti a seguire i tagli che portano fino a Cerva per evitare nuova strada agro silvo pastorale (che porterà fin quasi a La Bonda !). Rientro come andata ma con risalita breve a Sassiglioni per la storica mulattiera che ci scodella precisi all'auto.
In sintesi: itinerario piuttosto semplice in condizioni estive ma estremamente impegnativo in veste invernale.
Stay Wild
#JAGTeam
#ciclodisagio
Distanza: 25 km
Dislivello: 1700 m
Tempo: 8h
Difficoltà tecnica: Medio
Condizione fisica: Duro
Traccia gps: Tracciora
Astenersi batterie scariche.
La Riviera della Valsesia, ottima esposizione e sole a catinelle in una bella zona tutta da esplorare.
Start da Chiesa 500 m con ampio parcheggio e acqua (ma valutate anche parcheggio da Balmuccia). Brutta provinciale fino a Guaifola dove prendiamo bella forestale in piano. Asfalto ancora fino a Rossa 850 m. Non mi sono fidato dell'intuito ma a posteriori ho scoperto che proseguendo in piano verso la valle Cavaione dovrebbe esserci un sentiero ristrutturato e allargato che fa il giro largo e porta in quota senza dover seguire la mulattiera diretta e ripida che ho fatto io. Questo rientra in un progetto locale di collegamento con Cervatto pensato soprattutto per i motorini perchè le pendenze sono comunque sostenute per le bici. La traccia sale fino al Pizzo seguendo invece itinerario escursionistico (1000 m di spintage / portage).
Dalla Cima panorama stratosferico a 360 con il Rosa in faccia. Spettakulo.
Discesa ON: valutazione sentieri non pervenuta in quanto gita fatta con 40 cm di neve. Quindi fino all'Alpe Campo navigazione a vista in freeride. Da Alpe Campo ad Alpe La Bonda bel traversone credo ben percorribile con asciutto. Poi ottimo sentiero fino a Folecchio piuttosto facile ma con la neve divertente. State attenti a seguire i tagli che portano fino a Cerva per evitare nuova strada agro silvo pastorale (che porterà fin quasi a La Bonda !). Rientro come andata ma con risalita breve a Sassiglioni per la storica mulattiera che ci scodella precisi all'auto.
In sintesi: itinerario piuttosto semplice in condizioni estive ma estremamente impegnativo in veste invernale.
Stay Wild
#JAGTeam
#ciclodisagio
Distanza: 25 km
Dislivello: 1700 m
Tempo: 8h
Difficoltà tecnica: Medio
Condizione fisica: Duro
Traccia gps: Tracciora
sabato 26 ottobre 2019
I 216 Tornanti della Vecchia
Itinerario di Cicloalpinismo con lunghi portage e discese tecniche ed esposte.
Astenersi Cùalegher.
3 passi e 216 tornanti per un inedito tour cicloalp nell'ostile valle del Lys.
Start da Issime 900 m dal parcheggio del campo sportivo sulla regionale (acqua).
Breve bitume fino allo storico ponte in pietra e poi piacevole salita per caratteristiche mulattiere e strade deserte (evitare le indicazioni per Coumarial). Feroci rampe prima del lago Vargno 1700 m e ancora più diabolici rattoni appena dopo. La cartografia regionale non è aggiornata, i buldozer sono arrivati fino a 2130 dell'Alpe Marmontana dove finisce la strada poderale (a cosa serve ? boh forse per farci pedalare di più). Dall'Alpe al Colle Marmontana 2358 m è una formalità in piacevole Portage su ottimo sentiero. Affaccio bifronte da stretto intaglio verso Monte Mars e il sottostante selvaggio vallone del Pian de l'Om.
Preservativi ON e ci scartavetriamo per 300 m fino al lago su sentiero ottimamente tracciato ma trialistico ed impegnativo (2 passaggi ve li ho lasciati per generosità). Dal lago fino al bivio dell'alpe Manda 2000m ancora leggera discesa discontinua ma passa via veloce.
Preservativi OFF. Ritakiamo zu ripidi in totale Portage Asburgico fino ai 2340 m della Crenna Dou Leui. Intaglio spettacolare e stretto fratello minore del più famoso Colle di Malatra. Sicuramente uno dei luoghi più caratteristici di tutta la Vda con vista sui Giganti da togliere il fiato nonostante la modesta elevazione.
Preservativi ON: i primi tornanti a chiocciola li lasciamo a Semenuk, noi ci accontentiamo di qualche tratto fino a 2100 scarsi dove il sentiero traversa con continui ed estenuanti su e giù fino al Colle della Vecchia 2185 m. Ciclisticamente trascurabile ma di Grande Bellezza (e fatica).
Siamo pronti per il premio di giornata. 216 tornanti per quasi 1200 di D- sulla storica mulattiera del 1877, antica via di collegamento tra la Valle del Cervo e quella del Lys attraverso il Colle della Vecchia. Pendenza costante e modesta e generalmente semplice tecnicamente ma dove l'incuria ha colpito maggiormente la mulattiera diventa più impegnativa e stretta. I tornanti difficili e challenging non mancano cosi come la soddisfazione (soprattutto nella parte bassa). Almeno 1h di discesa che ci atterra a Tzendelabò 1000m.
Relax lungo fiume e torniamo alla macchina.
In sintesi: itinerario come sempre lungo ed impegnativo ma ancora una volta di grande soddisfazione per tutti gli amici ciclodisagiati.
Stay Wild
#JAGTeam
#ciclodisagio
Distanza: 28 km
Dislivello: 2000 m
Tempo: 10 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro
Traccia gps: I 216 Tornanti della Vecchia

Astenersi Cùalegher.
3 passi e 216 tornanti per un inedito tour cicloalp nell'ostile valle del Lys.
Start da Issime 900 m dal parcheggio del campo sportivo sulla regionale (acqua).
Breve bitume fino allo storico ponte in pietra e poi piacevole salita per caratteristiche mulattiere e strade deserte (evitare le indicazioni per Coumarial). Feroci rampe prima del lago Vargno 1700 m e ancora più diabolici rattoni appena dopo. La cartografia regionale non è aggiornata, i buldozer sono arrivati fino a 2130 dell'Alpe Marmontana dove finisce la strada poderale (a cosa serve ? boh forse per farci pedalare di più). Dall'Alpe al Colle Marmontana 2358 m è una formalità in piacevole Portage su ottimo sentiero. Affaccio bifronte da stretto intaglio verso Monte Mars e il sottostante selvaggio vallone del Pian de l'Om.
Preservativi ON e ci scartavetriamo per 300 m fino al lago su sentiero ottimamente tracciato ma trialistico ed impegnativo (2 passaggi ve li ho lasciati per generosità). Dal lago fino al bivio dell'alpe Manda 2000m ancora leggera discesa discontinua ma passa via veloce.
Preservativi OFF. Ritakiamo zu ripidi in totale Portage Asburgico fino ai 2340 m della Crenna Dou Leui. Intaglio spettacolare e stretto fratello minore del più famoso Colle di Malatra. Sicuramente uno dei luoghi più caratteristici di tutta la Vda con vista sui Giganti da togliere il fiato nonostante la modesta elevazione.
Preservativi ON: i primi tornanti a chiocciola li lasciamo a Semenuk, noi ci accontentiamo di qualche tratto fino a 2100 scarsi dove il sentiero traversa con continui ed estenuanti su e giù fino al Colle della Vecchia 2185 m. Ciclisticamente trascurabile ma di Grande Bellezza (e fatica).
Siamo pronti per il premio di giornata. 216 tornanti per quasi 1200 di D- sulla storica mulattiera del 1877, antica via di collegamento tra la Valle del Cervo e quella del Lys attraverso il Colle della Vecchia. Pendenza costante e modesta e generalmente semplice tecnicamente ma dove l'incuria ha colpito maggiormente la mulattiera diventa più impegnativa e stretta. I tornanti difficili e challenging non mancano cosi come la soddisfazione (soprattutto nella parte bassa). Almeno 1h di discesa che ci atterra a Tzendelabò 1000m.
Relax lungo fiume e torniamo alla macchina.
In sintesi: itinerario come sempre lungo ed impegnativo ma ancora una volta di grande soddisfazione per tutti gli amici ciclodisagiati.
Stay Wild
#JAGTeam
#ciclodisagio
Distanza: 28 km
Dislivello: 2000 m
Tempo: 10 h
Difficoltà tecnica: Difficile
Condizione fisica: Duro
Traccia gps: I 216 Tornanti della Vecchia
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